“Piccola raccolta per una Retrospettiva”: la mostra dello scultore Giuseppe La Bruna

Un percorso di 28 opere ripercorre i 41 anni di lavoro dell'artista monrealese. La mostra sarà presentata dalla Storica d'arte Prof.ssa Marina Manfredi

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Monreale, 27 aprile 2017 – Aprirà sabato 29 aprile la mostra allestita dallo scultore Prof. Giuseppe La Bruna dal titolo “Piccola raccolta per una Retrospettiva”. La raccolta di opere che raccontano il percorso artistico del maestro monrealese, da ottobre 2016 chiamato a dirigere l’accademia delle Belle Arti di Venezia, si potrà ammirare fino al 3 giugno presso la galleria Civica d’Arte Moderna di Monreale. Tutti i giorni, sia di mattina che di pomeriggio, domeniche escluse.

La mostra nasce da un’idea del Prof. Salvatore Autovino, direttore artistico della festa del Santissimo Crocifisso. “Non ero molto convinto – racconta il Prof. La Bruna – di accettare l’invito, ma essendo cittadino monrealese e non avendo mai fatto una mostra a Monreale dopo 41 di attività artistica da me espletata proseguendo a tutt’oggi, ho pensato che non sarebbe stato corretto non prenderne atto. Organizzare una mostra di scultura in tre settimane non è cosa semplice, anche perché ho dovuto chiedere alle persone con cui lavoro la possibilità di inviarmi almeno alcune sculture che potessero rappresentarmi in un percorso espositivo di questo tipo”. 

La mostra sarà presentata dalla Storica d’arte Prof.ssa Marina Manfredi che ha anche scritto la presentazione che si troverà nel catalogo. La Prof.ssa insegna Storia dell”Arte all’accademia di Belle Arti di Venezia. 

La Bruna ha iniziato la sua prima mostra nel febbraio del 1976. Un percorso che raccoglie varie sculture che vanno dal 1978 con Gestalt 3 in legno di olivo, fino ad una scultura ancora da ultimare dal titolo -“Trono regale” per una sana meditazione-. 

“Quella presentata a Monreale è una raccolta di circa 28 opere che ripercorrono appunto il mio lavoro. Mancano le sculture del primo periodo e cioè dal 1969 al 1978, ma sarebbe stato troppo complesso da organizzare. Il tutto è una selezione accurata di alcune sculture che sono riuscito a recuperare. Tutto il mio lavoro parte dalla materia che è in continuo divenire e dal viaggio che ho sempre affrontato per conoscere e crescere a contatto con la gente che vive lontano e diversamente da noi ma al contempo molto simile a noi. Il viaggio ci ricorda che l’uomo ha sempre avuto il bisogno di scoprire nuovi orizzonti affrontando rischi e pericoli spesso pagando tributi alti, ma spesso arricchendo continuamente la sua vita di incontri, amicizie, cultura e conoscenza”.

Il Prof. La Bruna ha una predilezione per i materiali tradizionali, ferro, terracotta, cartapesta, legno, marmo, bronzo, ma usa e sperimenta anche resine e nuovi materiali inerenti le epossidiche e gomme varie.

Nato a Monreale (PA) nel marzo del 1953, dopo aver concluso gli studi Accademici nel 1976, nello stesso anno avvia la sua attività espositiva per la Scultura, dal 1978 inizia l’ insegnamento di  Scultura  all’Accademia di Belle Arti di Palermo, nel 1989 ha la Cattedra di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dal 2001 si sposta all’Accademia di Palermo e dal 2007 ad oggi ha la Cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. 

Ha partecipato e partecipa a numerose  rassegne espositive di carattere Nazionale ed Internazionale fra Personali e Collettive in tutto il mondo

“Per La Bruna – scrive Toni Toniato – la “lingua” della scultura è ancora uno strumento valido che ben può prestarsi perciò a modellare e a ristrutturare con nuovi accenti il mondo ancora del “figurabile” e, in particolare, lo stesso corpo umano”.

“La ricerca plastica di Giuseppe La Bruna – scrive Paolo Levi – si rivela, fin dagli inizi, per la decisa carica espressiva, dove il pathos della forma si coniuga con la poesia. Egli non ripete mai lo stesso. Ogni composizione pare l’inizio di un ciclo, di un mondo di eventi arcani. Si tratta di uno scultore che opera all’interno di certezze creative e conclusive, con una tensione intellettuale nel rinnovare forme e materiali. Le sue immagini sono figlie anche di suggestioni interiori.  Egli opera e inventa suggestioni plastiche entro spazi aperti, figure umane dinamiche con  atteggiamenti esteriori di inedita teatralità. Sono lavori che si liberano da ogni interferenza ambientale accessoria e si ritrovano in un’autonomia di  valori fluenti con tendenza a una controllata disgregazione espressiva”.

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