Lo Biondo: “Nepotismo e esercizio disordinato del potere! Propongo una long list pubblica per l’assegnazione degli incarichi”

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Araba Fenice desk

“Ringrazio l’amico Silvio Russo per le sue affermazioni”. Massimiliano Lo Biondo, componente della segreteria provinciale del PD, replica alle affermazioni del collega di partito Russo pubblicate alcuni giorni fa (vedi link all’articolo). “Una cosa però non mi è chiara, e su questo vorrei riflettere unitamente alla città di Monreale: in che veste parla?

Rappresentante sindacale, rappresentante dell’amministrazione, fratello di un assessore, amico, assessore ombra, esponente di un partito o dipendente comunale?

In quest’ultimo caso chi di dovere dovrebbe riflettere su come un dipendente comunale (che nel caso specifico non è dirigente e non svolge lontanamente mansione alcuna nel settore dei lavori pubblici) possa esprimersi su incarichi e consulenze che sono vincolate da precise norme e che vengono designate e decise da specifici organi.

Chi consente tutto questo: il fratello assessore, la segreteria del partito, l’amministrazione, la burocrazia?”

Per Lo Biondo è da rivedere il sistema di assegnazione degli incarichi pubblici.

“In questa logica che senso assume quindi la recente rotazione del personale e l’applicazione del codice Vigna? …”Levati tu ca mi ci metto io?”

Tutto questo, a prescindere dalle persone, è spia di un metodo, che ricalca un vecchio e noto modo di non fare politica, in Italia dimenticato da tempo.

La situazione è palese e, ritorno a dirlo, “la verità fa male!”: è ora di cambiare logica!

Basta con la denigrazione e l’insinuazione del sospetto: per essere chiari, io non ho votato al ballottaggio e non ho scheletri nell’armadio! Che se ne facciano una ragione!”

Quindi la proposta: “Tornando all’incarico, non è giunto a destinazione il mio messaggio: io auspico e chiedo che venga creata una long list, che sia pubblicata nel sito online del Comune, di professionisti, all’interno della quale scegliere con metodo meritocratico e trasparente a chi affidare di volta in volta il compito richiesto”.

Lo Biondo inoltre si dichiara desolato per la solitudine riscontrata all’interno del partito: “Ho visto diverse affermazioni cariche di nervosismo, rabbia e rancore che non mi appartengono in seguito alle mie dichiarazioni politiche, ma non ho sentito una sola parola quando affrontavo battaglie importantissime per la città di Monreale!

Solo per ricordarne una: la gestione scellerata dell’ATO rifiuti e l’abbandono dei cittadini, delle famiglie e dei lavoratori!

Perché il silenzio del rappresentante sindacale, dell’iscritto a un partito, del fratello di un assessore, dell’amico, del dipendente comunale?

Forse perché pesa l’assunzione di un parente molto stretto? Ecco che allora nasce quest’ulteriore riflessione sul nepotismo e l’esercizio disordinato del potere!”

“E forse – conclude Lo Biondo – sarebbe utile anche riflettere se e quali attese politiche ha nutrito o intende nutrire la sparuta e allegra compagnia di fratelli, amici e parenti che vorrebbe solo la sudditanza, la paura, i servi sciocchi, il silenzio, il mutismo e la sordità di ciascuno e di tutti!

E allora perché non riflettere sul significato morale ed etico che assume oggi per la città il “cambio di logica”?

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