Una ventina di ex dipendenti ABA occupano il comune. Confronto con il sindaco Capizzi

Immobiliare Max

Monreale, 20 febbraio – Rabbia e amarezza. E’ questo lo stato d’animo di una ventina di ex dipendenti dell’Alto Belice Ambiente che nella tarda mattinata hanno occupato, per l’ennesima volta, il Palazzo di Città.

Ieri mattina i lavoratori erano stati informati dalla curatela fallimentare della necessità di presentare richiesta all’INPS per ricevere il sussidio di disoccupazione, l’ASPI (Assicurazione Sociale per l’Impiego). Un sussidio che avrebbe coperto 98 giorni (9 per il 2014 e 90 per io 2015). Una boccata d’ossigeno per le famiglie monoreddito che da fine novembre non ricevono alcuna retribuzione. Ieri pomeriggio i sindacati hanno comunicato che sarebbe spettato alla curatela fallimentare  inviare all’INPS l’elenco degli aventi diritto, e che, sostengono i lavoratori “per il loro caso non sarebbero comunque previsti stanziamenti”. Una situazione poco chiara, dato che l’indennità è prevista per persone licenziate o che hanno interrotto il rapporto di lavoro, quando nel caso in esame si tratta di personale posto in stato di quiescenza.

“Dato che non ci spetta nulla vogliamo pagati i 22 giorni di dicembre e la quattordicesima”, hanno gridato gli ex dipendenti ABA entrando nel Palazzo di Città. “Da qui non andremo via finché non ci sarà dato quanto ci spetta”.

Il drappello si è rivolto al sindaco Capizzi, che, presenti gli assessori Lo Coco e Cangemi, hanno mostrato piena disponibilità ad incontrarli e ad ascoltare le loro richieste. “Se il curatore non ci vuole pagare per i 36 giorni ci paga lei, come fatto per i cantieri di servizio”.

“In quel caso si è trattato – ha spiegato il sindaco – di un’anticipazione di cassa, su fondi regionali che stanno arrivando. Voi per i 36 giorni verrete pagati, ma non posso dire quando. Il comune è pronto a fare i pagamenti, ma deve essere la curatela a spiegarci la giusta modalità per evitare che i soldi vadano ai dipendenti dei comuni che non hanno avuto la tredicesima”.

Il primo cittadino ha dichiarato di avere fatto tutto quello che era possibile fare: “Adesso la vostra protesta va rivolta al Prefetto e al Presidente della Regione”.

Tra le varie rimostranze, gli operai hanno chiesto anche perché la ditta esterna, chiamata a svolgere il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a Monreale, non potesse avvalersi della loro manodopera.

 

Ricevi tutte le news

Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Acquapark Monreale
Acquapark Monreale