Marco Intravaia: “Commissione d’inchiesta necessaria per determinare i responsabili dello scempio gestionale della Società”

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Monreale, 10 marzo – Porta la firma di tutti i 12 consiglieri di opposizione (primo firmatario Marco Intravaia) e del consigliere di maggioranza e assessore Giuseppe Lo Coco la richiesta di istituire una commissione consiliare d’inchiesta sulla gestione dell’ATO PA2.

“Il sindaco – ha illustrato Intravaia nella proposta presentata ai colleghi – al consiglio del 3 febbraio ha parlato di assunzioni incontrollate per chiamata diretta, di probabili illeciti amministrativi, di scatti di livello anomali, di noli spropositati che hanno determinato una pessima gestione dell’ATO PA2. La gestione dell’ATO non è mai stata chiara e trasparente e ha comportato costi eccessivi per il comune di Monreale”.

Per Intravaia la politica locale è “responsabile dello scempio gestionale della Società, per non avere vigilato e avere avallato le scelte che si facevano all’interno dell’ABA”, e tiene a precisare come “la precedente giunta sia stata l’unica ad avere denunciato molti atti illeciti all’interno dell’ABA”.

Intravaia sottolinea quindi la necessità di fare luce su tutta la gestione dell’ATO PA2: “Mi auguro che questo ordine del giorno venga approvato anche dalla maggioranza, anche per garantire il diritto dei cittadini di vedere acclarate le eventuali responsabilità di chi ha portato l’ATO al disastro”.

A stretto giro di posta arrivano le considerazioni del capogruppo del PD, Ignazio Davì: “Come mai per 5 anni, mentre il consigliere Intravaia era Assessore della giunta Di Matteo e il PD chiedeva l’istituzione della commissione d’inchiesta stessa, la vecchia amministrazione rispondeva con un silenzio assordante?

In quel momento la costituzione della commissione d’inchiesta aveva un senso visto che l’ATO esisteva e proprio in quegli anni, aggiunge, dinanzi a bilanci non presentati, il collega Intravaia avallava l’aumento della relativa tassa, voluto dalla sua amministrazione. Quel silenzio ha causato un colpevole ritardo”.

“L’ATO esisteva e in quel momento si potevano chiedere atti importanti e necessari. A cosa servirebbe oggi questa commissione se non per un puro fine demagogico, visto che l’ATO è fallita e i libri sono depositati presso la curatela?

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