La Diocesi di Monreale regala una “nuova vita” ai bambini con la stampa 3D

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Il vescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, si è impegnato in prima persona per la nobile iniziativa condotta dalla Diocesi di Monreale che si pone l’obiettivo di aiutare le famiglie in difficoltà, in cui è presente una condizione di autismo o di diversabilità.

“La nostra Diocesi – afferma a Filodiretto Mons. Michele Pennisi – nell’ambito di un’attenzione particolare per i diversamente abili sta portando avanti vari progetti. Lo scorso anno abbiamo già realizzato una scuola per la lingua dei segni, rivolto ad una trentina di operatori sia a Monreale che a Partinico. Il progetto aveva l’obiettivo di permettere anche ai non udenti di partecipare alla messa o alla catechesi”.

Quest’anno la diocesi rivolge il suo sguardo verso i bambini che soffrono di autismo e che hanno subito un’amputazione degli arti.

pennisiMons. Michele Pennisi, Vescovo di Monreale“Il progetto, seguito dal medico psicoterapeuta volontario Giuseppe Rotolo – spiega Pennisi – pone particolare attenzione sui bambini affetti da autismo. Attraverso la sua equipe, il dottor Rotolo esegue visite e terapie domiciliari a persone affette d questa malattia e assiste le famiglie durante il percorso”.

Ma non è tutto, la diocesi di Monreale si apre anche al mondo, instaurando rapporti e collaborazioni anche con organizzazioni che si trovano negli Stati Uniti. “Stiamo instaurando – spiega il vescovo di Monreale – dei contatti con l’America, precisamente con le città di New York e Brooklyn. Sono già stato a Brooklyn. Lì ho incontrato il vescovo e una figlia di emigrati siciliani specializzata nella cura dell’autismo. L’obiettivo è di creare dei collegamenti con gli Stati Uniti per cercare delle nuove terapie. Alcune persone della diocesi di Monreale sono state inviate negli stati Uniti in cui è presente una fondazione che assiste queste famiglie”.

Per i bambini che hanno subito amputazioni agli arti la diocesi di Monreale in stratta collaborazione con un gruppo di volontari sta sperimentando la costruzione di protesi, stampate in 3D.

“Noi appoggiamo questo progetto economicamente – spiega Pennisi – e lo proporremo anche al vescovo di Aleppo per cercare di aiutare anche la popolazione siriana. E’ un servizio che vogliamo dare alle famiglie in difficoltà. Famiglie che spesso, di fronte a determinate malattie, sono scoraggiate. E’ un minimo che possiamo fare e non ci vogliamo sostituire di certo alla sanità pubblica ma vogliamo collaborare. Per questo progetto, in futuro, pensiamo di acquistare anche una stampante 3D”.

A chi devono rivolgersi le persone in difficoltà? All’interno della diocesi di Monreale è possibile recarsi presso il “Consultorio diocesano per la disabilità” che si trova tra Monreale e Palermo presso il convento degli Agostiniani alla Rocca. Da questo mese è attivo anche il Dipartimento della Diocesi di Monreale che si occupa di effettuare terapie domiciliari.

“Per quanto riguarda le protesi – spiega il dottor Giuseppe Rotolo a Filodiretto – l’organizzazione ENABLE che conta più di tremila soci, mette a disposizione i file per stampare le protesi di dita, mani e braccia. Altra cosa è se si vuole personalizzare la protesi; in questi casi è necessario scannerizzare l’arto del paziente e modificarlo con programmi di editing 3D”. Fablab è l’associazione che si occupa di stampare le protesi in 3D.

Le protesi installate fino ad ora hanno permesso ai bambini di fare una vita normale; si pensi addirittura che qualche bambino va in bicicletta o suona uno strumento musicale. Le protesi sono, come si vede in foto, accattivanti esteticamente, coloratee e talvolta richiamano gli eroi dei film e dei cartoni animati; un modo per far integrare i bambini con gli altri coetanei.

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