Terremoto nel centro Italia, 38 morti e 2500 sfollati. La Sicilia invia aiuti

Il dato provvisorio è aggiornato di ora in ora dal Dipartimento della Protezione Civile

Palermo, 24 agosto – È arrivato a 38 morti, centinaia di feriti e un numero ancora imprecisato di dispersi l’ultimo bilancio del terremoto che ha colpito l’Italia centrale. Il dato provvisorio è aggiornato di ora in ora dal Dipartimento della Protezione Civile. 28 delle vittime nei Comuni di Amatrice e Accumoli, provincia di Rieti, 10 a Arquata del Tronto e nella frazione di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno). Dai Comuni più colpiti di Lazio, Umbria e Marche, notizie di persone disperse o ancora sotto le macerie. Alle 3.36 la scossa più forte magnitudo 6, con epicentro vicino Accumoli, a soli 4 chilometri di profondità; una seconda scossa di magnitudo 5.4 è stata registrata alle 4,33 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e ipocentro a 8,7 chilometri di profondità. Secondo l’Ansa solo ad Amatrice centro il bilancio provvisorio delle vittime del sisma sarebbe di 35 morti.

Intanto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, interpretando anche i sentimenti dell’intero governo regionale, nell’esprimere la solidarietà alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma di questa notte, con apposita ordinanza ha dato mandato alla Protezione civile regionale di raccordarsi con la Protezione civile nazionale per fornire immediatamente ogni forma di collaborazione ed assistenza necessarie, in termini di mezzi e uomini.

Il presidente comunica altresì che la Protezione civile regionale ha già allertato tutte le proprie strutture territoriali in Sicilia, ed è già in collegamento con i livelli nazionali.

1 Commento
  1. Dario scrive

    Non allestite tendopoli per i terremotati del Lazio. Metteteli a nostre spese negli alberghi che finora avete destinato ai migranti, fino a ricostruzione avvenuta. Comodi, nutriti, serviti e riveriti, che mi sembra il minimo visto il dramma patito.
    Nelle tende, se proprio volete, ci mettete i clandestini. Perché se possiamo permetterci di mantenere mediamente per tre anni uno che per l’Italia non ha fatto un cazzo, né probabilmente lo farà mai in vita sua, a maggior ragione possiamo dare un tetto a persone che hanno pagato le tasse, svolto il servizio militare, lavorato per la comunità per una vita intera e perso tutto in un istante, e non per loro scelta.
    Se poi i nostri pregiati ospiti d’oltremare si dovessero offendere per la nuova sistemazione, beh, che se ne tornino pure a casa loro. Di certo non li tratterremo.

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