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Una lapide al “Monumentale” per ricordare l’inventore dell’Articidio

Prima mandano l’Arte a quel paese e poi saltano sul carro del Direttore

Pubblicato il 16 ottobre 2016

Una lapide al “Monumentale” per ricordare l’inventore dell’Articidio

Il 18 Gennaio 2016, a cento giorni dal suo insediamento, l’allora promettente neo-assessore Ignazio Zuccaro, all’intervistatore di un quotidiano locale, dichiarava: “[…] Monreale è Monreale. Punto. Ha la sua storia, le sue tradizioni, i suoi monumenti. Il nostro compito è quello di tirare fuori il meglio che può offrire la nostra cittadina. Perfettamente coerente con tale dichiarazione d’intenti si rivelava apparentemente il contenuto dell’ormai famoso comunicato stampa del 21 Gennaio 2015, nel quale l’allora esordiente assessore, dopo un incontro da egli stesso organizzato, così dichiarava: “Sono soddisfatto e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato ed aderito con entusiasmo a questo primo incontro; – affermava l’assessore ai beni culturali – si tratta di prestigiosi rappresentanti della vita culturale ed artistica della nostra città, professionisti seri, ed è grazie alla loro esperienza ed al loro contributo che si potrà dare inizio ad un nuovo percorso. È chiaro che siamo al punto di partenza ma questo rappresenta per tutti, come stabilito, il “punto ZERO” che mira a ridare lustro e prestigio agli spazi espositivi e culturali della nostra città”. Ma le intenzioni affidate al comunicato stampa, già qualche giorno dopo, si rivelavano ipocritamente formali e intenzionalmente fasulle. L’assessore, nei fatti, avviava da subito la sua azione mandando tutto e tutti a quel paese: “i professionisti seri”, “i prestigiosi rappresentanti dell’arte”, “il nuovo punto di partenza”, “il punto Zero”, “il lustro”, “il prestigio”, “gli spazi espositivi” e “la cultura della nostra città”!

Ciò asserito è necessario aprire una parentesi.

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Ebbene, tra i prestigiosi professionisti che hanno partecipato a quell’incontro e che sono stati mandati a quel paese c’era anche Beppe La Bruna, da pochissimi giorni nuovo Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Beppe La Bruna mandato a quel paese, insieme a “tutti gli altri professionisti seri e prestigiosi rappresentanti dell’arte”, da Ignazio Zuccaro, ma anche da tutto il resto della Giunta di allora (quasi uguale a quella di ora), dal momento che nessuno dei suoi componenti si adoperava per riportare alla ragione il membro inadempiente. Negli ultimi giorni, però, appena diffusasi la notizia del prestigioso incarico assunto dal concittadino nella città lagunare, il Sindaco, anche a nome della Giunta pressoché nuova, si è prontamente sperticato a complimentarsi con il neo Direttore, emanando tanto di comunicato stampa subito diffuso da tutti gli organi d’informazione a portata di mano. Il consueto ricorso ad una logica di spessore molto ridotto, opportunistica e strumentale: la notizia, di portata nazionale, era una palla da cogliere al balzo affinché l’evento fosse associato al loro nome e a quello della Città che amministrano. Un comunicato stampa contenente, tra l’altro, una piccola ma fondamentale inesattezza: i Direttori delle Accademie vengono “eletti”, per fama e stima, dal corpo accademico (fatto di artisti e docenti stimati e famosi) e non “nominati” senza aver mai dimostrato il possesso dei prerequisiti minimi, come può accadere per certi assessori. Beppe La Bruna, come si evince dalla foto che lo ritrae all’opera con i suoi allievi, è arrivato all’elezione dopo anni e anni in cui,  sudando e inspirando la segatura, la polvere di marmo e i vapori delle fusioni del bronzo, ha distribuito in giro per il mondo il suo talento, il suo costante impegno e le sue qualità professionali e umane: da Monreale alle Accademie del nord Italia, dalla Siria alla Croazia, dalla Cina alle destinazioni che nell’immediato futuro sarà certamente portato a raggiungere. Beppe La Bruna ha onorato, di suo, l’essere cittadino monrealese e nessun altro può tentare di trarne merito e provare a specularci. Soprattutto se l’ha prima mandato a quel paese!

