«ARTOPOLI»: a convegno i Maestri ritornati dalla Storia

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Monreale 22 febbraio – Altri fatti straordinari sono accaduti nel paese di ARTOPOLI e, con un po’ di calma, ve li racconto. Un gruppo di convegnisti straordinari si è riunito nel paese fantastico, per valutare i fatti di persona. Erano presenti Pietro Novelli, Antonino Leto, Benedetto Messina, Saverio Terruso e (in rappresentanza dei mosaici bizantini) Adamo ed Eva, tutti ritratti nella foto (scattata in digitale nell’immaginario) insieme ad altre fortuite presenze: quelle del critico d’arte Sconfittorio Sgorbi e dei cantanti ZUCCHERO Fornaciari e Renato ZERO.

I convegnisti avevano letto il comunicato stampa pubblicato il 21 gennaio scorso da “Filodiretto Artopoli”, “Artopoli news” e “Artopoli press” nel quale l’assessore Zuccaro dichiarava: «Sono soddisfatto e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato ed aderito con entusiasmo a questo primo incontro – affermava l’assessore ai beni culturali – Si tratta di prestigiosi rappresentanti della vita culturale ed artistica della nostra città, professionisti seri, ed è grazie alla loro esperienza ed al loro contributo che si potrà dare inizio ad un nuovo percorso. È chiaro che siamo al punto di partenza ma questo rappresenta per tutti, come stabilito, il “punto ZERO” che mira a ridare lustro e prestigio agli spazi espositivi e culturali della nostra città.»

Gli Artisti, momentaneamente rientrati dalla Storia dell’Arte, si sono incontrati nella sala rossa del Palazzo di Città. A fare gli onori di casa Pietro Novelli (che in quel luogo abita essendovi ritratto in una tela dipinta dal collega monrealese Salvatore Giaconia). Alla fine del lungo e fertile confronto i convenuti hanno redatto un breve documento che sarà integralmente trascritto alla fine di questa nota.

Passiamo ora alla dovuta e dettagliata descrizione dell’immagine pubblicata in questa pagina.

In primo piano a sinistra seduto (il mobile lo ha prelevato dal vicino Circolo di Cultura dove, peraltro, l’Artista è di casa), è riconoscibile Antonino Leto, accompagnato da una delle sue fide caprette. L’ho avvicinato e si è subito lamentato dello “squalificante sovraffollamento” riscontrato alla Galleria Civica di Artopoli (durante una fugace visita in incognito). «Troppe cose, gran parte della quali proprio inqualificabili – cosi ha detto il Maestro – che andrebbero portate altrove, in un’altra galleria.” E siccome è un profondo conoscitore dei luoghi, ha anche suggerito dove: “Alla galleria del piazzale Cirba dovrebbero andare, – ha consigliato – tanto in quel posto già ci piove.» Quindi ha voluto manifestare gratitudine all’Amministrazione Comunale (quella del suo tempo, ovviamente) per avergli concesso una sacrosanta borsa di studio senza la quale tutto sarebbe andato diversamente. Poi, manifestando indignazione, con qualche reminiscenza dialettale, ha così continuato: «Ho saputo che ora, invece, a quelli che si sentono un po’ artisti i picciuli ci fannu nesciri. VRIOGNAAA!!!»

Si è pure un po’ sfogato per aver subito, poco prima, un solenne rimprovero da parte del solerte vigile che così lo aveva apostrofato: «Lei dovrebbe sapere che le capre in piazza non ci possono stare. È vero che gli ispettori dell’UNESCO sono anche animalisti e quindi tolleranti, ma solo nei confronti di qualche branco di cani randagi che ha acquisito il diritto di risiedervi; ma di capre non se ne parla proprio!»

Al centro della foto un Benedetto Messina molto allegro, preso da un’irrefrenabile gioia per aver ritrovato, appoggiata al bordo della vasca di Rutelli, un sua cornice che qualcuno, di specchiata correttezza, aveva adibito a specchiera! Era talmente contento che ha persino dimenticato di chiedermi notizie sulla sua manifestata volontà di donare al Comune il suo “Orto dei talenti”. Novità non ce ne sono ma, se ce ne saranno, lo informerò tempestivamente.

