Monreale e il rimpasto di giunta. Fumata nera in casa PD

Il diktat di Capizzi: basta con il doppio incarico. Tante le incognite e i risvolti che Zuccaro dovrà gestire

Monreale, 15 maggio – Una cosa è certa: nessuna possibilità di potere rivestire il doppio incarico. E’ questa la condizione sine qua non che il sindaco Piero Capizzi ha rivolto al suo gruppo e ai suoi alleati di governo. Un’affermazione foriera di non poche conseguenze, e che spariglia le carte di una partita, quella della formazione della nuova giunta, che induce diversi pretendenti ad abbandonare la corsa all’assessorato, ma che potrebbe aprire la strada ad altri candidati, finora improbabili perché non godrebbero di forti supporti all’interno del proprio partito.

Dalla riunione tenutasi in casa PD, venerdì sera, non sono emersi nomi. Per il segretario Toti Zuccaro ancora non se ne avanzano, sarebbe prematuro, ma si parla di programmi, di come incoraggiare una più forte ed efficiente azione di governo. Per Zuccaro non è neanche detto che si arrivi ad un rimpasto di giunta, e comunque non se ne ravvisa un’urgenza, stante il suo giudizio positivo sull’attività amministrativa finora svolta.

Potremmo, spiega il segretario, anche confermare fiducia alla nostra squadra e a quella di governo, lasciando la valutazione definitiva al sindaco.

Anche Silvio Russo, presente all’incontro, tra assessori e consiglieri del PD, non si sbilancia, e rimanda il confronto ai successivi incontri, già pianificati per la prossima settimana, che saranno allargati anche ai rappresentanti monrealesi delle varie correnti.

Dagli spiragli delle porte del Collegio di Maria viene però fuori dell’altro. La richiesta del sindaco di vietare il doppio incarico, oltre a comportare le probabili dimissioni dell’assessore Pippo Lo Coco, comporterebbe nel PD la rinuncia delle deleghe assessoriali solamente per Sandro Russo. Una situazione che, per il significato politico che ne consegue, risulta indigesta per i fratelli Russo, Silvio e Sandro, che spingerebbero piuttosto per un azzeramento di tutta la giunta. Condizione questa, si mormora tra i più stretti collaboratori del primo cittadino, che non sarebbe ben vista da Capizzi, che dovrebbe privarsi di assessori di fiducia come Nicola Taibi e del vicesindaco Giuseppe Cangemi.

Inoltre, rimanendo in casa PD, non è chiara la posizione di una parte del gruppo consiliare, formata dalle consigliere Giannetto, Pica e Quadrante, che in questi mesi in consiglio comunale hanno più volte segnato le distanze dalle posizioni dei colleghi di partito. All’incontro di venerdì non è passata inosservata la loro assenza. Il tentativo del segretario di tenere il gruppo consiliare unito, e di arrivare ad una scelta condivisa dei nuovi assessori, potrebbe trovare una verifica nel prossimo consiglio comunale, quando si discuterà un ordine del giorno, presentato dall’opposizione, riguardante i compensi del CDA del Consorzio Biviere, sulla quale le tre consigliere avevano già espresso profonde critiche.

Per quanto riguarda gli altri consiglieri del partito, c’è chi, dopo due anni di esperienza, o molto di più come nel caso di Ignazio Davì, potrebbe ambire a mettersi in gioco e dimostrare le proprie competenze, anche a costo di rinunciare alla carica di consigliere. Ipotesi vista di buona luce da chi è rimasto fuori dal consesso per una manciata di voti, ed ha atteso il proprio turno per subentrare in consiglio o per ricevere un incarico in uno dei CDA degli enti del comune.

Si tratta indubbiamente di una situazione complicata da affrontare e da gestire per il segretario Zuccaro, per i vari e imprevedibili risvolti che un azzeramento o un rimpasto di giunta potrebbe comportare. E non è neanche da escludere che, dopo tutti questi incontri, confronti e ipotesi, la segreteria del partito decida di non svegliare il can che dorme e piuttosto mantenere inalterata la propria squadra. Anche perché, finora, il giudizio politico del segretario sull’azione del governo, rimane essenzialmente positivo.

2 Commenti
  1. Ghino di Tacco scrive

    qua nessuno vuole mollare l’osso solo il segretario del PD giudica positiva l’azione amministrativa .Certo è asuo fratello chi glielo dice che deve lasciare la delega o a Russo visto che da due anni ha il doppio incarico e certamente non sarà ricordato per il suo operato . È chi di questi vuole lasciare a sci

  2. Ghino di Tacco scrive

    A Sciarra è pa cutra e poi se le sorti di monreale da queste persone siamo messi proprio male ma comunque tre anno passano presto poi vedremo se saranno premiati

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