PRESENTATO IL LIBRO DI R. DEIDIER “SOLSTIZIO”

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Il giorno più lungo della poesia se si conviene che l’eccellenza può essere misurata linearmente.

Teatro dell’evento la Sala delle Capriate, nel complesso dell’ex Monastero dei Benedettini, raggiunta attraverso una corsia preferenziale: la visita della Sezione Antica della Biblioteca Comunale «Santa Maria La Nuova» guidata dalla profonda conoscenza di Ignazia Ferraro che ha elargito efficaci “acconti” sui preziosi contenuti (celati dalle antiche rilegature e dai possenti dorsi) e particolareggiati ragguagli sulle pagine aperte: per offrire ai presenti piccoli tesori miniati.

Dopo il saluto e i ringraziamenti, per conto dell’Amministrazione, veicolati dalla voce dell’assessore Nadia Granà, i primi accordi della chitarra hanno suggerito l’imminenza dell’inizio.

Sui protagonisti dell’evento Filodiretto ha già pubblicato esaurienti informazioni e dettagliati profili.

Le note diffuse dalle esperte corde del Maestro Toti Basso hanno introdotto e poi cucito, con i toni e i tempi più appropriati, i primi versi tratti da una delle sezioni del volume dal titolo “Il secondo Trapezio”. A dare forma e colore alle parole è stata la voce calda ed efficacemente modulata del noto attore e regista Giuseppe Cutino, profondo conoscitore, tra l’altro, del mondo poetico di Roberto Deidier.

È toccato quindi a Elio Pecora, che dal 2004 dirige il quadrimestrale internazionale “Poeti e Poesia”, edizioni “Pagine” con recensioni scelte di Roberto Deidier, presentare quest’ultimo. Ne ha indicato lo spessore strutturale quale substrato di una poesia che vola in alto e che va percepita attivando, simbioticamente, l’intelligenza della mente e l’intelligenza del cuore. Elio Pecora ha anche tenuto a sottolineare l’importanza del contesto in cui l’evento si è svolto, con riferimenti al patrimonio monumentale, alla storia millenaria delle possenti mura viste al piano basso, alla Cattedrale, al Chiostro e anche alla collezione di dipinti “provenienti da Roma” e donati da Eleonora Posabella, sua conoscenza personale. Di quelli aventi provenienze diverse, per fortuna, non si è accorto (o non ha voluto parlare?).

L’intervento di Roberto Deidier, funzionalmente sollecitato da Giuseppe Cutino, ha dato vita alle programmate “improvvisazioni”; momenti ricchi di utili indicazioni per chi, come me, avrà modo di prolungare il rapporto con la sua poesia essendosi provvisto di una copia di “Solstizio”. Pregusto intensi e prolungati momenti durante i quali le parole del poeta consentiranno, a me come a ciascun altro, di girare il proprio film o dipingere le proprie tele…

Le note più prolungate, gradevoli e sfumate di Toti Basso hanno avvisato che eravamo alla fine.

Ho avuto modo, nei rapidi attimi necessari per la breve dedica e l’autografo sulla mia copia di “Solstizio”, di inquadrare il volto e incrociare lo sguardo dell’autore: mi hanno ricordato i suoi versi.

Ad aiutarmi ad uscire da quelle atmosfere (suggeritemi dal cuore e dalla mente e altre volte sognate) un bicchiere di merlot sorseggiato davanti a una straordinaria acquaforte di Giorgio Morandi, per la quale mi permetterei di chiedere maggior tutela; non un presidio blindato, ma almeno un vetro (non antisfondamento), un semplice vetro spesso due millimetri.

Rientrare in macchina, e con essa nel traffico, per tornare a casa, grazie a Morandi, è stato meno traumatico.

Prima di chiudere ritengo doveroso indirizzare un vivo ringraziamento a Rocco Micale che ha voluto, organizzato e abilmente promosso l’evento; con l’auspicio che, (attingendo ulteriormente alle sue relazioni personali) riesca a regalare alla Città altre simili, prestigiose iniziative.

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