Il funerale di Sarina Ingrassia (Video e foto)

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Araba Fenice desk

Forse Monreale non ricorda un funerale così partecipato, certamente non uno vissuto con lo stesso spirito. Di solito i riti funebri richiamano molti fedeli in occasione di tristi eventi, di giovani vite strappate in seguito a tragici incidenti, o a causa di morti violente, per mano criminale. Riti funebri per celebrare vite spezzate prematuramente, amici e parenti in cerca di una impossibile risposta ai tanti perché.

Ieri il Duomo di Monreale era gremito per celebrare una donna, e soprattutto un modello di vita.

Poche le lacrime e tanti i sorrisi dei tanti amici accorsi per dare l’estremo saluto a Sarina Ingrassia. In tutti noi la consapevolezza che giovedì si è completato un percorso di vita bello, durato ben 91 anni, costruttivo, che è stato determinante per il futuro di tante persone, e capace di seminare un germe di speranza. 

Che il suo funerale venisse svolto nel Duomo di Monreale, Sarina non l’avrebbe immaginato, donna eccezionale ma molto umile al tempo stesso. Ma l’Arcivescovo di Monreale, S. E. Michele Pennisi, ha ritenuto importante che la Cattedrale si aprisse, caso rarissimo per un funerale, per celebrare una vita esemplare.

“Non si tratta di una Santa da cartolina” – ha detto Mons. Pennisi durante la sua omelia – ma di una donna che ha concretizzato il messaggio evangelico”.

“Alla sera della vita ciò che conta è essere amato. Questa frase – ha ricordato S. E. che era stato in visita la mattina in casa di Sarina – si legge sul capezzale di Sarina. E’ una professione di fede, e Sarina ha saputo spendere la sua vita per l’amore”. L’Arcivescovo ha ricordato l’impegno per il quartiere Balzi Callozzi di Sarina che aveva deciso di non appartenere a nessuno per appartenere a tutti. Quindi l’attenzione nei confronti degli altri, senza divenire protagonista. Ma soprattutto il dono dell’accoglienza, rispettosa della storia di ciascuna persona, percependone la sacralità.

La celebrazione è stata accompagnata dai canti di Taizé, che hanno ricreato quell’atmosfera propria della comunità ecumenica francese, dove Sarina aveva trascorso diversi periodi, quei canti che per tanti anni, ogni venerdì, riproponeva durante la preghiera che si teneva al numero 12 di via Baronio Manfredi.

Era stata lei a richiederli per il suo rito funebre.

“Lo spirito di condivisione che si respirava a Taizé – ha detto Frate Mauro Billetta – l’abbiamo rivissuto ogni volta che varcavamo la porta di casa sua”.

La messa si è conclusa con la lettura di una preghiera scritta da Sarina, una sorta di testamento spirituale.

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