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ARTEria

Quando il cambio è bloccato la logica marcia a 10 km orari!

Insufficienti 30 anni per attribuire una tela all’artista Lorenzo Micheli Gigotti

Pubblicato il 11 settembre 2016

Quando il cambio è bloccato la logica marcia a 10 km orari!

Per riprendere il discorso esattamente dal punto in cui l’ho interrotto trascrivo la frase con cui, il 26 giugno scorso, annunciavo la temporanea sospensione di questa rubrica: “Prima di congedarmi e dare appuntamento a subito dopo il rientro dalle ferie, sento la necessità di ribadire, urlando, il mio personale appello: “NON ABBANDONATELI PER STRADA!!!”. I cani, è ovvio, ma anche i loro escrementi…!”. Così scrivevo, ma quello delle ferie era soltanto un banale pretesto al quale ho fatto ricorso per aggirare la prevedibile carenza, nell’ambito locale, di avvenimenti capaci di stimolare la voglia di scrivere.  Troppo facile prevedere che, nel periodo in cui il “non fare niente” è di norma, anche qui da noi le cose si sarebbero svolte nel modo più piatto. Ma non è andata proprio così! Gli accadimenti gravissimi degli ultimi mesi hanno imposto ai pensieri di ciascuno di noi ben altre destinazioni. Dalla notte della follia lanciata a tutta velocità sul lungomare di Nizza ai più recenti esiti del devastante terremoto che ha colpito le regioni centrali della nostra Nazione, abbiamo avuto ben altro a cui pensare e pochissima voglia di esercitare la satira. Checché ne pensino i più ostinati sostenitori di Charlie Hebdo!

foto-1_via-regione-siciliana

Ma se tutto fosse andato diversamente e non avessi smesso di scrivere, a quale tra i poco rilevanti eventi locali avrei potuto appigliarmi? Forse all’annunciata decisione di ridurre a 10 chilometri orari il limite di velocità per tutta via Regione Siciliana? Certo, avrei potuto, con l’aiuto di Photoshop, rendere visibile una delle consuete immagini della mia fantasia. In primo piano il “mulo zavorrato” e incautamente “parcheggiato” sotto casa, sulla traiettoria del pattinatore a rotelle costretto a frenare in salita per risparmiare l’animale e se stesso. E avrei potuto rappresentare l’impavido atleta sulla bici d’epoca, costretto a zigzagare con assoluta incertezza, in discesa, per non pestare la povera tartaruga, legittimata dall’ordinanza a scorrazzare lungo la frequentatissima arteria. Più in fondo, arrancante, l’auto del trisavolo con l’equipaggio dagli indumenti invernali, diretta al Villaggio Montano, che avrebbe raggiunto, forse, a fine Dicembre. Per poter scrivere, poi, che il viaggio sarebbe stato interminabile e dall’esito incerto, ma non a causa del limite di velocità (naturalmente imposto dalla vetustà del mezzo), ma per la fragilità della sua struttura, che difficilmente avrebbe retto alle violente sollecitazioni provocate da buche e dossi nei quali, durante la temeraria ascesa, si è costretti ad imbattersi e subirne i danni, anche con il più contemporaneo e resistente dei fuoristrada! L’ordinanza annunciata, smodatamente coercitiva, tuttavia, ha intimorito pochissimi; chi percorre con mezzi motorizzati la mal mantenuta arteria, continua a farlo alla velocità di sempre. Fatta eccezione per il periodo in cui, a causa dell’alternarsi delle due aziende addette al recupero (la revocata e la subentrante), i rifiuti hanno ricoperto, quasi del tutto, la carreggiata ed imposto a ciascun automobilista di mettere a dura prova i propri riflessi e i freni del proprio mezzo. Ma è durata  un paio di settimane … soltanto!

