ll servizio di Striscia la Notizia, Salvino Caputo: “La mia immagine è stata danneggiata”. E annuncia querela

0
tusa big

MONREALE, 15 gennaio 2015 – Salvino Caputo replica al servizio di Stefania Petyx andato in onda durante la puntata di Striscia la Notizia su Canale 5 lo scorso 8 gennaio e minaccia querela contro la stessa redazione.

Come ha puntualmente riportato Filodiretto, Stefania Petyx ha riportato alla ribalta nazionale il caso del centro di compostaggio di Bisacquino. L’impianto, costato 3 milioni di Euro, dal 2010 non è mai entrato in funzione.

Salvino Caputo scrive quindi alla redazione del celebre programma Mediaset, chiedendo la realizzazione di un servizio “riparatore” poiché il servizio andato in onda avrebbe determinato un danno alla sua immagine di professionista e di amministratore pubblico.

“La trasmissione che ha presentato “l’ennesima incompiuta“ – afferma Caputo nella sua lettera inviata alla redazione di Striscia – e come da Voi definita “Inaugurazione Precoce“ è stata associata esclusivamente alla mia persona, senza peraltro consentirmi, come regolarmente fate, di potere dare l’opportuna e necessaria spiegazione”.

Nella sua lunga missiva l’ex parlamentare regionale elenca tutti i passaggi che hanno portato alla situazione odierna dell’impianto di compostaggio di Bisacquino.

“L’elencazione – afferma – dimostra come la Società (l’Alto Belice Ambiente, N.d.R.) dopo la realizzazione dei lavori si è attivata per ottenere tutte le autorizzazioni e i pareri previsti dalla legge e dalla rigorosissima normativa in tema di impianti destinati al trattamento di rifiuti anche di quelli classificati come pericolosi.

E non di una ennesima e classica “incompiuta” come per altro siamo – purtroppo – abituati ad assistere dai vostri servizi di inchiesta”.

Secondo Caputo sarebbe bastato chiedere agli uffici della Società la documentazione per conoscere la vera realtà dell’impianto di compostaggio di Bisacquino che in atto è uno dei più moderni impianti di compostaggio a servizio anche della raccolta differenziata.

“Il Vostro servizio – continua Caputo – ha per disinformazione e imprecisione, rappresentato a milioni di italiani una realtà diversa, presentando per incompiuta e “inaugurazione precoce“ un’opera ultimata e in attesa di autorizzazioni imposte per legge. E presentato il sottoscritto come un Amministratore che inaugura precocemente una opera pubblica senza mai attivarla”.

Caputo chiede quindi alla redazione del programma di Canale 5 “di volere provvedere, in tempi brevissimi, a preparare un nuovo servizio che renda la giusta informazione su una opera pubblica, certamente non incompiuta, ma che, per essere attivata, doveva avere tutti i pareri previsti dalla legge e dal Decreto di finanziamento pubblico. E che renda una puntuale e corretta informazione. E che tuteli la mia immagine profondamente danneggiata da un servizio certamente non rispondente ai fatti.

Sarebbe bastata una semplice telefonata preventiva ai funzionari della Società che ha curato la costruzione dell’impianto o allo scrivente per consentirVi di presentare un servizio certamente veritiero e non scandalistico.

Il Vostro servizio infatti ha determinato un gravissimo danno alla mia immagine di Professionista e di Amministratore pubblico.

Oltre che danneggiare e ledere il lavoro di Amministratori pubblici, Funzionari e professionisti.

Infatti la trasmissione che ha presentato “ l’ennesima incompiuta “ e come da Voi definita “Inaugurazione Precoce“ è stata associata esclusivamente alla mia persona, senza per altro consentirmi come regolarmente fate, di potere dare la opportuna e necessaria spiegazione.

Esponendomi a ingiuste critiche davanti a milioni di ascoltatori, per non parlare della diffusione che i quotidiani nazionali e siciliani il giorno dopo hanno dato alla trasmissione.

A tal punto ritengo doveroso fornirVi le giuste notizie.

Comunico, per correttezza, che in caso contrario, ho conferito mandato agli Avvocati Francesca Fucaloro e Mario Caputo, per tutelare in tutte le sedi giudiziarie la mia immagine e per procedere nei confronti della Sua Redazione e di tutti coloro che hanno contribuito alla preparazione di un servizio che ha trasformato in una incompiuta, una opera pubblica che attendeva i dovuti pareri per essere attivata, nel rispetto della legge.

