A Partinico disabile psichica costretta a prostituirsi per 20 euro e cibo. Il racconto

Il convivente ha ottenuto dal Riesame il regime degli arresti domiciliari

1
tusa big

Partinico, 28 aprile 2017 – “Mi maltrattava con schiaffi, calci e pugni e mi costringeva a prostituirmi con clienti che procurava lui stesso. Mi avvertiva sempre che a breve mi avrebbe chiamato per avere rapporti sessuali a pagamento con me e io ero costretta ad accettare. Ogni volta che mi opponevo, lui mi percuoteva”. È questo il tragico racconto di una ragazza affetta da gravi disturbi psichici che sarebbe stata costretta a prostituirsi dal compagno di 51 anni. I fatti sarebbero avvenuti a Partinico, Terrasini e Cinisi tra il 2010 e il 2016.

Il Giudice per le indagini preliminari aveva ordinato l’arresto dell’uomo già qualche settimana fa. Nel provvedimento del magistrato ci sono anche diverse testimonianze di altrettanti ex clienti della giovane, dei suoi genitori che avrebbero saputo che il compagno la teneva segregata in casa chiusa con un lucchetto.

Intanto l’indagato tramite il proprio avvocato difensore respinge al mittente tutte le accuse sostenendo che le parole della ragazza siano frutto della fantasia e mossa da sentimenti di vendetta per essere stata lasciata dallo stesso. L’uomo ha ottenuto dal Riesame il regime degli arresti domiciliari.

Dai verbali però emergono diverse storie raccontate dalla donna: “Il prezzo dei rapporti sessuali – racconta la 28enne – era di 20 euro e avvenivano nella nostra camera da letto. Questa situazione mi provocava grandi sofferenze morali ma io non potevo fare niente, temendo altre percosse e ritorsioni”. Altri incontri avvenivano secondo la donna in un casolare abbandonato di Partinico o all’interno delle autovetture dei clienti.

L’8 maggio 2014 sarebbe avvenuto un episodio, secondo la vittima, particolarmente violento. “Lui aveva organizzato un incontro con tre uomini contemporaneamente – racconta – e io mi rifiutavo categoricamente e lui mi picchiava, dandomi calci e tirate di capelli per cui scappavo al piano di sopra per raggiungere la terrazza e chiedere aiuto e siccome stavo gridando lui mi afferrava e tentava di gettarmi dalla terrazza al terzo piano”. La donna racconta poi che nel gennaio 2016 è stata spinta per le scale e nel febbraio 2016 di aver abortito al terzo mese di gravidanza.

Il Gip ha ritenuto, contrariamente a quanto avevano sostenuto in passato alcuni consulenti della Procura, che il racconto può trovare riscontro nelle informazioni che hanno fornito alcuni ex clienti rintracciati grazie ai tabulati telefonici. “Avevano bisogno di pagare l’affitto e per comprare da mangiare, ha raccontato un uomo.

Ricevi tutte le news
Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

1 Commento
  1. Anonimo dice

    … E gli danno anche i domiciliari? Scusate ma la ragazza dov’è? Non ditemi anche in quella casa perché ….viene da piangere!!!! Giustizia dove sei? Mamma mia che rabbiaaaaaa

Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Acquapark Monreale