PD: malumori, critiche interne, ma anche voglia di partecipazione per contribuire alla crescita del paese

Dal tesoriere un appello alla segreteria ad uscire dall’immobilismo e ad affrontare le tante questioni irrisolte

Monreale, 20 luglio – E’ una lettera densa di amarezza quella giunta in questi giorni sulle scrivanie del Segretario Toti Zuccaro e dei componenti del direttivo del circolo del PD di Monreale.

Una lettera amara, ma che vuole spronare il partito a ritornare sui suoi passi, a fare un’analisi critica del suo operato al fine di rilanciare l’azione di governo della città in modo più incisivo. I malumori all’interno del partito ci sono, nessuno può affermare il contrario, e si palesano in comunicati stampa, spesso aspri, e lettere inviate al segretario. Quella di cui siamo venuti a conoscenza, scritta da Biagio Cigno, tesoriere e componente della segreteria del PD, non rappresenta una voce isolata all’interno del più grande partito monrealese, ma è emblematica di un sentire diffuso tra i suoi iscritti.

“La presente per manifestare il mio dissenso – è questo l’incipit – nei confronti dell’azione politica che il nostro partito sta portando avanti già da tempo, nei confronti dell’Amministrazione, di cui facciamo parte e che sosteniamo, e della cittadinanza che ci ha eletti e si aspettava da noi un cambiamento radicale nell’amministrare dopo un decennio di conduzione negativa Caputo/Di Matteo”.

Cigno, sottolinea come non si tratti di un attacco personale nei confronti dei rappresentanti del partito, né tanto meno nei confronti del suo segretario. Piuttosto critica l’immobilismo del partito di fronte a varie questioni che rimangono sospese, e chiede una scossa. 

Diversi i punti toccati, a partire dalla questione del rimpasto: “In data 9 maggio scorso, il nostro Sindaco Piero Capizzi ha manifestato l’intenzione di fare qualche aggiustamento all’interno della sua compagine assessoriale”. Per Cigno, forte della maggioranza di consiglieri in seno al consiglio comunale, e non avendo il direttivo del partito espresso una posizione critica nei confronti della propria componente assessoriale, il PD avrebbe dovuto chiedere piuttosto un quarto assessore e la Vicesindacatura. “Il Segretario conferma la giunta esistente, altri invocano la ratifica del Direttivo ed il tempo passa. A tutt’oggi nessuna soluzione, con l’opinione pubblica che ci dileggia continuamente non solamente in piazza ma in tutti gli organi di stampa”.

Questione dei cosiddetti “Dissidenti” del PD. Il riferimento è ai tre consiglieri, Giannetto, Pica e Quadrante, che “da mesi non partecipano alle varie riunioni convocate dal Segretario o dal Capogruppo Consiliare, votano contro in Consiglio Comunale agli atti della maggioranza”. Anche in questo caso Cigno biasima l’immobilismo del partito che adotterebbe la tecnica dello struzzo della testa affossata nella sabbia. “Il Partito sta a guardare, come se si trattasse di soggetti esterni ad esso. Non viene affrontato un aperto confronto con essi, anche con l’intervento e la presenza del Segretario Provinciale. Il PD cittadino quantomeno dovrebbe comminare una nota di censura, o, chiarito il dissenso, ci si adegui da parte di costoro ai comportamenti e alle decisioni collettive. Il perdurare di tale situazione autorizzerà chiunque, sotto il simbolo del PD, di fare quello che ritiene opportuno, senza nessuna regola di comportamento”.

