Salvino Caputo rimane fuori dall’ARS ma non demorde, ricorrerà in Cassazione

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Monreale, 8 gennaio – Salvino Caputo resta fuori dall’ARS. Lo ha stabilito la prima sezione civile della Corte d’Appello, che ha confermato il giudizio di “manifesta infondatezza di tutte le eccezioni di illegittimità costituzionale riproposte dall’appellante”. Viene confermata quindi la correttezza della decisione assunta dall’Ars e dalla Presidenza della Regione,  contro cui l’esponente del PDL aveva presentato ricorso.

Caputo aveva dovuto lasciare l’ARS in conseguenza della legge Severino, dopo che gli era stata inflitta una condanna ad un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio: aveva cercato di fare annullare alcune multe quando era sindaco di Monreale.

I legali di Caputo avevano fatto ricorso contro il decreto di decadenza da deputato, emesso dalla Commissione Verifica dei poteri dell’ARS, sostenendone l’illegittimità per la retroattività della norma, intervenuta con una sanzione che non era prevista al momento in cui era stato commesso il reato.

Caputo aveva inoltre nutrito speranze che il proprio ricorso venisse accolto in seguito all’esito favorevole di quello presentato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che aveva ottenuto l’annullamento della decadenza da sindaco da parte del Tar della Campania.

Secondo la Corte d’appello, però, “i due casi sono nettamente diversi anche perché nell’ipotesi del Caputo si discute di una sentenza di condanna definitiva, mentre nell’ipotesi di interesse in Campania si è discusso di un provvedimento di sospensione adottato a seguito e per effetto di una condanna penale non definitiva”.

“Tra trenta giorni – dichiara Salvino Caputo – presenteremo ricorso in Cassazione. Siamo convinti che la norma non sia retroattiva; inoltre c’è una disparità di trattamento tra deputati regionali e nazionali”.

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