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Scuola

Bullismo: un progetto per prevenire… educando

“Occhio al web!”, il progetto della D. D.”P. Novelli”, scuola capofila di una rete interregionale di 20 istituzioni scolastiche distribuite in 10 regioni

Pubblicato il 31 marzo 2016

Bullismo: un progetto per prevenire… educando

Monreale, 31 marzo – “Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita” (Jack Kerouac)

E la strada ci aspetta, offrendo nuovamente il suo percorso a chi intende seguirlo; i bagagli sono pronti, il viaggio può riprendere. E’ davvero piacevole ritrovare tra le dita quel Filo che ha offerto con cura informazione ed approfondimento e che oggi “ricuce” il passato ed il futuro. Un Filo “di Arianna” che lega una storia breve ma gloriosa, di cui io ho fatto parte abbastanza marginalmente e per brevissimo tempo, ad un’altra ancora tutta in divenire. Un “Filo” robusto, come le cose più vere e concrete; “Diretto” a chi ama un’informazione che sia anche ricerca del dato reale ed autentico, nonché riflessione su di esso. Io sono un’insegnante e mi sono occupata di far conoscere la realtà della mia Istituzione Scolastica in merito alle iniziative da essa organizzate, cercando di spiegarne la “ratio” e di approfondirne le tematiche.

Oggi vorrei rendere noto un progetto davvero interessante, predisposto da un team di insegnanti, coordinato dalla Dirigente Scolastica Chiara Di Prima della D. D. “P. Novelli” ed approvato dalla Direzione Generale dello Studente del MIUR, con una valutazione prestigiosa che riconosce il valore del Progetto nell’affrontare un’emergenza educativa quanto mai attuale e drammatica quale il bullismo ed ancor di più il cyber-bullismo. La D. D.”P. Novelli”, oltre ad essere l’ideatrice del progetto, è anche la scuola capofila di una rete interregionale di 20 istituzioni scolastiche distribuite in ben 10 regioni e promotrice di quella che viene considerata l’ultima frontiera, tra le molteplici metodologie educative, “l’educazione tra pari”. Tra i partner del Progetto, che ha per titolo “Occhio al web!”, anche la Polizia di Stato, lo staff di Generazioni Connesse e l’Uciim, Associazione professionale qualificata dal Miur per la formazione del personale della scuola.

La Direzione del progetto è a cura della Dirigente Dott.ssa Chiara Di Prima che si occuperà, tra l’altro, di coordinare il tavolo tecnico inter-istituzionale dei 20 Dirigenti Scolastici delle scuole coinvolte e dei rappresentanti degli Enti partner, tavolo che si riunirà nel mese di maggio proprio presso la D. D. Novelli di Monreale.

La “goliardia”, anche fastidiosa, è sempre più o meno esistita, come eccesso dell’esuberanza giovanile. Ma ciò che prima (episodi per lungo tempo minimizzati dagli adulti di riferimento) poteva apparire una situazione ordinaria ed arginabile, oggi ha paurosamente rotto gli argini e le normali modalità di contenimento, tracimando in un fenomeno talmente grave e complesso da ingenerare paura ed angoscia nei genitori, senso di impotenza nei docenti ed un marcato disorientamento dei giovani e dell’intera società. Le ragioni sono probabilmente da ricercare nell’eredità del passato, nella precarietà del presente e nell’incertezza del futuro.

Il filosofo  Umberto Galimberti afferma: “i giovani non si sentono più sufficientemente se stessi, mai sufficientemente “colmi di identità”, mai sufficientemente attivi se non quando superano se stessi, senza essere mai se stessi, ma solo una risposta ai modelli o alle performance che la televisione e internet a piene mani distribuiscono, con conseguente inaridimento della vita interiore … e di quella dimensione sociale che non ha più  trovato dove esprimersi: né in famiglia, né a scuola, né nelle Parrocchie, è rimasto solo quel tratto un po’ primitivo che è la banda”. “La banda” come gruppo, però, non veicola un NOI autentico, basato sul senso dell’altro, sul piacere di crescere insieme, attraverso le normali esperienze da bambino ed adolescente, ma un NOI che è indice di sopraffazione, di realizzazione di un’insana esigenza di primeggiare, espressione di “quello stare insieme” che non è interconnessione di idee positive, ma disconnessione dell’altruismo e volontà di affermare la propria supremazia sugli altri, per ottenere una fallace identità di “capo” invincibile. Solo con gli amici della “banda” si ha l’impressione di far parte di una dimensione di “noità”, riconfermandola in quegli atteggiamenti prevaricatori, in quelle anguste pareti di un “IO” esasperatamente auto-centrato che trova un degno riconoscimento negli atteggiamenti beffardi, aggressivi e violenti.  Lo sfondo unificante, tristemente noto, è quello della sopraffazione sui più deboli e la pratica ormai usuale di documentarne le gesta con i mezzi che le moderne tecnologie offrono.

