Capizzi, l’azzeramento delle deleghe, la scelta degli assessori e la trasparenza nella gestione della cosa pubblica

Il sindaco cambi logica: chiarisca alla città il perché della bocciatura e quali requisiti richiede ai nuovi assessori

Monreale, 7 settembre 2016 – Alla fine crisi fu. E dopo mesi di fibrillazioni interne alla maggioranza si è giunti all’epilogo di una crisi più volte annunciata ma sempre rimandata.

I prossimi giorni vedranno sindaco ed alleati impegnati a lavorare per formare la nuova squadra di governo. Incontri interni ai partiti per rideterminare equilibri, per valutare proposte, candidature, decidere se promuovere l’assessore uscente e riproporlo per un secondo mandato o bocciarlo inesorabilmente.

Intanto, nessun cittadino ha chiaro il motivo di una così drastica decisione assunta dal primo cittadino. Granà, Taibi, Lo Coco, Zuccaro, Russo, tutti ritenuti non idonei a mantenere le deleghe assegnate? Tutti bocciati nei rispettivi settori? Nessuno è stato in grado di ottenere la sufficienza nel gestire le proprie deleghe in seno ad un’azione di governo che avrebbe dovuto rivoltare come un calzino la città di Monreale? Oppure l’azzeramento totale nasconde l’incapacità o la debolezza del primo cittadino ad assumersi la responsabilità di cacciare soltanto chi realmente non ha saputo fare un buon lavoro, e mantenere al comando chi ha avviato un processo virtuoso per la città? Non è forse questo il compito del più alto dirigente di un’azienda qual è un comune, al quale il sindaco sembra avere abdicato? L’azzeramento totale rischia invece di annullare il lavoro portato avanti anche da un buon assessore, la cui conferma sarà adesso soggetta a logiche di partito, a turnover forse già programmati, a invidie, a gelosie, ad attacchi interni. Ed a pagare per questa mancanza di coraggio sarà la città.

Con un breve comunicato dato in pasto ai giornali, il primo cittadino ha liquidato la questione. “Un azzeramento delle deleghe per procedere ad un riassetto dell’attività dei singoli assessori alla luce altresì di una verifica generale dell’attività politica svolta, per dare nuovo impulso e slancio all’attività dell’ente”. Parole di circostanza che nulla spiegano. Il primo cittadino non ritiene opportuno né sente il dovere di fornire ai cittadini una giustificazione esaustiva del perché sia giunto ad una scelta così drastica, ad una inversione di rotta così netta.

Capizzi, così solerte, preciso e puntuale nell’assegnare il punteggio massimo al segretario generale in relazione al suo operato, esprima una valutazione, e la renda pubblica, sull’operato della Granà, di Taibi, di Lo Coco, di Zuccaro, di Russo, di Cangemi. E’ un atto dovuto. Un’azione nel segno del cambio di quella logica che vede i palazzi del potere ancora troppo chiusi ai cittadini, sempre ignari su quali logiche determinino il destino della propria città.

Ed in nome della trasparenza non è lecito, per i cittadini, conoscere quali siano i requisiti richiesti ai nuovi assessori? L’unico paletto posto da Capizzi agli alleati, chiamati a fare i nuovi nomi, è quello dell’incompatibilità della carica di assessore con quella di consigliere comunale. E per quanto riguarda le competenze ed i curricula? Ed ancora, la questione etica. L’assenza di procedimenti giudiziari in corso sarà per Capizzi un elemento discriminante nella scelta dei suoi collaboratori o un particolare trascurabile?

Una crisi di governo è un passaggio importante, cruciale, significativo all’interno del processo amministrativo di una città.

Il primo cittadino si intesti un reale cambio di logica e apra le porte del palazzo ai cittadini che vogliono conoscere qual è il processo di selezione della nuova classe politica chiamata a governare questa città, a governarli. Sventoli la bandiera della trasparenza della gestione della cosa pubblica. E’ quello che chiedono i cittadini. Abbia il coraggio di uscire dai vecchi schemi di fare politica e avvii un proficuo dialogo con la città.

Altrimenti l’amministrazione del comune di Monreale apparirà, impropriamente, assimilabile all’amministrazione di un condominio, un fatto privato dal quale tenere a debita distanza i “curiosi” cittadini.

1 Commento
  1. Claudio scrive

    Sinceramente non ho chiaro il motivo della crisi o forse faccio finta di non capirlo, comunque niente trasparenza, niente voto alle prossime elezioni . -1

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