PD, una poltrona per due in consiglio comunale. La Quadrante chiede che venga fatta chiarezza

Il segretario generale del comune non si è espresso, probabilmente non accoglierà la lettera di Raciti. Al momento gruppo unico, Davì rimane capogruppo

Monreale, 15 ottobre 2016 – Rimane ancora irrisolta la questione relativa alla individuazione del gruppo del PD in consiglio comunale e del relativo capogruppo. Una matassa ancora tutta da dipanare. Non è servita infatti la mail inviata alla Presidenza del Consiglio e al Segretario generale del Comune di Monreale dal segretario regionale del partito, Fausto Raciti, tesa ad ufficializzarne la composizione individuando sei consiglieri su undici. Si attende la risposta da parte dell’ufficio di presidenza che a distanza di 10 giorni dalla ricezione della nota non si è ancora espresso.

Alla seduta consiliare del 14 ottobre, la consigliera Manuela Quadrante, individuata quale capogruppo della (eventuale) neo formazione consiliare, ha chiesto che in aula venisse fatta chiarezza: “Nessuno può impedire ad altri di parlare nel consesso consiliare e nessuno vuole farlo, ma bisogna fare chiarezza su chi può parlare a nome del partito democratico”.

Il Presidente Di Verde ha spiegato che attende una risposta ufficiale da parte del segretario generale del comune, la dott.ssa Domenica Ficano, per esprimersi sulla questione.

I tempi, sembra, si sono allungati perché la prima nota di Raciti sarebbe stata priva di firma, e quindi non presa in considerazione. La nuova mail firmata è stata già recapitata, quindi a breve si conoscerà la decisione del segretario generale.

Sembra comunque accreditata negli uffici comunali l’ipotesi, ancora non ufficializzata, che la lettera di Raciti non possa essere da sola ritenuta sufficiente per escludere i sei consiglieri dal gruppo consiliare. L’unico riferimento dell’ufficio sarebbe lo statuto del consiglio comunale che non prevede questa ipotesi. Sarebbe invece necessario che il partito procedesse alla espulsione dei consiglieri sgraditi, una procedura che ancora non si è verificata e che prevede un percorso ben definito, quale un intervento dell’organismo di garanzia del partito, e non un semplice comunicato del segretario generale.

Al momento quindi il PD rimane il gruppo più numeroso in consiglio con undici membri, e Ignazio Davì il capogruppo, sostenuto dalla maggioranza di sei consiglieri.

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