Giuseppe La Bruna (a sinistra) con gli allievi durante un recente simposio di scultura in Croazia

Giuseppe La Bruna (a sinistra) con gli allievi durante un recente simposio di scultura in Croazia

Chiusa la parentesi, torniamo all’ormai ex assessore che, alla domanda – “Quando si è insediato che situazione ha trovato?” – postagli il 30 Settembre scorso, dallo stesso intervistatore dello stesso quotidiano di cui all’inizio di questa nota, ha così risposto: “… Un disastro. Anzi una tragedia, ma sapevamo benissimo, quando abbiamo accettato l’incarico, delle difficoltà a cui andavamo incontro”. Parole lapidarie con le quali concordo integralmente. Faccio mia l’affermazione dell’ex delegato ai Beni culturali e aggiungo che, grazie al suo determinante contributo, il disastro, anzi la tragedia ha assunto le dimensioni ben più vaste di un vero e proprio cataclisma. Per restituirgli ciò di cui ha pieno merito, continuerò ad adoperarmi, instancabilmente, affinché passi alla storia come l’inventore dell’Articidio: funesto risultato di un modus operandi mirato, con assoluta determinazione, al danneggiamento continuato ed aggravato delle risorse locali, umane e patrimoniali. E, purtroppo, gli effetti del maldestro operato dell’assessore spoltronato non cesseranno con lo spodestamento dell’articida.

Scorrendo su Facebook i post più recenti, sono stato attratto da una locandina (decisamente vivace e visibile recante in testa il nostro stemma comunale) incaricata di informare i fortunati visualizzatori sull’imminente inaugurazione del primo di un ciclo di eventi espositivi lasciatici in eredità dal dannosissimo inventore dell’Articidio. “ArtEos al Monumentale” è il titolo dato alla collettiva dei 33 artisti dell’associazione ArtEos, appunto. L’annuncio è accompagnato dalla premessa che trascrivo testualmente: “Una grande mostra collettiva di presentazione del parco artisti dell’associazione, per l’inizio delle attività artistico-culturali che sancisce una stretta collaborazione con il Comune di Monreale per il rilancio del territorio attraverso la più nobile delle espressioni umane cioè l’Arte. Esporranno 33 artisti provenienti da ogni parte d’Italia e qualcuno anche dall’estero, appartenenti all’Associazione ArtEos, nel campo delle arti visive, presentandosi con due opere ciascuno, nella piena libertà di stile e di genere, forti del desiderio di essere presenti trasmettendo emozioni con le proprie opere e ricevere altrettante emozioni dal meraviglioso contesto che ospita l’evento”. Ho letto l’elenco dei partecipanti, molto presuntuosamente fattisi carico della missione di rilanciare il nostro territorio, senza riconoscerne uno soltanto. Mi sono documentato girovagando nel Web e posso affermare, assumendone tutta la responsabilità, che nessuno di essi è destinato ad essere protagonista dei volumi di Storia dell’arte che i posteri daranno alle stampe. Qualcuno dei componenti dell’attuale Giunta,  invece, si sarà certamente imbattuto, negli anni di Liceo e di Università, nello studio dell’Arte e dovrebbe averne il massimo rispetto. Proprio ad essi intendo rivolgere un accorato appello. Si adoperino, con un’energica impennata di coraggio, per disinnescare gli effetti generati a posteriori dal funesto operato dell’assessore ormai spoltronizzato. Provveda la nuova Giunta a revocare d’urgenza tutti gli impegni lasciati in eredità alla cittadinanza dall’ex assessore assolutamente privo dei pre-requisiti. Sia neutralizzato sul nascere, con un atto di ravvedimento operoso, il ciclo di eventi concordati con qualunque sia associazione o azienda privata che, per trarre profitto, non potrà far altro che danneggiare il territorio con l’ingannevole utilizzo degli strumenti propri della più nobile delle espressioni umane, cioè l’Arte. Provveda, la nuova  Giunta, a recuperare i contenuti di quel famoso comunicato stampa del 21 Gennaio 2015 e tenti di ripercorrere, con sane intenzioni, l’itinerario disatteso e calpestato dall’inventore dell’Articidio. Siano riconvocati i “prestigiosi rappresentanti della vita culturale ed artistica della nostra città” e si lavori, con essi, per restituire prestigio alla collezione «Giuseppe Sciortino» e la dovuta dignità al Complesso monumentale «Guglielmo II», costretto negli anni recenti allo svilente ruolo di centro commerciale delle pseudo-manifestazioni artistiche. Stiano ben attenti però, il Sindaco e gli Assessori, a non ri-mandare a quel paese i prestigiosi rappresentanti della vita culturale ed artistica della nostra città. Qualora dovesse esplodere qualche altra “bella bomba” come quella dell’affidamento a Beppe La Bruna della Direzione dell’Accademia di Venezia, si sentirebbero costretti ancora una volta a complimentarsi e a saltare sul carro, rimediandoci l’ennesima vera e propria figuraccia!

