Corleone, la mensa scolastica in mano a Cosa Nostra. Un impiegato comunale faceva da “ponte”

La gestione dei rifiuti, in particolare, è tra le attività più interessanti per Cosa Nostra

Monreale, 26 agosto – È stato notificato ieri il Decreto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che mette definitivamente fine alla giunta guidata da Lea Savona e al consiglio comunale di Corleone. Numerosi sono i punti toccati dal documento che evidenzia numerose anomalie nella gestione dell’ente comune e collusioni più o meno evidenti con la locale criminalità organizzata.

In sole 4 pagine, riassunte dal Gds, vengono fornite le ragioni che hanno portato allo scioglimento del comune di Corleone, frutto di indagini eseguite dalla magistratura in collaborazione con una fitta attività informativa delle forze dell’ordine dalla quale è venuto fuori uno stretto legame fatto di vincoli familiari e rapporti anomali tra amministrazione e Cosa Nostra. Dalle indagini inoltre sono emersi numerosi elementi riconducibili a chiari tentativi di infiltrazione da parte della malavita all’interno dell’ente.

Tra le altre attività abnormi è stata messa allo scoperto quella di un dipendente comunale, precedentemente arrestato e condannato a 12 anni, considerata il collegamento tra la famiglia mafiosa di Corleone e il mandamento locale.

La gestione dei rifiuti, in particolare, è tra le attività più interessanti per Cosa Nostra. Il comune di Corleone, a causa del fallimento dell’ATO PA 2, avrebbe garantito l’aggiudicazione del servizio a diverse società in odore di mafia. Tra le attività sospette vi è anche la riscossione dei tributi ma non solo; altri punti caldi finiti sotto la lente di ingrandimento della commissione antimafia sono le anomalie nell’assegnazione della mensa scolastica, affidamenti legali ad un avvocato perente di alcuni mafiosi e il comportamento del primo cittadino in un progetto che riguardava la raccolta del latte.

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