“Furbetti TARSU”. Palermo, scatta la condanna per dipendenti comunali, commercialisti e cittadini

Indagine da esposto del Comune di Palermo - Individuati 700 mq di edifici non dichiarati

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Elettorale Russo

Palermo, 30 gennaio – L’indagine che ha portato oggi alla condanna di alcuni dipendenti del Comune, commercialisti e cittadini, per irregolarità legate alla riscossione della TARSU, era partita nel 2014 a seguito di un esposto presentato dall’Amministrazione comunale, su indicazione del sindaco Leoluca Orlando e dell’allora assessore al Bilancio, Luciano Abbonato. Il Comune aveva operato in collaborazione con gli inquirenti e le Forze dell’ordine, permettendo di scoprire il “trucco” con cui migliaia di metri quadri di edifici cittadini venivano “cancellati” dal database degli immobili per il calcolo delle imposte comunali.

Proprio da quel caso era partito un controllo a tappeto che grazie all’incrocio dei dati con il catasto, ha portato lo scorso anno ad individuare ben 700.000 metri quadri non dichiarati, permettendo così di abbassare la percentuale della TARI (la nuova tassa nel frattempo subentrata, il cui calcolo si basa sempre sulle metrature degli immobili). Il decremento è stato compreso fra il 4% e il 7% in base alla tipologia di immobili e al soggetto titolare.

“Le anomalie del settore – spiega Leoluca Orlando – erano emerse con chiarezza e da qui era nato un esposto che portò alle indagini, svolte ovviamente con la necessaria collaborazione e riservatezza da parte dell’Amministrazione comunale. Il Comune si era anche costituito Parte civile nel procedimento e attendiamo ora di conoscere la quantificazione del danno valutato dalla Magistratura. Gli accordi operativi che l’Amministrazione ha stilato in questi anni con diversi soggetti quali il Catasto, l’Agenzia delle Entrate e le Forze dell’Ordine, ci permettono un sempre maggiore controllo, i cui benefici ricadono su tutta la collettività, come dimostrato dalla riduzione delle imposte comunali.

Mai come oggi risulta valido lo slogan che è necessario che tutti paghino perché tutti possano pagare di meno”.

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