“Storie di donne che fanno la differenza”, ieri a Monreale

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Monreale, 9 Marzo. Una giornata dedicata alle donne, nel giorno che ricorda, tra l’altro la morte di 129 operaie di un’industria tessile americana, che nel 1908 morirono durante uno sciopero.

Monreale ha voluto tener vivo questo ricordo con varie iniziative, fra cui quella organizzata dall’associazione Mons Realis e dall’Ordine Costantiniano di San Giorgio presso la chiesa degli Agonizzanti di Monreale.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, ha preso il titolo di “Storie di donne che fanno la differenza”, ed ha raccontato, attraverso la viva voce delle intervenute, storie di vita quotidiana dal grande valore, oltre a porre l’accento sulla situazione attuale delle donne nei vari ambiti sociali, sottolineando le svolte positive e il lavoro ancora da fare per raggiungere una realtà parità di opportunità fra uomini e donne.

Ad aprire l’evento, dopo i saluti iniziali di Enza Bruno, che ha moderato la manifestazione ricordando fra le altre, la figura di Sarina Ingrassia, e le parole di Lia Giangreco in rappresentanza dell’associazione Mons Realis e di Antonio Di Janni, vicario delegato del Sacro ordine militare dei costantiniani di San Giorgio per la Sicilia, è stato l’assessore del nostro Comune, Nadia Olga Granà.

L’assessore, nel suo intervento, ha svolto un’analisi della condizione delle donne nel mondo politico, sottolineando come, seppur ad oggi il numero di esse sia in continua crescita, i ruoli chiavi siano ancora, per la maggior parte, appannaggio degli uomini. Non solo, ma l’assessore ha anche voluto ricordare come, seppure il numero di donne laureate sia superiore a quello degli uomini, ad oggi le stesse si trovino in difficoltà nel mondo del lavoro: in sintesi, la sua relazione, ha teso a mettere in luce gli aspetti positivi del cammino per il riconoscimento dell’importanza del mondo femminile, pur non dimenticando quanta strada ancora ci sia da percorrere.

In seguito, è intervenuta la Prof.ssa Maria Antonietta Spataro, già insegnante presso i licei monrealesi, e scrittrice di saggi d’argomento artistico, nonché promotrice, insieme ad Alessandra Siragusa, dell’iniziativa “Palermo apre le porte”. La Prof.ssa, nella sua analisi, ha toccato molti interessanti argomenti, partendo dall’ingiustificata ed “arrogante pretesa” degli uomini di riconoscersi un ruolo predominante sulle donne.

L’origine di questa pretesa risale alla preistoria, e nei secoli arriva alle forme aberranti di violenza sulle donne di cui la cronaca è piena ai giorni nostri.

Ma quali sono le reali differenze tra i sessi? È innegabile che la donna sia la portatrice della vita, mentre l’unico campo in cui, secondo la Prof.ssa Spataro, l’uomo può recriminare un qualche tipo di superiorità è quello dello sport, e nemmeno nella sua interezza.

Eppure ciò non ha impedito all’uomo di inibire, alle donne, il pieno accesso alla parità. Ancora adesso, nonostante molte conquiste siano ormai acquisite, ad esempio, resta aperto il dibattito sulla attribuzione del doppio cognome, senza dimenticare come nei libri d’arte, di letteratura o di filosofia le donne siano delle apparizioni sporadiche.

Successivamente, è intervenuta il Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato di Palermo, dirigente del servizio di Polizia stradale, Rosy De Gregorio, la quale ha narrato la propria esperienza di vita, che l’ha portata, appena diciottenne, ad intraprendere la carriera in polizia, con un periodo iniziale a Roma ed il successivo ritorno a Palermo.

Il Vice Questore ha raccontato l’impegno concreto nella prevenzione rivolta alle giovani generazioni, che ha trasformato il suo operato e quello della polizia, da repressivo ad educativo, con incontri periodici nelle scuole e fra i giovani. Il messaggio lanciato dalla dott.ssa De Gregorio, rivolto proprio ai giovani, è stato chiaro: “Non perdete la speranza”, ha detto. “Bisogna inseguire il sogno della propria vita, ricordando che la cultura è ciò che rende possibile il miglioramento”.

Alla fine della sua relazione, Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, ha voluto ringraziare le associazioni per aver organizzato, “in una chiesa che è anche luogo di cultura”, l’evento odierno, ricordando, fra le altre cose, l’attenzione che la chiesa stessa rivolge al mondo femminile: solo a titolo d’esempio, Mons. Pennisi ha ricordato come le prime spinte all’allargamento del suffragio alle donne vennero, in periodo pre fascista da Don Luigi Sturzo. Questa tensione, ha concluso l’Arcivescovo, continua ancora oggi nel territorio, basti ricordare come recentemente la diocesi abbia messo a disposizione alcuni suoi locali per la creazione di un centro antiviolenza a Monreale.

In seguito, è intervenuto il Senatore Bartolo Fazio, che, nel porgere il suo saluto, ha rimarcato l’impegno e la correttezza personale di molte donne da lui conosciute nella sua attività di senatore, in particolar modo l’impegno di Rita Levi Montalcini.

Infine, prima del concerto della pianista Isabella Dalia Lo Coco, è intervenuta la Prof.ssa Rosaria Bonanno, che ha riportato la propria esperienza di insegnante, in un mondo in cui la presenza femminile è molto numerosa, ma che comunque continua a delegare agli uomini i posti organizzativi o sindacali.

Insegnare, ed insegnare la cultura classica è per la Prof.ssa fondamentale nel mondo odierno, nonostante l’avanzamento tecnologico e le sollecitazioni esterne che spingono i giovani continuamente alla distrazione.

In chiusura di dibattito, l’associazione Mons Realis ha consegnato alle Professoresse Maria Antonietta Spadaro e Maria La Rosa il titolo di Socio onorario dell’associazione.

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