Dormitorio dei Benedettini, Caputo: “Ennesimo scippo ai danni dei monrealesi”

“Da protagonisti siamo diventati comparse e destinati a subire le scelte di altre istituzioni, perdendo il primato della politica della nostra Città”

Monreale, 1 giugno – È stato riaperto, dopo i lavori di restauro ad opera della Sovrintendenza ai beni Culturali conclusi nel 1997, il Dormitorio dei Benedettini. Da 19 anni chiuso per la mancanza di un impianto antincendio e installato grazie ad un finanziamento europeo di 500 mila euro. I lavori sono terminati nel dicembre 2015 ma la riapertura è avvenuta ieri alla presenza di diverse personalità.

Salvino Caputo nel 1997 era il sindaco di Monreale ed intuì la straordinaria opportunità che il Dormitorio dei Benedettini rappresentava per lo sviluppo turistico, economico e culturale. Decise quindi di riaprire quei luoghi da poco ultimati, considerati oggi “una gemma” all’interno dell’itinerario arabo-normanno recentemente istituito dalla commissione Unesco.

L’ex onorevole Caputo oggi torna a parlare in occasione della riapertura di ieri e nella lunga missiva inviata a Filodiretto appare critico nei confronti dell’amministrazione comunale e deluso per la scelta di rendere fruibile ai monrealesi i luoghi dietro pagamento, così come avviene per il Chiostro.

“Sig. Direttore – comincia così la missiva di Caputo – Spero di non deluderla se non mi unisco al ristrettissimo coro di coloro che hanno espresso soddisfazione per la apertura del Dormitorio dei Benedettini. Da anni abbiamo atteso, come tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra splendida Città, che l’ultimazione dei lavori del sistema antincendio rendesse fruibile restituisse ai monrealesi un monumento di rara bellezza”.

Caputo espone come nel 1997 avvenne l’apertura e l’inaugurazione del Dormitorio. “L’inaugurazione – racconta – come era giusto che fosse, fu fatta dal Sindaco di Monreale alla presenza del Presidente della Assemblea regionale, di quattro assessori di quel Governo, del Prefetto, del Commissario dello Stato presso la Regione Sicilia, dai vertici della Magistratura e delle Forze dell’Ordine”.

Il monumento rimase aperto per tre giorni e fu visitato da migliaia di persone. “L’inaugurazione avvenne non per realizzare la ennesima manifestazione ma per affermare a tutte le autorità politiche e istituzionali la volontà e la capacità organizzativa dell’amministrazione comunale di volere gestire il monumento e in quel momento il Governo regionale e il Parlamento condivisero e sostennero la decisione della Amministrazione. E si impegnarono a ricercare i fondi per rendere sicuro il prestigioso sito monumentale. Fu una prova di forza e di autorevolezza, che andava nella direzione di consentire al Governo della Città di assicurare la fruibilità del sito prima di tutto ai cittadini di Monreale”.

All’ex sindaco Caputo apprendere invece che il Dormitorio non soltanto non è stato assegnato al Comune ma che verrà gestito dalla Soprintendenza allo stesso modo del Chiostro dei Benedettini e che i Monrealesi per visitarlo dovranno pagare suscita un sentimento di rabbia e di delusione.

“È proprio vero che a Monreale si è instaurato un cambio di logica – continua Caputo nella sua lettera – Da protagonisti siamo diventati comparse e destinati a subire le scelte di altre istituzioni, perdendo il primato della politica della nostra Città. Prima inaugurava il Sindaco e le autorità al fianco, oggi inaugura il vice presidente del parlamento siciliano e il sindaco a latere che assiste sorridendo allo ennesimo scippo consumato in danno dei monrealesi”.

“Qualcuno certamente da qui a poco affermerà con sicumera che è stato raggiunto un risultato importante e che il Dormitorio dopo anni è aperto. Ma aperto per chi? Non certamente per i monrealesi che pagheranno per vedere un sito monumentale a casa loro che verrà deciso da altri in termini di orari e fruibilità”.
Per Caputo l’apertura di questo importante sito doveva rappresentare il momento di un colpo d’ala amministrativa per rivendicare il diritto di gestire ciò che appartiene al territorio. “Ma si sa’ – conclude – per certe gesta ci vuole il coraggio e la autorevolezza e un prestigio personale. Qualità necessarie per amministrare la nostra Città. Peccato. Un’altra opportunità perduta per Monreale”.

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