Confesso che un forte desiderio di rimettermi alla tastiera l’ho avuto nel leggere del lavoratore che ha ricevuto la multa, da circa 170 euro, per aver depositato in un cassonetto una lattina vuota e la carta che avvolgeva un panino! Cosa avrebbe dovuto fare il civilissimo lavoratore, aspettare le ore 19? E come faceva a saperlo non essendo del luogo e non avendolo letto sul cassonetto, privo di qualsiasi indicazione? Qualcuno ha sostenuto che se carta e lattina fossero stati deposti in un cestino non sarebbe scattata la sanzione! Va benissimo…! Ma i cestini dove sono? In tutta Monreale ce ne saranno in tutto meno di dieci! E, comunque, nella sostanza cosa sarebbe cambiato? Avevo voglia di esternare il più sentito dissenso per l’illogico episodio, ma, soprattutto, tutelare me stesso. Spiego perché: il 26 Giugno scorso, in queste stesse pagine, nell’invitare i concittadini, che come me portano a spasso i cani, a non abbandonarne per strada gli escrementi,  avevo testualmente scritto: “… chi porta a spasso i cani deve rendersi conto che non può lasciare per strada il “prodotto” del proprio fidatissimo amico; deve raccoglierlo e depositarlo nel cassonetto più vicino…”. Nel venire a conoscenza di quanto occorso al civilissimo lavoratore, ho attraversato momenti di vero panico. Sicuramente mi notificheranno qualche sanzione – “per istigazione al conferimento di rifiuti fuori orario, con l’aggravante della smisurata puzzolenza degli stessi” – continuavo a ripetermi cercando d’immaginarne l’importo. Non sapevo se mettermi a scrivere per revocare l’appello o temporeggiare. Continuavo a pensarci, anche durante le notti in cui respiravo gli effluvi provenienti dai cassonetti posizionati sotto casa, stracolmi e abbondantemente circondati da rifiuti in fermentazione. Alla fine ho deciso di soprassedere e, fortunatamente, mi è andata bene: nessuna sanzione mi è stata notificata, almeno fin adesso (dipenderà dai limiti di velocità?). In ogni caso, nel dichiararmi  sinceramente  pentito, prometto che mai più mi passerà per la testa di lanciare simili appelli e sono anche certo di poter contare sulla la piena approvazione da parte dell’UNESCO (Unione Neoconservatori Escrementi Sparpagliati dai Cani Ovunque)!

Per non smettere di scrivere avrei potuto insinuarmi, altrimenti, tra le righe della polemica cresciuta attorno ai focolai di karaoke che durante i fine settimana si accendono in vari punti della città. Avrei potuto suggerire, con molto garbo e tanto rispetto verso gli amanti del genere, la possibilità di richiedere (o meglio, pretendere) l’allestimento di uno spazio all’interno del Complesso monumentale Guglielmo II” (… uno dei poli culturali più importanti dell’Italia meridionale” – come ha recentemente affermato il Sindaco!). Al chiuso per non contaminare orecchie esageratamente sensibili e sofisticate e poter gorgheggiare, in assoluta libertà, anche durante le stagioni più fredde e piovose. Sono decenni ormai che agli omologhi esibizionisti del karaoke fatto con i pennelli, vengono assegnati ampi spazi e per i quali  si organizzano grandi eventi (fortemente voluti dagli amministratori). Molti di essi, con le loro opere, hanno lasciato tracce indelebili sulle pareti della Galleria Civica e, con i loro bonifici, anche nelle tasche degli organizzatori. Perché, quindi, non concedere libero sfogo anche alle corde vocali di chi si reputa particolarmente dotato (come i karaokisti delle arti figurative), organizzando tornate settimanali a mo’ di rodaggio, col fine di approdare, successivamente, all’organizzazione della Prima Biennale del Karaoke arabo normanno. La Giunta è attualmente in “officina” e se riusciranno a sbloccarle il “cambio” sapremo con quale logica ed a quale velocità deciderà di affrontare l’emergenza karaoke, canoro e pittorico!

