Una grande eredità: il “Quartiere”. Ad un mese dalla scomparsa di Sarina Ingrassia

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Monreale, 23 febbraio – Con una certa fatica, provo ad inquadrare in uno schema quello che per me, e per molti di noi, ha rappresentato, e continua a rappresentare Sarina.

Sono passati 30 giorni dalla sua morte, ma, sin dagli istanti successivi al funerale, abbiamo avuto chiaro il futuro della sua stessa vita: il “Quartiere”. Ci siamo ritrovati, spontaneamente, in associazione: a dire il vero, è duro dire ”ci vediamo in associazione” e non più “ci vediamo da Sarina” (anche se, a volte, continuiamo a farlo), ma è la vita e la vita … continua. E la casa, sede dell’associazione, conserva l’intensità delle tante persone che hanno cercato, trovato, conosciuto, amato questo luogo dove hanno vissuto un pezzo della loro vita.

In questi giorni sono arrivate donazioni, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti, e riconoscimenti: in molti, pur non conoscendo Sarina, hanno espresso il desiderio di avere materiale e/o informazioni su di lei. Sicuramente l’enorme eredità ricevuta ci fa sentire responsabili e consapevoli dell’importanza di un impegno.

In tanti, stiamo dando il nostro piccolo contributo per garantire la continuità del sostegno scolastico. Sono stati coinvolti i figli adolescenti, cresciuti dentro casa di Sarina sin da piccoli, certi che l’esperienza vissuta dai “grandi” continui anche attraverso loro. Cercare la gente, creare occasioni di incontro, avere consapevolezza che esiste una rete di relazioni che permette di saldare legami, dare senso ai diversi accadimenti che segnano la vita di ciascuno, tutto questo impara chi decide di vivere “in associazione”, con un’attenzione alla realtà circostante, il quartiere, senza perdere di vista il contesto sociale più ampio.

Quando ero piccola non sopportavo le cartine geografiche mute, ne vedevo solo linee e confini definiti e opprimenti; oggi, a scuola, nel mio lavoro di insegnante, quando sono inserite in programma, sollecito i ragazzi a colorare col blu più bello che possa esistere, solamente il mare. Il mare supera i confini, unisce le terre, avvicina la gente.

E’ proprio così che vedo il futuro dell’associazione: un enorme blu….un mare di gente “nuova” e “vecchia” che, insieme, possa continuare un’opera di promozione umana verso la gente che bussa alla porta di via Baronio Manfredi. Al momento, continua l’attività del sostegno scolastico e, a breve, partirà un progetto in rete, con altre associazioni locali e non, di fabulazione e psicomotricità rivolto sia ai bambini che alle donne.

Fondamentale è il rapporto con le scuole e con le altre agenzie educative, al fine di agire sinergicamente verso i bisogni del territorio; certo, non è semplice, ma con l’aiuto dei volontari si continueranno le attività con i bambini, non perdendo di vista le famiglie insieme alla  capacità di osservare e leggere il contesto per poter lottare per cambiarlo …sempre e  in meglio…..

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