Fides et historia per la 390° edizione della festa del SS. Crocifisso

Fortemente voluto dalla Confraternita del SS. Crocifisso e dall’Archivio Storico Diocesano e da quello dell Collegiata, con l’intento di restituire storicità a questa grande occasione di fede

In occasione del 390° anniversario della più grande festa monrealese, coincidente con l’Anno Giubilare Straordinario della Misericordia, si è deciso di realizzare un momento di grande impatto storico-culturale all’interno del Santuario.

Da circa un anno è stato svolto un minuzioso lavoro archivistico per riportare alla luce le diverse attestazioni storiche circa la nascita della festa; lavoro che ha dato ottimi risultati e non poche sorprese. Le ricerche sono partite dall’Archivio Storico della Collegiata, che al suo interno consta di altri sette archivi storici; è stata preziosa la consultazione dell’Archivio Storico Diocesano e quella dell’Archivio Storico della Cattedrale. Questa operazione di comparazione, sia filologica che archivistica, ha dato modo di portare alla luce una verità storica profonda e documentata. Questa verità non ha un unico fine religioso, bisogna saper recuperare il valore storico e sociale della festa.

Qui di seguito riportiamo un piccolo sunto della nascita della festa religiosa: nell’anno 1625 la città di Monreale fu colpita da una grave siccità e dal tremendo morbo della peste. Mons. Girolamo Venero aveva dato precise direttive per far sì che la malattia contagiasse meno uomini possibili: volle fortemente che i Deputati della Sanità tenessero sotto controllo la situazione, che ogni malato avesse la giusta assistenza, ridusse i contatti con i forestieri e chiuse le porte della città. Atti, questi, di vero amore fraterno nei confronti del proprio popolo. Il giorno 11 Aprile del 1625 venne condotto per le vie del paese il SS. Crocifisso, chiedendo la grazia della cessazione della siccità e della peste. In data 30 Aprile 1625, stando ai documenti storici ritrovati, l’arcivescovo Venero decide che “[…] per ogni strata si faccia foco et luminarie, in honore del Sanctissimo Crucifixo, incominciando da questa sera per tre sere continue […]”, è proprio questo il momento da cui parte la celebrazione della suddetta festa nei giorni 1, 2 e 3 di Maggio.

Molto importante notare, però, che la prima edizione della festa è del 1626, non del 1625.

L’importanza di un’attenta analisi storica compiuta all’interno dell’enorme miniera che può essere un archivio storico è da rintracciare anche in alcuni piccoli dettagli che sono emersi durante le ricerche. Grazie al restauro del De Costitutiones di Mons. Venero,1626, si ha la possibilità di vedere quale sia stato il primo itinerario della processione religiosa; esso è in parte coincidente con quello odierno, le uniche differenze si hanno nel tratto ‘dell’abbivirature’ e della zona di via Palermo e di via B. D’Acquisto, denominata ‘a strata nova’. Questi tratti non erano percorsi durante le prime processioni, seconda una vox populi non attestata ma probabilmente vera, per un fattore di pura espansione territoriale che avvenne in seguito.

Altra particolarità scoperta durante lo studio dei documenti è la sosta davanti la porta di S. Michele che ancora oggi viene effettuata: essa è dovuta ad una volontà di Mons. Venero, in quanto il 26 Agosto 1625 l’arcivescovo richiese alla Diocesi di Palermo una reliquia di S. Rosalia, che gli fu concessa, e in quella data fu deposta proprio nella zona della attuale sosta.

Ancora, quante sono state le vare del SS. Crocifisso? Si hanno poche testimonianze visive riguardo le prime tre, ma le descrizioni ritrovate sono minuziosissime. Le vare in tutto sono state quattro, il primo è il fercolo, la seconda fu la vara a zolo (di cui poco si conosce, ma la descrizione è molto dettagliata), terza la vara nera di Pioppo (protagonista di diverse leggende riguardo la sua scomparsa), quarta è quella che ancora oggi viene portata in processione e che è stata voluta dalla famiglia La Bruna.

La festa del SS. Crocifisso ha avuto un grande rilievo grazie soprattutto alla volontà di Mons. Venero che lasciò ai Canonici, incaricati di continuare questa tradizione religiosa di ringraziamento, un notevole supporto economico. Secondo alcune testimonianze popolari, l’arcivescovo nutriva una profonda devozione nei confronti del suo popolo, custodiva dentro il suo cuore il vero spirito di agape cristiana.

Il 23 Aprile il Convegno approfondirà i temi sopracitati e ne affronterà di altri molto interessanti. Di seguito il programma:

Saluti di Mons. Antonino Dolce, vicario generale, e di Valentino Mirto, presidente della Confraternita del SS. Crocifisso.

Interventi:

  • La peste a Monreale nel 1625. Una nuova rilettura delle carte d’archivio di Anna Manno, archivista ASDM
  • “La calata dei Veli”, meditazione audiovisiva della Passione del Signore di Don Giuseppe Salamone, rettore del Santuario
  • Girolamo Venero y Leyva e il Sinodo Diocesano del 1622, di Amelia Crisantino, storica
  • Il SS. Crocifisso tra Monreale e Montelepre: legami identitari di un culto, di Giovanni Filingeri, studioso di storia locale
  • “Grazia Patruzzu Amurusu!”- Scritture secolari della fede di un popolo, di Don Giovanni Vitale, vicedirettore ASDM e moderatore del convegno

Al termine del convegno verrà proiettato un video sui documenti più preziosi dell’Archivio della Collegiata di Monreale.

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