Monreale, fare associazionismo in provincia

La necessità di una crescita politica e sociale

Monreale, 30 Marzo – Sul valore degli spazi associativi ci siamo già espressi in differenti occasioni, in questa vorremmo prendere più in riferimento il territorio di Monreale, dove riteniamo che gli spazi d’aggregazione siano estremamente limitati, dove c’è il rischio che le nuove generazioni perdano la possibilità di sviluppare le loro capacità oppure di dover cercare altri spazi fuori, esautorando le possibilità intrinseche per la crescita del paese. Nella nostra esperienza sul territorio abbiamo potuto constatare che la crescita passa attraverso la condivisione e la discussione di temi social-culturali, e la buona pratica di portare avanti queste riflessioni per un progresso e sviluppo. Questo ci ha portati a collaborare con altre realtà presenti a Monreale, ed a riscontrare una necessità che è quella degli spazi (si può trovare la nostra posizione sull’importanza degli spazi associativi in www.arcipalermo.it.). Ci si è mai posti la domanda su quali sono i luoghi aggregativi? Su quali sono le tematiche d’aggregazione? Pensiamo che porsi queste domande sia di importanza capitale, se si vuole dare una risposta ad alcune delle problematiche, se si cerca un miglioramento politico e civico, citando un precedente articolo:

“Avere un senso del bene comune ed averne cura sono la conseguenza della formazione di una collettività, a cui si perviene in spazi associativi aperti. Nella philia che costituisce l’associazionismo sta il fulcro attorno al quale si costruiscono la politica e la giustizia sociale, che stanno alla base della eudaimonia. È a partire dalla giustizia sociale e solo a partire da questa che si potrà iniziare a parlare di un’autentica politica democratica, il cui scopo non può altro che essere l’eudaimonia umana, altrimenti tutte le lotte per i diritti perderebbero il loro senso e diverrebbero vuote norme; ed è in questa visione che non possono essere scisse le lotte contadine dallo ius soli, le lotte LGBT dalle lotte ambientaliste, dalle lotte antimafia, da quella antifascista, e così via, in una dialettica sempre aperta alla ricerca e alla riflessione, fuori dalla logica dell’assolutismo, anche qualora fosse illuminato.”.

La costruzione di un concetto di bene comune, quindi, non può non passare che attraverso l’associazionismo, lo abbiamo più volte dimostrato nelle nostre pratiche, giornata dell’arte con l’istituto d’arte, pulizia e costruzione del giardino in fondo via Venero, sono solo alcuni degli esempi che possiamo addurre. Ma oggi la nostra causa richiede un luogo d’aggregazione, un luogo d’incontro, un posto in cui condividere esperienze, idee e costruire progetti; un posto che diventerebbe un centro d’aggregazione giovanile ed un laboratorio di esperienze. Continueremo a costruire rapporti di collaborazione e di creazione di collettività, con lo scopo di discutere e agire all’interno di un territorio che non vuole riconoscersi come provincia, ma che non è ancora città, e che per queste motivazione prende di entrambe i difetti, come periferia e come paese di provincia, ma su questo punto si apre una discussione che merita di essere esaminata separatamente.

Sempre in attesa di una sede

Collettivo ARCI Link Monreale

di Antonino Renda

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