Tale documentazione subdola e spregevole è quella che gli adulti spesso non riescono a captare, perché  sfugge al loro controllo, ma è quella che lede in modo più crudele la dignità della vittima “designata”. La gamma delle crudeltà è infinita: si va dai filmati rubati in momenti riservati di intimità, al furto di identità sui profili social, dall’aggressione ingiuriosa all’istigazione al suicidio. Sono reati gravissimi compiuti con la leggerezza di una superficialità conclamata che la forza del “branco” enfatizza e sdogana. I bulli, considerati singolarmente, sono bambini e ragazzini disancorati dalla realtà, con un’emotività immatura e un’inconsapevolezza di fondo, che rende essi stessi, al pari delle vittime, “disarmati e disarmanti”, completamente inadeguati ad affrontare la vita reale.

Il Progetto cui mi riferisco ha individuato come finalità quella di promuovere interventi di sensibilizzazione e di incentivazione all’interno della comunità studentesca verso i temi della prevenzione ed il contrasto del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo attraverso la metodologia della peer-education (educazione tra pari). L’obiettivo prioritario si fonda sul favorire la partecipazione consapevole di gruppi di genitori, docenti (tutor) e studenti (peer educator) opportunamente formati, quali protagonisti di un’azione educativa, estesa e coordinata su un piano interregionale di diffusione e volta alla promozione del benessere  degli studenti stessi.

Ogni studente porta avanti il proprio processo di crescita e formazione attraverso il contatto ed il confronto con i coetanei, che fungono da modello e luogo dell’identificazione sociale, spazio per la costruzione dell’identità individuale, tempo di riflessione sul Sé e dell’apprendimento delle competenze sociali. Ecco perché l’educazione nel gruppo e con il gruppo, può essere identificata in termini di percorso particolarmente innovativo ed alternativo rispetto ai metodi formativi tradizionali, poiché mette in discussione e migliora il rapporto con il docente, che rappresenta esclusivamente il facilitatore del processo, trasformando gli studenti stessi in protagonisti attivi del loro percorso di crescita.

Dominante e centrale appare la qualità della relazione che si instaura tra i ragazzi, sia  a livello esperienziale che emotivo, sono i pari che informano e formano gli stessi pari, dopo un adeguato percorso di approfondimento su specifiche tematiche e problematiche. Il progetto prevede la formazione di un buon numero di docenti, quali Peer-educator, al fine di avviare tale percorso con la massima professionalità. Il fenomeno del bullismo come fenomeno sociale preoccupante dovrebbe avviare una riflessione accurata e l’organizzazione di situazioni educative che determinino nel pre-adolescente e nell’adolescente la consapevolezza del valore dell’empatia nei rapporti interpersonali, quel “mettersi al posto di” che, da prassi normale e spontanea, oggi sembra quasi un’utopia, esattamente ciò che la strutturazione del progetto si propone di realizzare. Da “Maestra”  vorrei concludere con le parole di un autrice di poesie per bambini, che con semplicità rappresentano, sdrammatizzandone i contenuti, i sentimenti di un bambino in difficoltà:

BULLO NON Ѐ BELLO

Di Germana Bruno
Lasciami in pace, cosa ti ho fatto?
Perché se piango sei soddisfatto?
Ti senti forte, ti senti potente,
ma in realtà tu sei meno di niente
e forse questo in cuor tuo tu lo sai,
ed è per questo che fai quel che fai.
Intorno a te c’è una gran brutta aria
c’è solitudine e tanta paura
che ti riempie di soddisfazione
perché del mondo ti senti padrone.
Lasciami stare, perché non la smetti?
Sembra ti piaccia farmi i dispetti,
è molto triste, davvero, pensare
che tu non abbia di meglio da fare.
Fermati un attimo e guardati intorno,
sempre la stessa storia ogni giorno,
per te non c’è alcun sorriso sincero,
non hai al tuo fianco un amico vero.
Tutti si scansano al tuo passaggio,
pensi di trarne qualche vantaggio?
Fermati un attimo e guardati dentro
di certo senti un profondo sgomento,
un grande vuoto,  un immenso dolore
pari soltanto a quel che tu fai provare.  
E allora smettila di essere un bullo
e sii gentile vedrai quant’è bello!

 

 

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