Ecco quanto guadagnano i monrealesi all’ARS Dina e Lo Giudice

Finiscono i tempi d’oro all’ARS anche se c’è chi riesce ancora ad acquistare case e auto

Monreale, 20 dicembre – Sono finiti i tempi d’oro all’Ars, i tempi degli Onorevoli milionari, dei grandi acquisti grazie alle corpose indennità anche se ancora c’è chi riesce a “tirare la cinghia” riuscendo anche a comperare auto e immobili. Come ogni anno l’Assemblea Regionale Siciliana ha messo online i redditi dei suoi membri pubblicando le dichiarazioni del 2016 sui redditi del 2015.

Il più ricco

Scala la vetta dei paperoni il deputato e medico alfaniano del Nuovo Centro Destra, Enzo Fontana, con 161mila euro. Fontana prende il posto di Giambattista Coltraro, che dai 350mila euro dello scorso anno passa a soli 109mila euro. Segue in classifica l’avvocato Giorgio Assenza di Forza Italia che dichiara 144mila euro e Orazio Ragusa (Udc) con 143mila euro, Giovanni Lo Sciuto (135mila euro). Il governatore Crocetta con 134mila euro dichiarati si piazza al quinto posto.

Il più povero.

“Mi sento un piccolo uomo in un grande laghetto” aveva dichiarato durante la sua prima seduta all’Ars la new entry Alfio Barbagallo che ha dichiarato un reddito pari a zero.

I redditi dei monrealesi all’ARS Nino Dina e Salvo Lo Giudice

Sono due i monrealesi che siedono a Sala D’Ercole: Nino Dina, che recentemente si è visto notificare un avviso di garanzia dalla Procura di Palermo (leggi qui) e Salvatore Lo Giudice (Sicilia Futura). In particolare Dina, che si è autosospeso dalle funzioni di Presidente della II Commissione, ha dichiarato circa 71mila euro; più ricco invece il collega Lo Giudice (deputato segretario) con 113mila euro, attualmente componente della commissione I – Affari Istituzionali e che in passato ha ricoperto la carica di Componente Commissione VI – Servizi Sociali e Sanitari (dal 19-12-2012 al 30-11-2015), Componente Commissione Esame delle attività dell’Unione Europea e Componente Commissione III – Attività Produttive (dal 01-12-2015 al 26-09-2016)

I redditi più bassi sono comunque quelli di deputati che non hanno cariche aggiuntive a Palazzo dei Normanni. Ad esempio Salvatore Lentini dell’Udc (66 mila euro), Vanessa Ferreri del Movimento 5 stelle (70 mila euro) e i colleghi grillini Claudia La Rocca (71 mila euro) e Giancarlo Cancelleri (70 mila euro). Superano la soglia dei 100mila euro, i deputati Alice Anselmo (109 mila euro) capogruppo Pd, il presidente di Sala d’Ercole Giovanni Ardizzone (106mila euro), Nicola D’Agostino di Sicilia futura (11mila euro), Giuseppe Federico di Forza Italia (126mila euro), Giovanni Greco ex Mpa (108mila euro), Salvatore Lo Giudice di Sicilia futura (113mila euro), Giovanni Lo Sciuto di Ncd (135mila euro), Antonio Malafarina ex Megafono ora Psi (118mila euro), Raffaele Nicotra del Pd (125mila euro), Filippo Panarello del Pd (107mila euro) e Giuseppe Picciolo di Sicilia futura (103mila euro).

Trasparenza SI MA a metà

Le legge sulla trasparenza prevede che, previo consenso, vengano pubblicati sul sito dell’Ars anche i redditi del coniuge. Eccetto qualche rara eccezione, (Piero Alongi, Carmelo Currenti, Bernadette Grasso, Luisa Lantieri, Giuseppe Picciolo) tutti gli altri congiunti, anche dei deputati che della trasparenza ne hanno fanno il proprio vessillo, non hanno dato il consenso.

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