Capizzi: “È un momento molto particolare e c’è bisogno dell’aiuto di tutti”. Necessario effettuare la raccolta differenziata e trattenere quanto più possibile in casa almeno la frazione secca

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Monreale 29 gennaio – “Chiedo a tutti i cittadini ed ai dipendenti dell’Ato la massima collaborazione per evitare che le nostre strade subiscano quest’ondata di emergenza rifiuti”. Il sindaco di Monreale, Piero Capizzi, lancia un appello alla cittadinanza. “Nonostante le difficoltà – continua – è opportuno continuare a differenziare i rifiuti e a cercare di trattenere in casa, quanto più possibile. È un momento molto particolare e c’è bisogno dell’aiuto di tutti”.

Capizzi si appella alla sensibilità dei cittadini monrealesi, invitandoli ad effettuare la raccolta differenziata, a rispettare orari e modalità di conferimento e a cercare di trattenere quanto più possibile in casa almeno la frazione secca. La crisi dei rifiuti rischia di mettere a serio rischio tutto il territorio.

Capizzi, assieme ai sindaci di Prizzi, Luigi Vallone, di Bisacquino, Tommaso Di Giorgio, di Palazzo Adriano, Carmelo Cuccia, di Belmonte Mezzagno, Piero Di Liberto, e all’assessore di Piana degli Albanesi, Vito Matranga, si sono recati questa mattina al sit-in organizzato dai lavoratori dell’ATO in prefettura per manifestare al fianco dei lavoratori che rischiano il loro posto di lavoro.

Sindaci e sindacalisti sono stati ricevuti dal vice prefetto vicario per poi spostarsi al Dipartimento Regionale ai Rifiuti di Viale Campania, dove si cerca di trovare una soluzione che possa garantire i livelli occupazionali. 

Si fa sempre più concreta l’ipotesi che, per non interrompere il servizio di raccolta dei rifiuti, date le inevitabili gravissime conseguenze che si determinerebbero per la salute pubblica, i sindaci si troveranno costretti a ricorrere all’ordinanza, ex articolo 19, ed assegnare l’affidamento del servizio alle ditte esterne, con mezzi e personale proprio.

I dipendenti dell’ATO, ancora in attesa delle lettere di licenziamento, si troverebbero nella paradossale situazione di non potere lavorare per queste ditte, né di ricevere lo stipendio, essendo il rapporto di lavoro in stato di quiescenza.

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