ABA, esubero di 51 dipendenti. Capizzi: “Stiamo lavorando per garantire tutti i livelli occupazionali ma anche per non aumentare il costo del servizio”

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Monreale, 10 marzo – Si è tenuta nel pomeriggio di oggi la seduta del consiglio comunale.

Presente in sala una nutrita rappresentanza di ex dipendenti dell’Alto Belice Ambiente, giunta ad ascoltare le comunicazioni del Sindaco. Il primo cittadino ha illustrato gli ultimi sviluppi sull’ATO:

“Ieri si è tenuto un incontro al Dipartimento regionale ai Rifiuti. Si è posto il problema, in vista della riunione del 12 con la SRR, di dare luogo alla distribuzione del personale della società fallita. Ogni ragionamento portato avanti dai sindaci e dai rappresentanti sindacali della società fallita parte dal presupposto di garantire tutti i livelli occupazionali”.

Ognuno dei 17 comuni ha una percentuale di lavoratori assegnata, già definita per centro di costo. A Monreale competono 70 operatori, tra i quali anche alcuni amministrativi che svolgono funzioni operative. Inoltre c’è un blocco di personale amministrativo che gestisce la società, pagato dai comuni in quota, in base alla partecipazione azionaria nell’ATO. Monreale paga il 25% del costo degli ammnistrativi. “Da un’analisi dei costi è venuto fuori che il servizio è stato sottostimato – ha spiegato Capizzi – . Un servizio che prevede un esborso di dieci per il personale veniva fatto pagare otto. Una differenza di due che si accumulava e ha portato ad un debito di 27 milioni”.

Il sindaco ha quindi spiegato che c’è un esubero di 51 unità (di cui 32 amministrativi) rispetto a quelle assegnate ai comuni per centro di costo.

“Tutti noi sindaci dei 17 comuni e sindacati presenti abbiamo ragionato su un’ipotesi di accordo contrattuale, ottemperando all’esigenza di distribuire i 51 dipendenti in esubero secondo principi di equità e razionalità. Ma è necessario ridurre il costo del personale, così da non fare lievitare la TARI. Ieri sera, al tavolo tecnico, si è pensato di partire dal centro di costo di ciascun comune per ripartire le 51 unità in base alle quote societarie e al numero degli abitanti”.

“Se la distribuzione fosse stata fatta solo in base al numero degli abitanti – ha spiegato il sindaco -, Monreale avrebbe dovuto avere 91 unità, e il consiglio comunale sarebbe stato ben presto chiamato ad aumentare le aliquote TARI. Mi sono opposto a questo ragionamento. I comuni più grandi avrebbero avuto un aumento esponenziale del numero dei dipendenti e del costo del servizio.

Io posso garantire i miei 70 lavoratori, nei termini di legge, senza aumento delle tasse, ma ci devono mettere nelle condizioni di mantenere il costo del servizio”.

Il sindaco ha quindi lanciato un monito: “Se non si arriverà alla chiusura dell’accordo, ogni sindaco presenterà alla Regione la richiesta solamente per la quantità di personale che potrà pagare”.

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