Dimenticare… morire. I morti, essi almeno, dimenticano il dolore. Essi non piangono

E sì, i morti non piangono, maE sì, i morti non piangono, ma Antonella Virga verrà ricordata solo per i suoi sorrisi e la gioia. Funerali, lunedì 6, ore 10,00, nella chiesa di S. Castrense Antonella Virga verrà ricordata solo per i suoi sorrisi e la gioia

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Elettorale Russo

Monreale, 4 febbraio – Oggi Monreale piange la perdita di una cara concittadina, e ognuno passa il tempo a ricordare la straordinaria Professoressa Antonella Virga, una Donna tanto stimata, e, a volte, anche poco amata.

Avevo sempre sentito parlare della professoressa Virga, e i pareri erano sempre controversi, tra chi mi augurava di non averla mai come insegnante, e chi mi diceva “spera di averla, anche solo per un mese. Capirai veramente se questa è la tua strada”. E dopo quattro anni di liceo, nel periodo probabilmente più confuso della mia vita, la incontrai. Finalmente conoscevamo questo mostro di cultura, che era lei.

Ogni suo alunno ha delle esperienze controverse, sempre alla soglia tra l’odio e l’amore, ma nessuno ha mai dubitato della sua grandezza, della sua follia. Follia, che non è pazzia, ma genio. L’essere fuori dagli schemi, il fottersene ( e sì, userò questa parola perché per lei tutte le parole meritavano di essere usate, anzi, queste più di altre) del giudizio degli altri e il sorridere, ridere sfidando la vita giorno dopo giorno. E sì, i morti non piangono, ma Antonella Virga verrà ricordata solo per i suoi sorrisi e la gioia, il suo amare ogni cosa anche quando tutte queste cose le si rivoltavano contro. Parlava alla sua malattia, e parlava della sua malattia come se ormai fosse parte di lei, come se ormai fossero in simbiosi. E le sorrideva, e la sfidava.

Durante il quinto anno, quando fu mia insegnante, continuavo a chiedermi perché non avesse mai lasciato il posto a qualcun altro, visto che lei non poteva insegnare. Pensavo fosse un modo egoistico di affrontare la situazione, ma adesso, intraprendendo la sua stessa strada, mi rendo conto che non è così. Aveva lottato tanto per stare in mezzo ai ragazzi, ha creduto fino alla fine che i suoi ragazzi fossero veramente la speranza, ha distrutto tutti i limiti che le sono stati imposti e ha conquistato il suo ruolo di titolare, e non lo avrebbe lasciato, non tanto per se stessa, quanto per noi. Perché oggi ci rendiamo conto che la cosa più grande che ci ha insegnato non è tanto il Romanticismo o quanto noioso fosse Manzoni nei Promessi Sposi, ma è la tenacia, la potenza nell’inseguire i propri sogni, la poesia che esiste in ogni gesto, e l’importanza di ogni singolo giorno. Non ha mai detto “studiate, perché studiare vi rende liberi”, ha sempre detto “studiate, studiate ma siate liberi. E amate, uscite, divertitevi, siate folli con i vostri amici, e raccontate bugie ai vostri genitori, e non perdetevi un attimo della vostra vita, nessun istante”.

Antonella Virga mi ha dato un’importante spinta, è anche a lei che devo il coraggio di avere intrapreso questa strada. In fondo quando seppe che mi dilettavo nella recitazione fu lei stessa a dirmi “ ah fai a fodde? Ci vai bona”. E sempre ella, correggendo un compito, mi scrisse scrittura poetica, ma analitica e articolata, ottimo lavoro. E guardandomi disse “tu questa cosa ce l’hai qua, nel cuore, falla arrivare alla testa e nessuno potrà più dubitarne”.

Probabilmente saranno tante le persone che devono ringraziarla, e lei dirà di non avere fatto nulla di speciale, solo ciò che ogni umano dovrebbe fare. E noi le diciamo che no, non è vero che ogni essere umano lo fa, perché non tutti sono speciali. E neanche normali, perché cosa è la normalità? Solo una convenzione. Ma lei, cara professoressa, lei era e sarà sempre eccezionale. Con la forza nell’affrontare le difficoltà, l’amore per il suo lavoro, il rialzarsi anche quando si rimane soli, solamente lei avrebbe potuto darci questa splendida dimostrazione di una vita che merita di essere vissuta, senza sprecare neanche un solo respiro.

I Funerali si terranno lunedì 6, ore 10,00, nella chiesa di S. Castrense.

<< […] Quanto più un uomo è di genio, quanto più è poeta, tanto più avrà de’ sentimenti suoi propri da esporre, tanto più egli sdegnerà di vestire un altro personaggio, di parlare in persone altrui, d’imitare, tanto più dipingerà se stesso e ne avrà il bisogno, tanto più sarà lirico […] >> G. Leopardi
Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
Ch’eterno io mi credei. […]
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T’acqueta omai. Dispera
L’ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l’infinita vanità del tutto.
(G. Leopardi, A se stesso)

Da tutti i suoi allievi, da chi l’ha apprezzata tra una lacrima e una risata, da tutti noi un caro e affettuoso saluto.

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