Buon compleanno Principe De Curtis. Omaggio a Totò in Casa della Cultura

A causa della malattia agli occhi, l‘ultimo spettacolo avvenne nel Teatro Politeama di Palermo

A nnammurata mia

‘A nnammurata mia se chiama Ammore,
e tene ll’uocchie comme ll’acqua ‘e mare.
È ddoce comme è ddoce ‘a primmavera,
è tutta gentilezza, anema e core.’

Etichettare Totò come un attore è riduttivo, nonostante il passare del tempo il suo linguaggio continua ad essere attuale. Mai volgare, schivo ed introverso è riuscito a farsi amare da tutti. Conosciuto, soprattutto per l’abilie capacità di interpretare il burattino. Una bravura disarmante, il nostro Totò dalla battuta sempre pronta.

«Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire.» Oggi pomeriggio a Casa della Cultura a Monreale non è stato scoperto, piuttosto è stato ricordato il Principe De Curtis, in arte Totò, attore simbolo dello spettacolo comico in Italia, soprannominato «il principe della risata». Considerato, anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani. Si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando contributi come drammaturgo, poeta, paroliere e cantante.

“Ho scoperto un Totò particolarmente generoso nei confronti dei compagni di lavoro – racconta il giornalista Giuseppe Bagnati – un attore imprevedibile che preferiva recitare a braccio”. Bagnati è l’autore del libro dedicato a un inedito Totò: “L’ultimo sipario”. Un libro che ripercorre la tournée del comico napoletano attraverso retroscena mai raccontati. “Fin da bambino sono stato un appassionato di Totò, crescendo – continua l’autore – la cosa che mi ha continuato ad incuriosire è stato il fatto che l’ultimo spettacolo  avvenne nel Teatro Politeama di Palermo”.

A causa della malattia agli occhi il Principe De Curtis dovette smettere di recitare, e il sipario della sua brillante carriera avvenne a Palermo, una città a cui era legato in qualche modo. La madre del comico era palermitana. Dopo la visita dall’oculista Cascio gli fu impedito categoricamente di continuare a recitare. Una conclusione dal sapore amaro.

Tra letture di poesie e racconti, legati al grande comico, si è svolto l’evento. Organizzato dall’assessore Granà con la collaborazione di Giuseppe Moschella, hanno recitato le poesie Mariagrazia Scognamiglio e Biagio Cigno.

 

 

 

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