Lea Giangrande perde causa contro il comune. Aveva chiesto un risarcimento di 648.000 euro

Il Comune aveva negato una concessione edilizia, successivamente concessa. Secondo il TAR non vi sarebbe dolo o colpa, e l'amministrazione non avrebbe alcuna responsabilità soggettiva

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Monreale, 9 febbraio 2017 – Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha respinto il ricorso presentato da Lea Giangrande contro il comune di Monreale.

La Giangrande, moglie dell’ex sindaco Salvatore Gullo, rappresentata dagli avvocati Enzo Puccio e Tiziana Pellegrino, aveva presentato azione legale contro il comune nel 2013, sostenendo di avere subito un danno, e richiedendo un risarcimento di € 647.992,52.

La questione risale al 2010, quando il comune aveva negato alla Giangrande il rilascio di una concessione edilizia, presentata il 17 ottobre, per lavori di ristrutturazione, ampliamento e cambio di destinazione d’uso di alcuni fabbricati siti nel Comune di Monreale, in contrada Scarda Rubinotto, da destinare ad attività agrituristica.

Ad ottobre 2011 il Comune aveva infatti espresso parere contrario all’intervento edilizio, perché in contrasto con la norma che esclude l’edificabilità nelle zone boschive. Il parere però era stato impugnato dinanzi al TAR Sicilia. Nel 2013 il Tribunale Amministrativo aveva accolto il ricorso, dando ragione ai legali della Giangrande, che avevano sostenuto come, essendo il bosco di Casaboli tra quelli “artificialmente rimboschiti”, in base alla disciplina regionale, l’edificabilità era ammessa, pur secondo precisi parametri. L’accoglimento del ricorso, avvenuto nel 2013, aveva di conseguenza comportato l’annullamento del provvedimento del comune che, a luglio dello stesso anno, aveva di conseguenza rilasciato la concessione edilizia richiesta.

A questo punto la Giangrande, per mezzo dei suoi legali, aveva proceduto a chiedere il risarcimento del danno subito, stante l’acclarata illegittimità del provvedimento di diniego stabilito dalla sentenza del TAR.

Un danno quantificato in € 647.992,52 riconducibile, secondo i legali, essenzialmente nella perdita di chance relativa alla possibilità di finanziamento a fondo perduto per la realizzazione dell’investimento da parte del PSR e del FERS 2007/2013, oltre alla perdita di utile per il mancato avvio dell’attività agrituristica.

La difesa del comune di Monreale (sindaco Filippo Di Matteo) chiamato in giudizio, era stata assegnata all’avvocato Andrea Terranova, le cui tesi sono state accolte dal TAR.

Secondo il Collegio giudicante, presieduto dal dott. Cosimo Di Paola, non sussiste l’elemento soggettivo della colpa del comune. Nella sentenza, pubblicata il 7 febbraio 2017, il Tribunale ha rigettato il ricorso della Giangrande sostenendo che l’illegittimità di un atto amministrativo, accertata dal giudice amministrativo, non implica responsabilità soggettiva in capo alla pubblica amministrazione che lo ha adottato, se non vi è l’elemento soggettivo del dolo o della colpa.

In pratica, secondo il Collegio, al comune di Monreale non poteva essere ascritta alcuna condotta colposa, poiché aveva applicato una norma mai posta prima in discussione, e la cui vigenza era stata riconosciuta dallo stesso TAR, in sede cautelare. Norma che il TAR stesso aveva successivamente rivisto, ma a quel punto il comune aveva provveduto ad attenervisi, rilasciando immediatamente alla Giangrande la concessione edilizia.

Con queste motivazioni il Tribunale ha rigettato il ricorso, ritenuto infondato. Avverso la sentenza la Giangrande potrà presentare ricorso in appello.

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