Gullo: “È un’offesa alla nostra intelligenza e uno spreco di denaro pubblico. Invito chi rappresenta il sindaco in quest’aula a prendere provvedimenti seri”

Il dirigente Busacca nel mirino dei consiglieri in consiglio comunale. Lo Coco: “Quale programmazione ha fatto in tutti questi anni?”

Monreale, 12 dicembre 2016 – “È un’offesa alla nostra intelligenza, oltre ad uno spreco di denaro pubblico. Invito chi rappresenta il sindaco in quest’aula a prendere provvedimenti seri. Un’aula ridotta ad una barzelletta”. Queste poche parole sintetizzano l’intervento del consigliere Toti Gullo (Alternativa Civica) nei confronti dell’ing. Maurizio Busacca, dirigente del comune, responsabile dell’ufficio urbanistico. Questa mattina, con 18 consiglieri presenti su 30, è stato dato avvio ai lavori del consiglio comunale. Uno dei punti all’ordine del giorno ha riguardato la variazione al bilancio di previsione 2016, finalizzata all’accensione di un mutuo di 85.000 € presso la Cassa Depositi e Prestiti, per procedere, in ottemperanza ad una nota giunta dalla Procura della Repubblica di Palermo, alla demolizione di un immobile abusivo, localizzato in via Esterna Valle Paradiso.

L’ing. Busacca, a seguito di una richiesta di delucidazioni da parte del consigliere Pippo Lo Coco (Alternativa Civica) per meglio conoscere le condizioni dell’immobile e valutarne l’utilizzo per fini di pubblica utilità, in alternativa alla sua demolizione, ne aveva illustrato lo stato. L’immobile è costituito da un piano terra, lasciato allo stato grezzo, e da un primo piano abitato tuttora da una famiglia. “L’immobile – ha spiegato Busacca – è privo del nulla osta della Soprintendenza e si trova in zona soggetta a vincolo idrogeologico. Inoltre, le opere di urbanizzazione risulterebbero assolutamente inadeguate. Quindi il comune si troverebbe nella condizione di dovere investire elevate somme per rendere l’immobile, una volta sanato, utilizzabile per finalità pubbliche, quale una delegazione municipale, un ufficio di protezione civile o come canile”.

Da qui la reazione del consigliere Gullo: “Se l’immobile può rivestire valenza pubblica è stato già valutato dagli uffici competenti. Che l’ingegnere dell’ufficio tecnico relazioni in tal senso prospettando diversi utilizzi crea solo confusione tra i consiglieri comunali, chiamati oggi solamente a decidere se accendere o meno un mutuo. Non siamo qui chiamati a decidere sull’opportunità di una cosa o di un’altra, ma solo su una decisione economica. Se così non fosse saremmo nella pazzia più pura. Se il documento è arrivato in consiglio comunale, significa che tutte le procedure precedenti sono state evase. Voglio porre un freno alle barzellette”.
Nel suo lungo intervento il consigliere Gullo è poi entrato nel merito della questione, dichiarandosi a favore dell’accensione del mutuo: “Si tratta solamente di una partita di giro, dato che la spesa sostenuta dal comune per effettuare la demolizione sarà poi recuperata rivalendosi sullo stesso proprietario dell’immobile”.
Il consigliere Romanotto (Gruppo Misto) ha chiesto di conoscere la posizione dell’amministrazione sull’accensione del mutuo, dato che comporterebbe un aumento del debito comunale. Rispondendo al consigliere Gullo ha spiegato come non si tratti di una partita di giro, non essendoci la certezza che l’ex proprietario ottempererà in futuro a rimborsare il comune delle spese sostenute. Ha inoltre spiegato come sarebbe possibile accedere ad un fondo statale per finalità di questo tipo, che non prevede il pagamento degli interessi.
Nel merito è entrato anche l’ex assessore al bilancio Sandro Russo (PD), che ha criticato l’insensatezza della proposta di delibera. Russo ha spiegato come l’amministrazione abbia scelto di rimborsare una quota annuale del piano di riequilibrio ben superiore a quanto previsto. Condizione che la costringerebbe a dovere attingere adesso ad un mutuo con relativi oneri. Per Russo non ci sarebbe stata la buona gestione del buon padre di famiglia, ed ha quindi chiesto all’amministrazione di procedere ad una variazione di bilancio per rivedere il piano stesso, così da non dovere sostenere le spese per il mutuo.
Anche il capogruppo del PD, Ignazio Davì, ha sottolineato come la variazione del bilancio di previsione a pochi mesi dalla sua approvazione costituisca una sconfitta: “Ponevo più fiducia sugli uffici. Chiedo al dirigente del settore di spiegare”.
Costantini (M5S) ha invece criticato il modo di operare del comune: “Invece di muoversi solo in seguito alla nota della Procura, il comune, se disponesse di un piano contro l’abusivismo edilizio, dovrebbe fare un censimento di tutti gli immobili abusivi per pianificare una sola volta la variazione di bilancio e trovare le somme necessarie a tutte le demolizioni”.
Un concetto ripreso dal consigliere Lo Coco, nell’inviare un’altra frecciata al dirigente Busacca: “Quante delibere della Procura dobbiamo ancora attendere per avere un elenco completo degli immobili che devono essere demoliti, così da permettere all’amministrazione di mettere in bilancio le somme per le demolizioni? Oppure dobbiamo accendere un mutuo per ogni demolizione? Lei deve fare una programmazione seria. Quale programmazione ha fatto in tutti questi anni? E’ necessario ai fini del rispetto della legalità, dell’ambiente”.

In aula assente il sindaco, che ha la delega al bilancio. Il vicesindaco Cangemi, più volte sollecitato dai consiglieri a rispondere per conto di Capizzi, non ha ritenuto di dovere prendere la parola. Prima di procedere al voto sulla delibera è stata chiesta la verifica del numero legale. Essendoci solamente 13 consiglieri in aula la seduta è stata sospesa. Se ne riparlerà domattina.

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