Capizzi: “Massima trasparenza nei bandi di assegnazione dei beni confiscati alla mafia”

Guarino, direttore Consorzio Sviluppo e Legalità: “Cantina Kaggio pienamente operativa”

Monreale, 14 dicembre 2016 – Massimiliano Lo Biondo, Componente dell’Assemblea Provinciale del PD, con la nota pubblicata su questa testata lunedì 13 dicembre, sottolineava l’assenza di trasparenza nel sito del comune di Monreale sulla gestione dei beni confiscati alla mafia ed assegnati al Consorzio Sviluppo e Legalità, del quale il sindaco di Monreale è Presidente: “Una ricerca veloce già mostra la difficoltà ad accedere alle informazioni: un cittadino che entra nel sito istituzionale del Comune di Monreale, ad esempio, non trova dati sui beni confiscati, il link di collegamento al sito “Consorzio Sviluppo e Legalità”, nessun accenno alla presidenza dell’assemblea e all’operato. Ricorrere al “cerca” del sito istituzionale del Comune, infatti, inserendo la parola “Consorzio Sviluppo e Legalità”, genera la seguente risposta: “Unknown column ‘data’ in ‘field list’”, ovvero “colonna ‘dati’ sconosciuta in ‘lista campo’ apri link; e ancora, inserendo la parola “beni confiscati”, si ottiene “Unknown column ‘data’ in ‘field list’” e apri link“.

Abbiamo sentito il primo cittadino del comune di Monreale, chiamato in causa, per una replica.

“I beni confiscati alla mafia – spiega Capizzi – vengono assegnati di volta in volta dall’Agenzia Nazionale ai comuni che, una volta acquisita la disponibilità, predispongono il bando. La legge prevede che la pubblicazione dei bandi di assegnazione dei beni confiscati alla mafia, ed assegnati al Consorzio, avvenga con la massima trasparenza. A Monreale già da tempo è stata costituita la commissione. Il Segretario Generale, in qualità di Dirigente al Patrimonio, assieme agli uffici è impegnato a redigere il bando per la gestione. Le ultime ville sequestrate e assegnate al comune, verranno affidate a società Onlus che svolgono attività sociali sul territorio”.

Lo Biondo, nel criticare la mancanza di informazioni sul sito ufficiale del comune sui beni assegnati, aveva portato l’esempio della cantina Kaggio: “nel sito del Comune non esiste informazione a riguardo; nel sito del Consorzio, invece, l’informazione che la stessa “sarà destinata a centro aziendale e di sperimentazione al servizio delle attività consortili sui beni confiscati”; in loco, invece, la struttura è in evidente stato di abbandono“.

Su quest’ultimo punto è intervenuto il dott. Lucio Guarino, direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità: “La cantina Kaggio è stata recuperata dal consorzio, reimmessa nel circuito economico e consegnata nel gennaio 2016 alle 3 cooperative che gestiscono le terre confiscate al clan dei corleonesi. E’ stata destinata a centro aziendale. E’ pienamente operativa e stiamo procedendo a rafforzarne i sistemi di sicurezza. Nello specifico viene utilizzata per lo stazionamento dei mezzi agricoli e per lo stoccaggio dei prodotti delle terre coltivate, come il grano”.

“Colgo l’occasione per precisare – continua Guarino – che tutti i terreni agricoli e i fabbricati rurali assegnati al Consorzio sono utilizzati. Si tratta di circa 700 ettari di terreno, di due centri agrituristici e di una cantina vinicola con annesso un centro di degustazione”.

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