Sospesi gli spettacoli estivi al Teatro Antico di Ietas

Dopo due stagioni estive consecutive, l’antico teatro, melting pot culturale, piomba di nuovo nel silenzio e nell’indifferenza

San Cipirello – All’interno del Parco Archeologico di Monte Jato si trova uno splendido monito della cultura greca penetrata in Sicilia: il teatro antico. Chiuso per diversi decenni, fu riaperto nel 2014, grazie all’iniziativa culturale dell’allora direttore del Parco, Enrico Caruso. Con una sovvenzione ottenuta dal Comune di S. Cipirello, tramire il G.A.L. Terre Normanne, l’estate del 2014 torna a profumare d’arte, di cultura e di magia; vengono portati in scena quattro spettacoli, due del circuito Teatri di Pietra, diretto da Aurelio Gatti, e due della Compagnia Teatrale Contemporanea I Policandri del regista Maurizio C. L. Vitale, inseriti nel circuito Δράμα (lett. Drama). Grandissimo il successo degli spettacoli, con 600 spettatori, tanti da non bastare le sedute ampliate da 80 a 250 posti, soprattutto nell’ultimo spettacolo della rassegna, Baccanti.

Nel 2015 viene riaperta la stagione e gli spettacoli proposti aumentano, tre di Teatri di Pietra, uno voluto dal direttore Caruso, uno della Compagnia Teatrale Contemporanea I Policandri. Nonostante si passi da quattro a sei opere, le presenze diminuiscono di un centinaio, causa una minore dotazione di fondi, che va ad inficiare la comunicazione degli eventi.

Nell’aprile 2016 il direttore Enrico Caruso viene allontanato, a lui subentra Vincenzo Caruso, il quale denuncia lo stato di scarsa agibilità della strada che porterebbe i visitatori al Monte. Da ciò si decide per la chiusura del Parco Archeologico a tutti i mezzi, sia pubblici che privati. Con un andirivieni di direttori nuovi, e con una instabilità nel garantire uno dei più motivanti e istruttivi eventi culturali, si arriva a Luglio senza alcuna certezza che il Parco venga riaperto. L’attuale direttrice del Parco, Francesca Spatafora, non da notizie, né si rende reperibile, così la programmazione della rassegna non può nemmeno toccare il foglio di carta, bloccata sul nascere, con grandissima delusione del pubblico. Oltre alla scarsa comunicazione con la direttrice, sorge un nuovo problema: il G.A.L. decide di non erogare più fondi al Comune di S. Cipirello, almeno per il momento. Così, non si ha scelta: tutto sprofonda nell’indifferenza. Silenzio, silenzio, silenzio. Si tenta comunque di avviare qualche manifestazione all’interno del parcheggio dell’Antiquarium Case D’Alia, ma non si riesce, la direttrice non è assolutamente reperibile.

La delusione è massima, ma ciò che sconcerta più di tutto è l’indifferenza, i sospiri e le alzate di spalle che vogliono dire “è così, non possiamo cambiare le cose”. In un momento come il nostro, in cui la società toglie sempre di più alla cultura e all’arte, questi piccoli eventi diventavano l’opportunità per continuare a dare una speranza, un piccolo barlume di luce nel buio pesto dell’ignoranza culturale. Ma tentar non nuoce, le compagnie teatrali non demordono, sono ancora un’ancora di salvezza per chi cerca negli altri la stessa voglia di fare e di costruire, così si lavora costantemente, lottando contro il mutismo, la cecità e la sordità delle istituzioni, sperando sempre di essere quell’ago nel pagliaio che, prima o poi, qualcuno saprà riconoscere. Magari rendendosi conto che non è un semplice ago, ma una spilla d’oro preziosa

1 Commento
  1. jack scrive

    Perchè continuare a chiamare il paese con il nome di un santo che non esiste? Che nome è Cipirello? Conoscete qualcuno che si chiami così? Ormai non lo sanno più nemmeno gli abitanti ma il nome, Sancipirello, deriva dal fatto che l’atto costitutivo del Comune fu firmato fra le contrade Sanchez (Sanci) e Pirello.

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