“Metodo nepotista, assegnazione di incarichi a fratelli, amici e parenti!”

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Monreale, 11 gennaio – “Nemo propheta acceptus est in patria sua: la risposta rabbiosa e rancorosa di Toti Zuccaro, purtroppo per la buona politica, mi ha dato ragione”.

Massimiliano Lo Biondo, componente dell’assemblea provinciale del Partito Democratico, replica alle parole di Toti Zuccaro, segretario locale del partito, pubblicate venerdì da Filo Diretto (vedi link all’articolo)

“Avrei voluto immaginare invece, – prosegue Lo Biondo – in qualità di esponente del PD (Toti se ne faccia una ragione!), che Zuccaro, invece di glissare, avesse smentito le affermazioni sul mio no all’offerta di un posto in giunta o all’offerta di una consulenza professionale il cui chiaro obiettivo era di volere far perdere credibilità politica alla mia figura!

Avrei preferito che avesse dato una spiegazione alla città tutta, in merito al metodo nepotista, all’assegnazione degli incarichi a fratelli, amici e parenti!”

Lo Biondo non prova neanche a gettare acqua sul fuoco e mantiene alti i toni del confronto, rimarcando la netta distanza con le scelte politiche assunte dalla segreteria monrealese del partito.

“Di certo nessuno si sarebbe aspettato l’assenza di stile, della padronanza dei contenuti e delle argomentazioni, del linguaggio politico arrogante e irrispettoso!

E chiaramente l’assenza di stile non giustifica una rabbia e un rancore personale sin troppo evidente nelle parole di chi parrebbe essere stato toccato nel nervo scoperto!”.

Lo Biondo ritorna sulle questioni che aveva posto nella sua missiva inviata, tramite le nostre colonne, al segretario Zuccaro (vedi link all’articolo).

Sarebbe stata magari, politicamente, pertinente una smentita sull’avvenuta riconferma a revisore dei conti di chi ha “perso” le secondarie contro l’attuale Sindaco; una smentita sull’affermazione che il futuro riconfermato revisore dei conti aveva dichiarato che avrebbe rifiutato eventuali incarichi; che non è vera la nomina a tempo (1 mese) di assessori figuranti; che non è vera la nomina in giunta di altri parenti, in sostituzione dei figuranti; che non è vera la nomina onerosa di un esperto finanziario per il bilancio.

Magari ci si sarebbe aspettata una smentita sulla barzelletta tragica sul piano di riequilibrio: ritirato perché ritenuto manchevole e non all’altezza di essere approvato dal Ministero; poi, senza spiegazioni agli elettori e alla città, quindi in scrupolosa sordina, ripresentato al Ministero!

Almeno una smentita sulle affermazioni sugli impegni dimenticati sul randagismo e sul canile, sul PRG, sul cambio di logica per la variante privata al PRG, sulla barzelletta della fine del finanziamento pubblico sul campo di Aquino, sulla villa dimenticata, sulla sceneggiata sulla figura del garante dei DiversAbili, sulla commedia sulla raccolta differenziata, sul fatto che continuano i noli e la spazzatura rimane a terra, sul silenzio sui lavoratori della ditta Giordano e dell’ATO rifiuti, sulla barzelletta della discarica, sul balletto della chiusura e dell’apertura dell’area pedonale del centro storico.

Ma forse le aspettative erano sin troppo superiori!

Ci si sarebbe aspettati, magari, di leggere le parole del segretario del NOSTRO PD piuttosto che da segretario di una fazione!

Tuttavia, paradossalmente, ringrazio “fratello” Toti perché mi ha fatto sorridere di gusto nel farmi ricordare la meravigliosa scena del film, il caimano, quando Nanni Moretti dice: “D’Alema di una cosa di sinistra, anche non di sinistra, di civiltà. Ti prego, di qualcosa”.

E allora sorrido e penso: Segretario, di qualcosa di politico, non fazioso, non personale, con stile. Segretario, di qualcosa alla e per la città…”

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