Crisi del PD. Tonino Russo: “La segreteria ha interpretato il suo ruolo in modo inadeguato”

Fabio Ganci: “Zuccaro ha chiesto un assegno in bianco che non può essere concesso a nessuno”

Monreale, 15 settembre 2016 – In politica non si esclude nulla, e tutte le migliori previsioni possono venire ribaltate da un momento all’altro. E’ quello che è successo ieri sera al direttivo del Partito Democratico. La discussione sui nuovi nomi da presentare al sindaco Capizzi per uscire fuori dalla crisi politica ha avuto un esito inaspettato, le dimissioni del segretario del partito.

“Con il voto di ieri si chiude una fase politica e se ne apre una nuova”, dichiara Tonino Russo, esponente di quella minoranza del partito che ieri invece si è trasformata in maggioranza. “Siamo giunti a questa situazione perché, nonostante il sindaco avesse dato da tempo un segnale chiaro, di bocciatura della giunta di governo, il segretario Zuccaro avesse sempre fatto melina. Andava già da tempo preso atto della necessità di cambiamento, nonostante la indubbia buona volontà e alcuni buoni risultati conseguiti dagli assessori del PD”.

Per Russo il voto di sfiducia di ieri è la normale conseguenza di un modo di intendere la gestione del partito sbagliata: “La segreteria ha interpretato il suo ruolo in modo inadeguato. Il PD doveva essere il motore dell’amministrazione. Il segretario ha di fatto chiuso le porte alla minoranza del partito, non ha mai accettato critiche o proposte. Ieri Zuccaro ha assunto un comportamento dignitoso prendendo atto della sfiducia da parte della maggioranza del direttivo”. Il partito, chiamato a fornire la propria rappresentanza assessoriale, si trova adesso in una situazione di impasse. “Adesso toccherà alla segreteria provinciale farsi carico di gestire un momento difficile. Ieri si sarebbe dovuto parlare di piattaforma programmatica, prima di arrivare ai nomi. E’ necessario fare in fretta per nominare un nuovo segretario, rappresentativo di tutti, per guardare a come fornire il contributo alla giunta per affrontare i problemi della città che non possono attendere”.

“Alla riunione convocata ieri non era prevista la mozione di sfiducia – spiega a Filo Diretto Fabio Ganci -. Il segretario ha voluto forzare la mano intorno all’esigenza di presentarsi lunedì dal sindaco con una delegazione ristretta e da lui nominata. Un modo di gestire il partito che non rientra nella nostra tradizione. Ha chiesto un assegno in bianco che non può essere concesso a nessuno”.

Adesso il partito deve gestire una situazione stallo. E’ decaduto il segretario, non c’è un vicesegretario, e il direttivo, eletto nel congresso perché collegato alla mozione del segretario, potrebbe decadere. Quindi non ci sarebbe nessun organo interno che può prendere delle decisioni. Capizzi intanto bussa alla porta del PD perché vuole i nomi per formare la nuova giunta. L’attenzione è tutta rivolta alla segreteria provinciale che, probabilmente, dovrà farsi carico di commissariare la sezione locale del partito in vista di un nuovo congresso, e di gestire in tempi brevi la delicata questione che ha fatto crollare il palazzo: la nomina dei nuovi assessori.

1 Commento
  1. nando scrive

    Su quanti consiglieri può contare il segretario provinciale?

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