Monreale. Indagine Alto Belice Ambiente: 51 persone coinvolte, in mattinata l’udienza preliminare

Diversi i capi d'imputazione: furto di carburante e falsa attestazione di consumi di carburante, illecito smaltimento di rifiuti pericolosi e non, condotte fraudolente ai danni della società, falsa attestazione della presenza in servizio di alcuni dipendenti

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Palermo, 12 maggio 2017 – Si è tenuta questa mattina l’udienza preliminare del processo relativo alla vicenda che ha investito l’ATO PA2 “Alto Belice Ambiente”, e che ha visto coinvolte in un primo momento 53 persone. Tra queste anche il sindaco del comune di Monreale, Piero Capizzi, assieme ad una commerciante monrealese  erano stati raggiunti da un avviso di garanzia, ma la loro posizione era stata poi archiviata e i due soggetti prosciolti.

L’indagine è stata portata avanti dal Sostituto Procuratore Enrico Bologna, che ha chiesto il rinvio a giudizio per i 51 imputati davanti al Gup Fabrizio Molinari.

La società con sede a Monreale, incaricata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti all’interno dell’Ato (Ambito Territoriale Ottimale) PA2 costituito da 17 comuni, il 22 dicembre 2014 era stata raggiunta dal decreto di fallimento pronunciato dal Tribunale fallimentare di Palermo.

Le indagini risalgono al 2011, e furono avviate dalla stazione dei carabinieri di Altofonte, in seguito ad alcune denunce su carenze e disfunzioni nel servizio di raccolta dei rifiuti. 

Dai primi riscontri sulle carenze nel servizio emergevano diversi casi di assenteismo dei dipendenti. Gli sviluppi investigativi, curati dalla compagnia dei carabinieri di Monreale, si concentravano su illeciti commessi dagli autisti degli autocompattatori. 

Diversi sono i capi di imputazione: furto del carburante contenuto nei serbatoi degli autocompattatori, falsa attestazione di consumi di carburante, l’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi e non, condotte fraudolente ai danni della società, falsa attestazione della presenza in servizio di alcuni dipendenti.

All’udienza di questa mattina alcuni avvocati hanno anticipato la volontà di accedere a riti alternativi. Per alcuni imputati è stata invece chiesta la messa alla prova, poiché il cliente sarebbe stato imputato per furto di minore intensità.

Inoltre per un imputato la notifica risultava irregolare, ed il difensore ha chiesto che venisse notificato nuovamente l’atto.

L’udienza è stata rinviata al 12 settembre, in quella sede verificata la regolare costituzione delle parti, dovranno essere definitivamente avanzate le richieste di riti alternativi e precisate le conclusioni.

In seguito il Gup deciderà se emettere sentenza di non luogo a procedere ovvero disporre il rinvio a giudizio.

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