I ragazzi della scuola Morvillo a lezione di legalità: “Cittadinanza per la Magitratura”

Al Palazzo di Giustizia, i ragazzi hanno avuto un cicerone d’eccezione, un uomo che per la legalità ha rischiato di morire: Giovanni Paparcuri, autista del giudice Rocco Chinnici

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Monreale, 4 aprile – Ieri i ragazzi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “F. Morvillo”, classi seconde e terze, hanno avuto modo di vivere una mattinata densa di sensazioni, emozioni e conoscenze poiché hanno visitato il museo “G. Falcone e P. Borsellino” presso il Palazzo di Giustizia di Palermo, più noto come il “bunkerino” dei due grandi magistrati. L’opportunità è nata nell’ambito della partecipazione al progetto “Cittadinanza per la Magistratura – Concorso Giovanni Palazzotto” 2016/2017.

In un precedente incontro, svoltosi nel salone della nostra scuola lo scorso 7 Marzo, i ragazzi sono stati intrattenuti dal dott. Gozzo e dalla dott.ssa De Luca su temi quali: mafia e legalità, bullismo e cyberbullismo. Il giudice ha parlato del suo lavoro e di come sia necessario essere eroi ogni giorno nello svolgimento del proprio dovere.

Ieri, al Palazzo di Giustizia, i ragazzi hanno avuto un cicerone d’eccezione, un uomo che per la legalità ha rischiato di morire: Giovanni Paparcuri, autista del giudice Rocco Chinnici, unico sopravvissuto alla strage che nel 1983 uccise il magistrato, due agenti della scorta ed il portiere dello stabile. Rimasto gravemente ferito, dopo la convalescenza, non potendo più fare il lavoro di autista, Giovanni Paparcuri ha iniziato a collaborare con i Giudici Falcone e Borsellino. Raccontando della sua attività, ha detto anche di aver informatizzato tutto il materiale del maxi processo e di averlo fatto con mezzi che oggi definiremmo rudimentali. È Paparcuri che ha voluto fortemente che gli uffici dei due magistrati, assassinati dalla mafia, divenissero un museo e oggi ne cura ogni aspetto con amore.

“È un museo particolare quello che visitiamo – raccontano i docenti – un mondo che sembra essersi fermato a trent’anni fa, pieno di documenti, libri, fascicoli e di tutti gli oggetti utilizzati quotidianamente dai due giudici. Un’emozione fortissima per i ragazzi e per noi insegnanti entrare nei luoghi dove questi due grandi uomini hanno lavorato per cercare di fermare il fenomeno mafioso. Nelle sedie, dietro le scrivanie, si possono notare le sagome dei loro corpi – raccontano – che per tanto tempo vi si sono seduti, sudando sulle carte con la voglia di capire e di trovare il bandolo della matassa che porta alla legalità”.

Le riflessioni dei ragazzi

“Oggi, durante la visita, mi sono sentito orgoglioso di essere siciliano, di vivere nello stesso paese in cui hanno lavorato i due magistrati che hanno dato la loro vita per noi…” (Vincenzo Rizzo 2 A)

“Entrare negli uffici dei due giudici che sono morti per difendere la legalità mi ha fatto riflettere sul fatto che tocca a noi ora dare senso al loro sacrificio e per onorare la loro memoria dovremmo continuare a combattere la mafia per costruire un mondo migliore.” (Elena Lo Bianco 2 A)

“Voglio ricordare i giudici Falcone e Borsellino così come li ho immaginati oggi: seduti sulle loro poltrone, con il loro sorriso, fermi come se fossero ancora lì. In realtà questi due grandi uomini non moriranno mai, ciò che hanno fatto li ha resi immortali.” (Giulia Rampulla 3 A)

“È stata un’esperienza unica e indimenticabile, aver avuto la possibilità di ascoltare i fatti così come sono andati da una persona che ha vissuto tutto in prima persona e che ha saputo descriverci la passione con la quale queste persone svolgevano il loro lavoro “per passione e per affetto”. Falcone e Borsellino sapevano per cosa “combattevano”: per noi, per assicurarci un futuro e un destino migliore. Ora però tocca a noi onorare il loro sacrificio e continuare a lottare.” (Cecilia Pulvino 2 A)

“Ciò che, attraverso il racconto del sig. Paparcuri, ho appreso mi ha fatto apprezzare ancora di più quello che i giudici Falcone e Borsellino hanno fatto per la Sicilia e per tutti noi.” (Greta Marino 3 A)

“È stato molto interessante visitare il museo Falcone e Borsellino, ripercorrere la loro storia attraverso il racconto di una guida molto speciale, Giovanni Paparcuri che a lungo ha collaborato con i due magistrati.” (Gabriele Bonafede e Daniele Perna 2 C)

“Una visita, un viaggio emozionante nella storia della mafia e dell’antimafia, nel ricordo di tanti eroi, vittime della mafia, ritratti da Paparcuri nella loro quotidianità di uomini e magistrati.” (Angela Cortigiani e Giorgia Cerzosimo 2 C)

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