Altro tema caldissimo, che non sarebbe stato affrontato dal partito, riguarda l’inchiesta giudiziaria che vede coinvolti l’ass. Sandro Russo ed il consigliere Aurelia Di Benedetto. Il tesoriere del partito, premettendo che la sua analisi non riguarda le persone, segnala “a fronte di un processo in corso in cui sono stati chiesti anni di reclusione e milioni di risarcimento, il silenzio assoluto da parte dei vertici del PD locale, rimasti in attesa dei tre gradi di giudizio che l’iter processuale impone. Non un’autosospensione dal partito da parte di costoro, che avrebbe dimostrato una sensibilità ed un rispetto verso lo stesso partito, ma neanche un segnale da parte dei vertici del partito. Il PD, a differenza di altri partiti e movimenti, è fatto di statuti, norme, regolamenti, criteri, che esprimono anche valori, ideali e comportamenti etici adeguati”.

Ma ancora tante sarebbero le questioni politiche da affrontare, che “necessiterebbero di gruppi di lavoro congiunti, tra iscritti e consiglieri, al fine di proporre noi tutti all’Amministrazione alcune azioni da portare avanti, se condivise, per il bene del paese”: dal Complesso Guglielmo e dall’Unesco, con tutte le sfaccettature ed implicazioni turistiche, alla questione traffico e parcheggi.

Ed ancora la questione AMAT, sulla quale la posizione del componente della segreteria è in antitesi con quella ufficiale del partito: “Nella fretta di concludere o di raggiungere l’obiettivo di portare il bus a Monreale, abbiamo, a mio avviso, fatto un accordo e una transazione penalizzante per Monreale e che si dovrebbe rivedere quanto prima”.

E poi l’annosa questione Rifiuti: “La differenziata, il riciclo, le isole ecologiche, consentirebbero di apportare dei benefici non indifferenti per le tasche dei cittadini con conseguente riduzione dei costi”.

Infine c’è un argomento, tutto interno alla sezione locale del partito, sul quale si sono accese spesso aspre critiche e sono stati lanciati strali contro la segreteria. E’ quella del finanziamento: “Se tutti i Consiglieri, Assessori e componenti nominati dal Partito nelle varie sedi od organi, dessero il contributo previsto dallo Statuto, si potrebbe finalmente dotarsi di una sede propria che diventi punto di riferimento e per il partito stesso e per la cittadinanza. Mi fanno ridere coloro che a fronte di un tesseramento, quest’anno di n. 245 iscritti, chiedono conto e ragione dei soldi incassati, dimenticando che la metà degli introiti va a Palermo e quello che resta serve a malapena a coprire le spese indispensabili correnti, l’affitto dei locali, ove facciamo le riunioni, e per piccoli imprevisti. Poi quando costoro vedono i bilanci ed il resoconto delle uscite, perché non vi sono segreti ed il sottoscritto come Tesoriere ha sempre fornito tutti i dati, non solo non chiedono neanche scusa dell’avere dubitato, ma in caso di deficit non intervengono mai a contribuire, come se questo fosse solamente compito del Tesoriere o del Segretario”.

Insomma, la lettera di Cigno denuncia un “silenzio assordante” e un immobilismo in seno alla segreteria e al direttivo che non possono che portare al declino del partito stesso e alla disaffezione di iscritti e simpatizzanti, ma va letta come un appello all’apertura della segreteria all’apporto di nuovi contributi. Bisogna “aprire tavoli di confronto al fine di dare la possibilità agli iscritti di contribuire alla crescita del Partito democratico a Monreale”.

2 Commenti
  1. Ghino di Tacco scrive

    Biagio Cigno dopo tre anni si sveglia dal torpore in cui è attanagliato è scopre che questo circolo non fa politica ma lui non fa parte di quella che è stata la segreteria PD ? con lui dopo queste dichiarazioni prendiamo atto che non esiste una segreteria ma esiste il Segretario per come è stato sino ad ora le critiche vanno fatte in modo costruttivo dicendo che questo PD a monreale non è in grado di Amministrare .Senza girarci intorno perchè gli uomini che gestiscono il circolo non sono all’altezza

    1. Francesco scrive

      Che bel romanzo il PD Monrealese !!!! tutti a casa !!!….

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