I soldi per la differenziata destinati alle discariche tradizionali

In 5 anni la differenziata in Sicilia è aumentata di soli 3 punti percentuali

Palermo, 30 maggio – Le somme destinate alla raccolta differenziata sono stati spostati per l’utilizzo delle discariche tradizionali. I 95 milioni che sarebbero serviti per realizzare nuovi impianti di smaltimento per la differenziata sono finiti invece nelle tasche dei proprietari delle 4 discariche siciliane discariche finanziate nel 2013 dal governo di Rosario Crocetta. La strigliata al governo regionale arriva dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Galletti, si legge su La Repubblica, chiederà di fornire ulteriori e più puntuali elementi informativi in merito alla elaborazione o meno dei predetti regolamenti in relazione a specifici programmi. Il ministro vuole spiegato chiaro su come siano stati spesi i 95 milioni di euro che l’allora commissario delegato aveva destinato alla realizzazione di 15 impianti di compostaggio e all’incremento della raccolta differenziata nell’Isola.

Il ministro cita anche i dati raccolti dall’Ispra: da 2611281 tonnellate di produzione di rifiuti nel 2010 si è passati a 2342219 tonnellate nel 2014 e la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 9,4 percento al 12,5 percento. Questi numeri, come si legge nella relazione ministeriale «fanno emergere una situazione di forte criticità, legata ad una invarianza della raccolta differenziata negli ultimi cinque anni».

Ma il ministro Galletti va oltre e vuole sapere anche come sono state affidate le gare per la realizzazione degli impianti di compostaggio invitando i senatori che hanno presentato un’interrogazione a rivolgersi all’Autorità anticorruzione.

“Questa risposta certifica una situazione disastrosa, un quadro che è visibile a tutti», dice il senatore Giuseppe Marinello, firmatario dell’interrogazione, assieme ad altri quattro colleghi. «Il governo regionale non può rispondere soltanto dicendo che la colpa è delle giunte precedente. Ma soprattutto bisogna prendere atto che non si può procedere sempre per vie emergenziali», conclude Marinello.

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