“Voglio smentire falsità e mezze verità su tutta la vicenda ATO”. Il lungo j’accuse di Alessio Valerio contro la “politica scellerata”

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Monreale, 18 marzo – “Voglio smentire falsità e mezze verità su tutta la vicenda ATO”. Alessio Valerio, ex dipendente dell’Alto Belice Ambiente, comincia così un lungo j’accuse nel suo intervento durante la seduta di consiglio comunale aperto che si è tenuta ieri pomeriggio in un’aula affollata e con una tensione nell’aria che si tagliava con il coltello.

Il primo attacco è rivolto al consigliere Venturella, definito come uno dei tanti “super manager prestati alla politica, che avrebbero identificato negli amministrativi della società Alto Belice Ambiente una delle principali cause del suo fallimento”. “Questi amministrativi, considerati lavoratori di serie B, la cui dignità è stata calpestata da tanti inquisitori, che fino a qualche tempo fa hanno preferito nascondere la testa nella sabbia ed ora  si sono attivati nella caccia alle streghe solo per guadagnare qualche momento di celebrità”.

Valerio ha difeso il ruolo svolto dagli amministrativi nella società che, senza di essi, sarebbe come una nave da crociera affidata a marinai e cocchieri senza un capitano ed un corpo ufficiali. Tanti sarebbero infatti gli indispensabili ruoli ricoperti in una società complessa quale una S.P.A.: l’RSPP, previsto per legge, che si occupa di tutti gli aspetti legati alla sicurezza dei lavoratori, il RUP che si occupa di seguire tutte le fasi  inerenti l’affidamento di una fornitura o di un servizio, altri amministrativi che devono seguire le procedure previste dal codice degli appalti anche per acquistare i sacchi neri della spazzatura; quelli che si occupano di elaborare le buste paga di 273 dipendenti, e che devono possedere competenze e sapere utilizzare software complessi; altri ancora devono seguire i rapporti con i consorzi di filiera per la raccolta differenziata, con le piattaforme, le discariche, l’albo gestori, i sinistri assicurativi, gli adempimenti relativi agli automezzi, il protocollo”.

Valerio si è rivolto al sindaco Capizzi, che durante il consiglio comunale del 3 febbraio aveva sventolato un elenco con 99 nominativi che avevano avuto riconosciuto un salto di 3/4/5 livelli: “In quel foglio non troverà il mio nome né quello di coloro che hanno lavorato alacremente senza mai percepire un’ora di straordinario o un aumento di livello o un bonus. Mi oppongo a questa azione becera di scagionare la politica e di assolverla dalle sue colpe con specchietti per le allodole. Mi sono sempre opposto con note scritte alle decisioni non sempre felici e contro producenti della dirigenza della società che poi, quasi per magia, è stata distaccata presso la SRR su richiesta dell’avv. Di Matteo, che da sindaco di Monreale attaccava la società, per poi servirsi della sua dirigenza all’interno della SRR”.

“Consigliere Venturella, la storia dell’ATO parte da lontano, lei si sta indignando solo adesso e non lo ha fatto 5 anni fa, quando era in maggioranza nella trascorsa amministrazione, forse perché impegnato a controllare che venisse eseguito il diserbo da parte del personale dell’ATO in via Fontana del Lupo, tralasciando le vie limitrofe”.

“Come si fa a parlare di esuberi se non si ha un piano industriale?” Valerio ha spiegato come la sinergia tra l’amministrazione comunale di Piana degli Albanesi e l’ATO avesse prodotto risultati notevoli in termini di raccolta differenziata: “le ultime amministrazioni, compresa l’attuale, dovrebbero farsi un esame di coscienza“.

Rivolto a Di Matteo che da sindaco attaccò le assunzioni del personale condotte senza alcun concorso, Valerio ha voluto ricordare come la normativa siciliana lo prevedesse: “Caro Presidente (della SRR, ndr) Di Matteo, quali sono state le sue proposte in materia di rifiuti fatte da sindaco e poi da Presidente della SRR, oltre alle sterili polemiche avanzate a mezzo stampa? Perché nel marzo 2014 si preoccupava di fare pubblicare un avviso per affittare una piattaforma privata per la raccolta differenziata, senza conoscere il sistema di raccolta dei comuni della SRR? Perché non si è attivato per obbligare i comuni ad attuare tutti gli adempimenti previsti dalla riforma regionale sui rifiuti? Da Sindaco di Monreale si è sempre scagliato contro il ricorso scellerato ai noli privati, perché da presidente della SRR la sua prima preoccupazione è stata quella di cercare di affittare un impianto privato? Perché il giorno del fallimento, che ha gettato nello sconforto tutti i dipendenti ABA, lei si è preoccupato solamente di richiedere al liquidatore Terzo la proroga del distacco di alcuni dipendenti dell’ABA preso la SRR?”

Rivolto a Capizzi, che “ha più volte dichiarato che la politica in tutta la vicenda ATO non ha colpe: Monreale, con il 25% delle azioni dell’ABA, avrebbe potuto rimuovere un presidente o un liquidatore della società se non avesse concordato con le loro scelte”.

Quindi la storia più recente: “Il 24 ottobre 2014 arriva la dichiarazione di insolvenza, ma sia lei che il Presidente della SRR ci davate rassicurazioni sulla tutela del posto di lavoro. Il 30 novembre il dott. Liguori, Commissario Giudiziale, depositava la relazione negativa. La situazione si ingarbugliava e i principali soggetti che avrebbero dovuto fare qualcosa rimanevano inermi, il sindaco Capizzi, il presidente Di Matteo, gli altri sindaci soci dell’ABA, il commissario regionale. Il 22 dicembre arrivava il fallimento. Da quel momento comincia a regnare il caos, alcuni lavoratori continuano a lavorare, altri si fermano, chiedendo lumi e spiegazioni che non arriveranno. Perché avete perso tutto questo tempo ad aspettare?

Tutte le riunioni al Dipartimento Rifiuti si sono trasformate in una commedia, sfociata in farsa e tragedia, testimoniata da gesti drammatici, compiuti da alcuni colleghi, provati dalla mancanza di sostentamento e privati di ogni certezza per il futuro lavorativo. Voi sapete che senza un piano economico approvato dai sindaci ed una distribuzione del personale non ci sarà nessun affitto del ramo d’azienda e quindi nessun ritorno al lavoro per i dipendenti”.

“Caro sindaco Capizzi – conclude Valerio -, so che per questo mio intervento pagherò il conto, come l’ho sempre pagato in passato, scagliandomi contro la dirigenza della società, infatti non ho mai avuto una progressione di carriera. Ma nella vita bisogna stare sempre con la schiena diritta e assumersi le responsabilità delle proprie idee e delle proprie azioni, a volte la strada giusta è la più tortuosa e scomoda, ma va percorsa fino in fondo”.

Dopo l’intervento di Valerio sono seguite altre brevi testimonianze di altri colleghi, come anche quello della moglie di uno di loro. Sarebbe toccato ai politici prendere la parola per dare delle risposte alle questioni lasciate aperte, ma il Presidente del Consiglio, Giuseppe Di Verde, ha deciso di sospendere la seduta a causa della confusione sorta in aula in seguito a confronti accesi, ma solo sul piano verbale, tra alcuni dipendenti dell’ABA. Quindi Di Verde, per motivi di ordine pubblico, ha deciso di chiudere la seduta.

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