Educazione sociale contro il fenomeno del Cyberbullismo alla Veneziano di Monreale

“Con il progetto proviamo a sensibilizzare non solo i ragazzi, cercando di dargli gli strumenti per capire questi fenomeni, ma anche i genitori”

Monreale, 15 aprile – Anche il secondo incontro del progetto di “Educazione sociale contro il fenomeno del Cyberbullismo”
è stato un successo per i giovani studenti della scuola media Veneziano di Monreale, gestito dall’assistente Sociale Angela Ganci, dall’avvocato Rosaria Messina e dal comandante della Polizia Municipale del Comune di Monreale Castrense Ganci, alla presenza della dirigente scolastica Beatrice Moneti ha avuto luogo ieri mattina nel salone dell’Istituto. L’Assistente Sociale, nonché operatore del Centro Ascolto Donna di Monreale ha ben definito tale fenomeno, delineandone le caratteristiche, le modalità e le conseguenze che ne possono scaturire.
Richiedendo continuamente l’interazione dei ragazzi, la stessa ha fatto riflettere sui concetti di bullismo, di cyberbullismo e di discriminazione, descrivendo i danni fisici e psico-sociali che tali fenomeni possono causare nella vittima, al fine di prevenire situazioni di disagio. A seguire l’avvocato ha parlato di tutti quei
casi in cui alcuni atti che per i ragazzi possono essere individuati come scherzi, in realtà non sono altro che reati, descrivendo le conseguenze delle procedure penali minorili nei confronti dell’autore di reato, tra cui inserimento in comunità, messa alla prova e richieste di risarcimento del danno per i genitori.

In seguito il vice comandante della Polizia Municipale Castrenze Ganci ha parlato dell’importanza della polizia municipale che opera nel e per il territorio, ponendo l’attenzione sui pubblici ufficiali, su cui bisogna avere fiducia in quanto punti di riferimento per la società e ai quali bisogna facilmente denunciare tutti quegli atti che vanno a danneggiare la persona. I tre professionisti hanno espresso il loro entusiasmo sull’interesse, sull’interazione e sulla collaborazione mostrata dai ragazzi durante questo incontro, anche perché come sostengono l’assistente sociale e l’avvocato del Centro Ascolto Donna dell’Associazione Donnattiva è importante formare su tali  fenomeni, perché solo con la conoscenza si possono prevenire e combattere.

A coordinare i lavori, è intervenuta la preside Beatrice Moneti, che ha ringraziato le i tre professionisti per la disponibilità che ha consentito di realizzare questo ciclo di incontri “Il nostro dovere come responsabili della loro educazione – ha detto la dirigente Moneti- è quello di seguire i ragazzi, perché anche noi siamo genitori e viviamo in prima persona queste stesse preoccupazioni. Con il progetto proviamo a sensibilizzare non solo i ragazzi, cercando di dargli gli strumenti per capire questi fenomeni, ma anche i genitori, per fargli comprendere che è importantissimo controllare i propri figli”.

 

 

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.