Il vescovo di Monreale: “La libertà assoluta di stampo radicale è in contrasto con la dottrina cattolica e la nostra Costituzione”

Il delegato della Conferenza episcopale siciliana: "La legge deve evitare i due estremi: l'eutanasia e l'accanimento terapeutico"

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Roma, 21 aprile – “Questa proposta di legge mi pare abbia parecchi punti problematici che non si possono tacere. Punta sostanzialmente sull’autodeterminazione del paziente e in questo senso va oltre anche ciò che è permesso in molti Paesi nei quali è in vigore l’eutanasia”. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e delegato della Conferenza episcopale siciliana per la salute, lavora anche a stretto contatto con il pontificio consiglio per lo sviluppo integrale che ha fra i suoi ambiti di lavoro proprio le tematiche relative alla salute stessa. Parla con Repubblica mentre sta organizzando per sabato prossimo in diocesi un convengo dedicato al presente e al futuro delle persone con disabilità.

Questa legge, se approvata, vede però il placet di molti cattolici. Le sembra davvero una legge da rigettare?
“Dal punto di vista politico c’è una convergenza fra il Pd e i 5 Stelle. Questa cosa la dice lunga su quali siano i valori cosiddetti “condivisi” fra queste forze politiche e il mondo cattolico. In realtà si propugna una libertà assoluta di stampo radicale in contrasto non soltanto con la dottrina cattolica ma anche con la nostra Costituzione”.

In che senso?
“Nel senso che la vita è un dono di Dio e non appartiene soltanto alla singola persona ma anche alla famiglia e all’intera società. E la legge deve evitare i due estremi, l’eutanasia e l’accanimento terapeutico”.

Le sembra che una persona possa disporre della propria vita come crede?
“Mi pare che si scardini il rapporto medico-paziente. Qui so no lo stesso paziente e la sua famiglia a essere caricati di una eccessiva responsabilità. Il fatto che anche l’alimentazione e l’idratazione vengano considerati trattamenti sanitari è problematico. In realtà la legge sulle cure palliative del 201o prevedeva una sedazione anche profonda, ma senza accanimento terapeutico. Qui invece si va oltre. I rischio è che dietro questa legge vi sia una eutanasia mascherata”.

Cosa pensa del fatto che non è previsto un esonero per le cliniche cattoliche?

“È un grosso problema. Mi auguro che se approvata in Senato la legge venga rimodulata per rispettare il diritto alla vita e per tenere presente che la missione del medico cattolico è di promuovere la vita e non di eliminarla”.

Ripreso da La Repubblica

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