Lo Giudice: “Decisione del Presidente Di Verde oscurantista e antidemocratica. Durante il consiglio emerse accuse inerenti a fatti inquietanti e torbidi”

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Araba Fenice desk

Monreale, 19 marzo – La decisione assunta dal Presidente del Consiglio Comunale Di Verde di chiudere la seduta del 17 marzo per motivi di ordine pubblico ha suscitato una forte critica nel deputato regionale del PDR Salvo Lo Giudice.

“Le vicende e l’epilogo dell’ultimo Consiglio Comunale – spiega Lo Giudice – sono la riprova, laddove ce ne fosse bisogno, che sulla vicenda Ato occorre, senza tentennamenti, fare chiarezza, restituire dignità ai lavoratori ed erogare ai cittadini un corretto servizio di smaltimento dei rifiuti.

Mi perplime che il Presidente del Consiglio, venendo meno a ogni principio di trasparenza e al sacrosanto diritto alla conoscenza e alla partecipazione dei monrealesi, preannunci l’intendimento di chiudere al pubblico il civico consesso, denaturandolo della sua funzione di “domus populi”. Una decisione oscurantista e antidemocratica che non solo non garantirebbe l’ordine pubblico ma potrebbe, semmai, esacerbare gli animi di tante persone che, comprensibilmente, sono contrariate dalle tante ombre ed inefficienze che aleggiano sull’operato di sindaco, giunta ed esponenti della maggioranza, finora incapaci a fronteggiare una problematica che sta assumendo contorni sempre più grandi e drammatici.

Mi piace pensare che al Presidente Lo Verde sia solo sfuggito che esiste un iter procedurale per il quale, raccogliendo cento firme dei cittadini, la seduta deve necessariamente essere aperta al pubblico”.

Lo Giudice entra anche nel merito delle preoccupanti dichiarazioni emerse da alcuni interventi:

”Apprendo, inoltre, che dall’ultima seduta consiliare sono emerse accuse inerenti a fatti inquietanti e torbidi. Forte del convincimento che né i giornali e neppure la piazza sono i luoghi deputati allo svolgimento dei processi, mi auguro e sono certo che gli organi inquirenti e la magistratura possano al più presto far luce e consegnarci la verità giuridica.

Qualora si dovesse accertare che è stata commessa una qualsivoglia attività illecita, da rappresentante delle Istituzioni e a tutela dei cittadini, mi adopererò perché vengano adottate tutte le misure necessarie a ripristinare la legalità, non escludendo nemmeno l’ipotesi estrema di un commissariamento. Della vicenda investirò l’Assemblea Regionale Siciliana affinché vengano adottati tutti gli atti e provvedimenti del caso necessari ad appurare la correttezza amministrativa”.

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