Omaggio a Enzo Rossi al Pietro Novelli. Presentato il libro “Elogio della memoria”, scritto dal figlio Benedetto

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Monreale, 18 marzo – La memoria è la condicio sine qua non, essenziale per rievocare ricordi, antiche tradizioni, dolci percorsi sospesi tra passato e presente che, nella rielaborazione della vita, diventano la nostra storia, la nostra identità antropologica e culturale.

Questa mattina la D.D. “P.Novelli”, accogliendo l’istanza che suggerisce agli educatori di trasmettere il valore della “Bellezza”, la cultura della custodia e della valorizzazione  di un immenso patrimonio che costituisce la trave portante per la costruzione di un futuro culturale consapevole e profondo, si è  fatta promotrice di un evento significativo, la presentazione del libro “Elogio della memoria”, omaggio a Enzo Rossi, puparo monrealese, scritto dal figlio Benedetto, con il pathos affettivo  e la delicatezza che può caratterizzare solo certi consaguinei legami, certe intime emozioni rievocate da ricordi, gocce di memorie vissute intensamente.

La tradizione siciliana è ricca di testimonianze artistiche, memorie di un universo di valori e stili espressivi diversificati, che trova spazio nell’immaginario collettivo e nel bagaglio culturale di una terra dove il teatro popolare intreccia la vita degli individui comuni, con le gesta degli eroi, il mare con il sole, l’armonia con la tensione, la pace con la battaglia. Questa “dialettica degli opposti” trova un ideale palcoscenico nell’opera dei pupi, esempio elevatissimo di teatro popolare, veicolo di valori intensi e contraddizioni poste in essere, come profondamente intensa e contraddittoria è la nostra terra. Fulcro fondamentale dell’opera dei pupi è il puparo, mente, mano e cuore che sostengono un’intera scena, fatta di battaglie, di amore e sangue, di colori accesi di ipotetiche sgargianti vesti carolinge, dei rumori delle armature, finemente cesellate, amorevolmente partorite dai sacrifici delle sue abili e poetiche mani.

Questa è la storia di un uomo, un artista che ha sposato la sua arte, l’ha coltivata, l’ha cullata e l’ha affidata a noi come perenne memoria di una vis artistica ed umana da non dimenticare, da tramandare: Enzo Rossi. Una figura di uomo integro, artista raffinato, signorile interprete, innovativo nella tradizione, preciso nell’interpretazione di un mondo storico e fantastico, che ancora oggi determina pervasive emozioni, un’interpretazione accurata, come solo alcune persone, in tempi ormai tramontati potevano veicolare, persone protagoniste di un passato, lontano ma non troppo, dove l’etica comportamentale e di vita si fondeva con quella professionale, artigiana ma, in questo caso anche artisticamente significativa, persone con peculiarità piuttosto rare da riscontrare nell’odierno assetto sociale, persone  come Enzo Rossi.

L’evento prende l’avvio con l’efficace introduzione della dirigente Chiara Di Prima, segue un preciso e dettagliato excursus di tipo antropologico, sul valore interpretativo dell’opera dei pupi in relazione all’humus culturale e sociale delle varie epoche che si sono avvicendate unitamente alle  riflessioni ed ai ricordi relativi all’artista monrealese, offerto dalla dott.ssa Marcella Bardi. Nicola Giacopelli, presidente E.T.A.S. ha sottolineato il valore umano dell’artista, anche in chiave educativa, in quanto autentico maestro di un’arte ormai rara, ma assolutamente formativa. Benedetto Rossi, emoziona l’uditorio con un sentito ritratto del padre, compendiato da un filmato in cui l’artista emerge in tutta la sua umanità e professionalità.

Il signor Piero Scalisi, artista puparo amico di Rossi, amplifica ulteriormente la descrizione, condendola con sprazzi di vita caratteristici della sua personalità.

La tensione emotiva viene ulteriormente implementata dalla vis interpretativa di Cosimo Grimaudo, rilevante ed efficace interprete di versi in “lingua siciliana”, veicoli di atmosfere e sogni, dispersi lungo un passato, che ancora oggi sentiamo come emozionante testimonianza che ci identifica.

Chiude l’evento la performance dei pupari Franco Fiore e Salvo Bumbello, graditissima dagli alunni presenti.

La memoria è uno scrigno prezioso, un involucro aureo di esperienza che rielaborando la storia….indica il cammino.

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