Monreale. PD: Toti Zuccaro annuncia le dimissioni da segretario cittadino del partito

In un direttivo convocato per discutere della crisi di governo, a tratti molto teso, il segretario è stato sfiduciato

Monreale, 14 settembre 2016 – Che non si arrivasse alla lista dei tre nomi da presentare lunedì prossimo al sindaco di Monreale Piero Capizzi era previsto. Che si arrivasse alle dimissioni del segretario del partito, no. Ma andiamo per ordine.

Intorno alle 19,00 di oggi si è riunito il direttivo del Partito Democratico monrealese per discutere dell’azzeramento delle deleghe dichiarato dal sindaco Capizzi e per scegliere i tre nomi nuovi da proporre.

Nessuno dei presenti ha mai proposto nomi, né è stato avviato un dibattito sul lavoro svolto dagli attuali assessori, Granà, Russo e Zuccaro. Un confronto a tratti molto teso, nonostante i tentativi del segretario cittadino, Toti Zuccaro, di rasserenare gli animi e di chiarire le posizioni di ciascuno per giungere ad una scelta ampiamente condivisa. Tensione prevedibile, dati i forti contrasti tra le varie anime del partito.

Neanche il numeroso gruppo consiliare è riuscito a presentarsi al consesso con una rosa di nomi.

Dietro la scelta o, per meglio dire, la lotta per la triplice investitura, si giocavano anche altre partite. In primis quella della poltrona del segretario cittadino che, però, ha sempre sostenuto, dinanzi ai falchi, che per ogni cosa c’è il momento e il luogo opportuno. Di certo non sarebbe stata quella di oggi la sede idonea. Sede nella quale però il guanto di sfida è stato più volte lanciato.

Durante la seduta è stato messo in discussione anche il paletto posto da Capizzi, l’incompatibilità tra la carica di consigliere e quella di assessore, vero elemento discriminante nel fare propendere qualche consigliere ad esprimere la propria candidatura.

Ma di candidature, non si è mai parlato. Perché, di fatto, nel Partito Democratico di Monreale, i contrasti interni sono tanti, ancestrali e, sembra, insanabili.

Da subito sono emerse le differenti posizioni. Da quella del segretario che spiegava alla folta adunanza che il ritiro delle deleghe agli assessori non andava assolutamente letto come una sfiducia nei loro confronti da parte del sindaco, quanto una voglia di rilancio dell’azione amministrativa, a quella diametralmente opposta di Silvio Russo, fratello dell’assessore Sandro. Per Russo l’amministrazione ha fallito, “è questa la sensazione che serpeggia tra i cittadini, ed è questo il motivo per cui il sindaco ha azzerato le deleghe”. Russo ha sottolineato le difficoltà interne al partito già da mesi, l’incapacità della segreteria di saperle affrontare. Quindi il guanto di sfida. Sia lo stesso segretario Zuccaro a mettersi in gioco entrando in giunta personalmente.

Ma è da Salvino Mirto, protagonista dell’area di minoranza del partito, e dall’ex deputato Tonino Russo, che sono arrivate altre stilettate al segretario Zuccaro, reo di avere accettato con troppa condiscendenza l’azzeramento delle deleghe deciso da Capizzi, e di non avere fatto sentire quindi l’autorità del partito. Sarebbe stato necessario uno scatto d’orgoglio. La risposta sarebbe dovuta essere il ritiro immediato della delegazione assessoriale. Salvino Mirto ha anche chiesto a Zuccaro, in qualità di segretario, di assumersi la responsabilità di fare i nomi dei candidati o, in alternativa, di presentare le dimissioni. Ha quindi rimarcato il pessimo lavoro della segreteria del partito, la mancanza di un lavoro di squadra, lo scollamento tra assessori e dirigenti del PD, tra PD e cittadini, l’assenza di risposte fornite alla città.

Per Vittorio Di Salvo la richiesta di tre nomi di alto profilo rappresenta un’offesa gratuita nei confronti del PD. Nell’esprimere la propria delusione nei confronti di questa esperienza di governo, ha chiesto che avvenga realmente un cambio di logica.

Fabio Ganci, compagno dell’assessore Granà, ha invece chiesto di conoscere per quali motivi gli attuali assessori avrebbero dovuto fare un passo indietro. In assenza di una spiegazione chiara l’alternativa sarebbe stata quella di confermarli, a dimostrazione del loro proficuo operato.

Il tesoriere del partito, Biagio Cigno, ha sollevato una questione di merito: “Prima parliamo di programma di rilancio dell’azione di governo e poi delle candidature”. E giù ad elencare una serie di criticità mai sanate dall’amministrazione nel corso di questi due anni. Cigno ha espresso il suo sostegno alla richiesta di Capizzi di eliminare il doppio incarico, condizione che però non viene accettata da tutto il consesso.

In un’aula affollata di consiglieri (assente solamente Valeria Viola) e assessori del PD, componenti del direttivo ma anche numerosi simpatizzanti, il segretario ha chiesto di potere presentarsi da solo, lunedì prossimo, all’incontro con il sindaco Capizzi. Proposta appoggiata dal presidente del consiglio Peppe Di Verde e dal capogruppo in consiglio Ignazio Davì, ma subito bocciata da Tonino Russo, Salvino Mirto e Silvio Russo, che hanno chiesto invece di inviare una delegazione del partito allargata.

In conclusione della seduta, Toti Zuccaro ha messo in votazione la proposta di andare a discutere con il sindaco accompagnato da una ristretta delegazione che non faccia riferimento a gruppi o correnti.

Una proposta avventata, non ben calcolata. Saranno 21 i voti contro, meno di venti quelli a favore. Davì si astiene. Sono le 21,39. Zuccaro annuncia che domani presenterà le dimissioni da segretario cittadino del partito.

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