Giuseppe La Bruna, scultore e Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, con Emilio Ve-dova, Venezia, 1984 (Foto Mimmo Dabbrescia)

Giuseppe La Bruna, scultore e Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, con Emilio Ve-dova, Venezia, 1984 (Foto Mimmo Dabbrescia)

L’artista a cui dedicare la nota odierna non può che essere GIUSEPPE (Beppe) LA BRUNA. Nel segnalare che, almeno sino ad oggi, nessuno ha ritenuto doverosa l’acquisizione di una sua opera da esporre con orgoglio negli spazi della Civica Galleria, ripropongo il testo già pubblicato su Facebook il 27 Gennaio 2015 e contenuto nel volume “ARTISTI DI SICILIA. Destinatari di (involontari) sgarbi” pubblicato per le edizioni IlMioLibro del gruppo L’Espresso in collaborazione con La Feltrinelli.

 

Dal 1978 insegna presso varie Accademie di Belle Arti; nel 2008 è avvenuto il definitivo attracco a quella di Venezia (della quale è stato eletto Direttore il 12 Ottobre 2016). Il legame con GIUSEPPE LA BRUNA è tra quelli le cui radici  affondano più in profondità: l’amicizia l’abbiamo ereditata dai nostri Padri. E a tal proposito proprio in quella generazione è facile rintracciare l’embrione del talento di Beppe.

Non mi è difficile, fantasticando, immaginare i piccoli La Bruna aggirarsi nella prestigiosa “bottega” di famiglia dove l’arte, (scavando, intarsiando, impiallacciando …) assumeva la forma di preziosi arredi, mobili, iconostasi, ed altri “gioielli”), un vero e proprio “mondo delle meraviglie”: Francesco, rapito dai “suoni” delle macchine in azione e dal percuotere dei martelli, oggi suona il violino come pochi altri; Paolo, intento ad osservare i volti imbarazzati degli “operai” magari costretti a inventare giustificazioni per un ritardo o un’assenza, oggi calca i palcoscenici e si offre alla cinepresa; Beppe, sbalordito nell’osservare quel che le “sgorbie” riuscivano a liberare dal legno, fa  lo scultore (alla grande e alla maniera «antica»).

Quella bottega oggi è il suo studio e ancora odora di resina e suggerisce antiche atmosfere; in quel luogo spesso ci riuniamo per discutere delle disgrazie dell’arte cittadina e lì abbiamo consumato vani tentativi di curarla interloquendo, inutilmente, con sindaci e assessori. Ma ogni tanto ci riproviamo.

Nell’«antica bottega» ho visto Beppe scolpire, modellare la cera, predisporre una fusione, patinare bronzi e scavare il marmo: e soltanto per questo sostengo che Beppe è uno “Scultore” e che non avere incontrato le sue opere alla rassegna “Artisti di Sicilia” mi ha indignato.

Per un efficace approfondimento suggerisco l’accesso al sito ufficiale dell’artista: www.labrunagiuseppe.it

Giuseppe La Bruna, Omaggio a Gabriel Fauré, 1986 - bronzo, cm 25x80x40

Giuseppe La Bruna, Omaggio a Gabriel Fauré, 1986 – bronzo, cm 25x80x40

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