Caputo, nella missiva, ripercorre la storia dell’impianto:

Sono stato nominato presidente della Società Alto Belice – a totale capitale pubblico – Ente che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti in un vasto comprensorio di 27 Comuni e con una utenza di servizio di oltre 250 mila cittadini – in data 30 dicembre 2002.

Con atto pubblico notarile.

La Società era composta da una Assemblea generale formata dai Sindaci dei Comuni, da un Consiglio di Amministrazione e da organi di vigilanza e controllo.

La Società è stata chiamata anche a gestire gli impianti di stoccaggio, isole ecologiche o discariche, fino a quella data, di competenza delle Amministrazioni locali.

Al fine di avviare i progetti di raccolta differenziata viene deciso di progettare e realizzare un impianto di compostaggio, a servizio di una parte del territorio. Si individua come area baricentrica quella sita nel Comune di Bisacquino.

Il Progetto viene approvato e autorizzato con ordinanza del Commissario per la Emergenza rifiuti in Sicilia n. 261 del 30 marzo 2006.

L’Opera pubblica viene finanziata dalla Agenzia Regionale Rifiuti e Acque della Regione Sicilia con decreto n. 477 del 29 dicembre 2006.

Intanto rassegno le Dimissioni da Presidente della Società Alto Belice Ambiente in quanto eletto Deputato presso la Assemblea Regionale Siciliana.

Intanto i lavori per la costruzione dell’impianto di compostaggio iniziano in data 23 giugno 2008 e vengono ultimati in data 12 dicembre 2009.

In data 19 gennaio 2010 si svolge il sopralluogo ufficiale di ultimazione dei lavori con i Sindaci del comprensorio, i tecnici e i progettisti e i funzionari dell’Ato che hanno partecipato alle attività amministrative e di progettazione.

Sopralluogo che viene incautamente presentato nel Vostro servizio come inaugurazione precoce dell’opera pubblica. ( Inaugurata e mai funzionante….)

Tra l’altro la nostra soddisfazione, quel giorno, era ampiamente giustificata in quanto era stata ultimata la prima opera pubblica realizzata dalla Società Alto Belice Ambiente.

In data 3 marzo 2010 la Provincia Regionale di Palermo, così come previsto dalla normativa in materia di rifiuti e dallo stesso decreto di finanziamento, viene invitata a effettuare il dovuto sopralluogo per verificare lo stato di funzionamento dell’impianto.

I Funzionari della Provincia al termine del sopralluogo chiedevano alla Società la realizzazione di alcune opere propedeutiche al rilascio del provvedimento di messa in funzione dell’Impianto di compostaggio.

Le prescritte opere vengono realizzate a spese della Società Alto Belice Ambiente.

Con decreto del Direttore Generale n. 776 del 15 settembre 2010, la Società viene autorizzata a gestire l’impianto di compostaggio.

L’opera pubblica viene approvata dalla stazione appaltante con verbale del 21 agosto 2012.

Infatti il Dipartimento Regionale per i Rifiuti della Regione Sicilia in data 2 dicembre 2012 emette il Certificato di collaudo dell’impianto di Compostaggio.

In data 23 settembre 2013 la Società, come previsto dalla legge, trasmette il certificato di collaudo, autorizzazione allo scarico, polizze fideiussorie e altra documentazione igienico sanitaria e amministrativa al Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti e alla Provincia Regionale di Palermo.

Ciò al fine di ottenere il parere ai sensi dell’art. 6 del DDG n. 776.

Ad oggi il predetto parere non è pervenuto da parte degli indicati uffici alla Società Alto Belice Ambiente.

Nel mese di settembre la Società conferisce mandato alla ditta Entsorga, di effettuare il previsto sopralluogo per verificare il perfetto funzionamento degli impianti elettromeccanici.

In data 3 aprile 2014 è pervenuto alla Società Alto Belice il preventivo per le opere di manutenzione per l’importo complessivo di euro 40.000,00.

L’Impianto è stato ultimato e dotato di tutte le indispensabili autorizzazioni negli ultimi mesi del 2014. E sarà destinato a gestire in una capienza di 6.500 tonnellate /anno l’attuale assetto a servizio di un comprensorio di oltre 15 Comuni.

Questa puntuale elencazione dimostra come la Società dopo la realizzazione dei lavori si è attivata per ottenere tutte le autorizzazioni e i pareri previsti dalla legge e dalla rigorosissima normativa in tema di impianti destinati al trattamento di rifiuti anche di quelli classificati come pericolosi.

Ricevi tutte le news
Potrebbe piacerti anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com