Una notizia alquanto recente mi invoglia, finalmente, ad interrompere la lunga pausa. Mi riferisco, senza alcun intento polemico, all’erogazione del “premio di risultato” a favore del Segretario Generale monetizzato, a tavoletta, con l’importo di 9.794,63 euro lordi. Di conseguenza è partita da fonte sindacale, con un forte stridore di gomme, la sollecitazione affinché analogo riconoscimento, proporzionalmente ai meriti di ciascuno, sia erogato a favore del personale tutto. In tal senso reputo opportuno offrire un piccolo contributo…,  affinché diritto ed equità continuino ad affermarsi. Sfogliando il catalogo “Collezione d’Arte Eleonora Nora Posabella”, edito nel 2012 a cura della Galleria Civica G. Sciortino (al quale ho già dedicato ampia attenzione nelle mie precedenti note) nella sezione dedicata alla prima donazione è riprodotto un dipinto contrassegnato dal n. 23. L’opera è stata attribuita, da chi ha avventatamente curato la pubblicazione, a tale Michele Gigotti, artista inesistente, almeno tra quelli ospitati dalla Galleria Civica. Non sono bastati i trent’anni trascorsi dalla fondazione della Galleria per scoprire che il  vero autore dell’opera citata è Lorenzo Micheli Gigotti, nato a Roma nel 1908 e spentosi nella stessa città nel 1994. Formatosi presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti della capitale iniziando, giovanissimo, a frequentare l’ambiente di quella che fu poi denominata la Scuola Romana, si espresse per lungo tempo nell’ambito della figurazione. Pregevoli i suoi numerosi ritratti, tra i quali quello dal titolo Sfaticato. Un’opera che evidenzia la straordinaria intuizione del Maestro nel prevedere che, a Monreale, un impiegato non del tutto motivato nel fare le cose per bene (uno sfaticato appunto) gli avrebbe modificato l’identità!  Ed ecco il nesso e il democratico suggerimento: nel valutare il rendimento del disimpegnato dipendente, gli sia decurtata la “raccolta punti” e gli sia detratto, magari simbolicamente, qualche centesimo! Tutto qui!

Lorenzo Micheli Gigotti, Sfaticato, olio su tela

Lorenzo Micheli Gigotti, Sfaticato, olio su tela

L’opera di Gigotti donata a Monreale da Eleonora Posabella è catalogata con il titolo Composizione, olio su tela, cm 45 x 55. Una natura morta in cui campeggia un’alzata da frutta il cui contenuto, e quanto la circonda, si disgrega in tasselli e forme dal ricco e armonico impasto cromatico. Spenti gli echi della Scuola romana, il linguaggio dell’artista si avvia verso l’astrattismo ed emergono chiari riferimenti ad artisti del panorama europeo, quali, ad esempio, Vasilij Kandinsky, Paul Klee, Marc Chagall.

Galleria Civica “G. Sciortino” Monreale - Composizione, olio su tela, cm 45 x 55

Galleria Civica “G. Sciortino” Monreale – Composizione, olio su tela, cm 45 x 55

Innumerevoli le mostre di rilievo che hanno visto la partecipazione di Lorenzo Gigotti, come le frequenti presenze alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia. Vastissima la produzione di opere d’arte sacra e di pregevoli vetrate, come quella realizzata nel 1952 per la Cattedrale di San Paolo del Brasile. Un percorso produttivo denso di eventi e difficile da sintetizzare in poche righe. Per chi volesse conoscere meglio il prestigioso artista, trascrivo l link per accedere ad un’attenta biografia ed al corposo catalogo dedicato all’opera del Maestro nel 2007.

http://archiviolorenzogigotti.it/pdf/biografia.pdf

https://issuu.com/studioaras/docs/gigotti_catalogo_arezzo2007

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Paola

Complimenti per l’articolo, per quello che fa e per quello che dice! C’è bisogno di persone come lei a Monreale! Mi congratulo per l’ironia con cui affronta argomenti un pò “scomodi”;è il miglior modo per arrivare alle orecchie della gente e rimanerci!

12 settembre 2016 | 8:36 | Rispondi
    Sergio Mammina

    Grazie per gli apprezzamenti che, però, mi piacerebbe sapere con più chiarezza da chi arrivano. Qualche malpensante potrebbe ipotizzare che “Paola” sono io stesso!!! Grazie ancora e un saluto molto cordiale.

    12 settembre 2016 | 12:18 | Rispondi
Piero Pupella

Sempre puntuale e molto preciso . E’ un piacere seguirti. Ciao

16 settembre 2016 | 20:21 | Rispondi

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