Sempre in primo piano, a destra, c’è Saverio Terruso che sembrerebbe incamminarsi verso la Galleria Civica. L’espressione non restituisce l’umore: ha appena saputo da un amico che le sue tele stazionano per le scale in attesa, forse, di trovare spazi più adeguati nelle sale superiori. Saverio Terruso, che nel resto del mondo è abituato a ben altri trattamenti, vorrebbe incontrare Ulisse Autowiski, il direttore della Galleria, per dirgli: «Se avessi avuto interesse per le “scale” avrei studiato al Conservatorio. Cerca di provvedere altrimenti la prossima volta (sperando nella reincarnazione) dipingerò soltanto processioni della “Madunina” lungo i viali dell’EXPO. Altro che Festa del 3 Maggio

In secondo piano, a sinistra, il solito solerte vigile mentre intima alla coppia con la quale interloquisce di allontanarsi perentoriamente da quel luogo, perché stanno calpestando l’aiuola e oltraggiando il pudore. La coppia, formata da Adamo e Eva, per forza d’abitudine si era accostata all’albero più vicino per gustarne l’accattivante frutto. Si trattava di una agrume amarissimo, un frutto di “scena”. La pianta è lì da tanto tempo, per iniziativa del lungimirante giardiniere che aveva previsto le visite degli ispettori dell’UNESCO. La coppia recidiva, già consapevole di non essere capitata in un “angolo di Paradiso”, non aspettava altro. È subito tornata ad occupare il posto assegnatole, a suo tempo, dal mosaicista venuto da Bisanzio.

In secondo piano, al centro, dietro gli spruzzi governati dal Tritone di Rutelli, s’intravede il critico d’arte Sconfittorio Sgorbi, casualmente presente quel giorno ad Artopoli. Dopo la deludente conclusione dell’esperienza da Sindaco di un paese vicino, il critico ha deciso di dedicarsi ai “Salami con il pallino dell’arte”: l‘agenzia che rappresenta ne cura l’ingaggio (sbirciando prima i conti correnti degli aspiranti) per poi esporli laddove le autorità gli metteranno a disposizione sedi prestigiose (com’è già accaduto anche nel paese di Artopoli).

Il famoso critico, constatata la presenza in piazza degli autorevoli Maestri e resosi conto che non c’era “trippa per gatti”, si è indirizzato verso il Maestro Antonino Leto per chiedergli di quale titolo di studio è in possesso la fida capretta; vistosi freddamente ignorato (anche dall’animale) si è defilato, con la coda fra le gambe, come una “capra ignorante”.

Sul balcone, verso il centro, è riconoscibile Pietro Novelli che ha appena completato la scritta sul lenzuolo “Non disturbare” (lui al Palazzo di Città ci dorme è vero, ma, dicono, che la scritta sia stata commissionata da altri). Il Maestro, da me avvicinato, si è detto anch’egli «stanco di dover subire (nella Civica Galleria) la compresenza di tutti quei “rifiuti e rimasugli – ha detto – lasciati da certi mercanti in quello che dovrebbe essere il Tempio dell’Arte. A quel luogo ho affidato la mia grande tela “San Benedetto distribuisce la regola”, proprio a quel luogo in cui si dispone tutto senza osservare alcun regolamento!» Si è poi pacatamente congedato, scusandosi per i jeans frettolosamente indossati, ed è rientrato nella Sala rossa e nella sua cornice; del moderno capo d’abbigliamento non si è più visto neanche un lembo.

Sempre sul balcone, a destra, si individuano le allegre figure dei noti cantanti ZUCCHERO Fornaciari e Renato ZERO. I due erano stati frettolosamente allertati dai rispettivi Uffici stampa che, nel leggere sommariamente il (forse affrettato) comunicato stampa riportato all’inizio, si erano soffermati su “assessore ZUCCARO (omonimia peraltro approssimativa) e “Punto ZERO” inducendo le note star della musica a ritenere leso il loro prestigio e inducendoli a raggiungere di gran fretta Artopoli per affrontare la questione. Chiarito rapidamente il banale equivoco i cantanti hanno deciso di festeggiare a modo loro.

Prima di chiudere, come promesso, trascrivo il documento stilato dai Maestri tornati ad Artopoli. “I sottoscritti [ometto i nomi già noti], un po’ risentiti come i loro discepoli (convocati il 20 gennaio a Villa Savoia per un incontro rivelatosi sostanzialmente inutile) e con l’intento di chiarire definitivamente se quel comunicato stampa è stato tutto un equivoco, chiedono all’Assessore quanto segue:

  1. Se può, cortesemente, fornire dettagliati chiarimenti su quanto ha dichiarato dopo quell’incontro: “… È chiaro che siamo al punto di partenza ma questo rappresenta per tutti, come stabilito, il «punto ZERO» che mira a ridare lustro e prestigio agli spazi espositivi e culturali della nostra città.”
  2. Se realmente intende avvalersi della collaborazione dei “prestigiosi rappresentanti della vita culturale ed artistica della nostra città, professionisti seri” come egli stesso li ha definiti che, da parte loro, hanno dichiarato totale disponibilità e posto soltanto qualche piccola condizione. Se sì, quando e in che modo intende farlo.” […]

Seguono gli anticipati ringraziamenti, il formale auspicio di cortese, tempestivo e dettagliato riscontro e, quindi, le autorevoli firme. 

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