Massimiliano Lo Biondo: “Basta con le nomine di fratelli, amici e parenti!”

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Monreale, 8 Dicembre. A sei mesi dalle elezioni che hanno portato al governo della nostra città la coalizione di centro sinistra, collegata al Sindaco Piero Capizzi, arrivano le critiche di chi, nel centro sinistra stesso, non si riconosce in alcune scelte di questa amministrazione in particolar modo del PD monrealese.

A parlare è Massimiliano Lo Biondo, dell’assemblea provinciale del Partito Democratico, che pochi giorni addietro ha accolto il sottosegretario alla pubblica istruzione Davide Faraone nella nostra città.

Lo Biondo, che nei mesi scorsi non ha nascosto le sue opionioni, oggi invia una critica puntuale all’operato del Partito Democratico cittadino, a cominciare dalle nomine assessoriali, continuando fino ad arrivare al modo in cui gli stessi hanno affrontato le problematiche cittadine. Fra le righe, si potrebbe intendere, un’incrinatura nel seno del PD monrealese: una voce fuori dal coro, o la catalizzazione di un’idea diffusa?

“Basta con la conduzione “pro domo loro” della politica e delle Istituzioni!”, esordisce l’ex consigliere comunale.

“Dopo 6 mesi in silenzio, per la mia storia, e il mio ruolo pubblico in città e nel PD tutto, ritengo mio dovere e diritto manifestare apertamente la mia ferma contrarietà rispetto a cambio di logica confuso, che non ha portato nessun cambio di logica, sia nel merito che nella sostanza!

In primo luogo, è stato dimenticato il 19 luglio, giorno in cui, ogni anno, l’amministrazione depone una corona di fiori sulla targa in memoria del giudice Paolo Borsellino, già Pretore a Monreale.

In seguito, con tanto di fascia tricolore, abbiamo visto portare al bar per un caffè niente poco di meno che il Premier della Polonia: quasi fosse u zu Totò, un fatto inconcepibile per l’importanza e l’opportunità istituzionale, politica e comunicativa di una simile visita.

E ancora, in questi sei mesi abbbiamo assistito alla riconferma a revisore dei conti di chi ha “perso” le secondarie contro l’attuale Sindaco (aveva dichiarato che avrebbe rifiutato eventuali incarichi: sarà, ma se non sono incarico i 13 mila € che percepisce da revisore dei conti); la nomina a tempo (1 mese) di assessori figuranti; la nomina in giunta di altri parenti, in sostituzione dei figuranti; poi la nomina onerosa di un esperto finanziario per il bilancio.

E poi, da non tralasciare, gli impegni dimenticati sul randagismo e sul canile, la querelle sul PRG, il cambio di logica sul cambio di logica per la variante privata al PRG, la questione del finanziamento sul campo di Aquino, la villa dimenticata, la sceneggiata trasversale sulla figura del garante dei diversabili, la commedia sulla raccolta differenziata mentre continuano i noli e la spazzatura rimane a terra, il silenzio sui lavoratori della ditta Giordano e sui lavoratori dell’ATO, il parlare di discarica per dopo ritirare la mano, il balletto sulla chiusura e l’apertura dell’area pedonale del centro storico, gli annunci sull’ex ospedale Santa Caterina, l’annuncio elettorale sull’apertura dell’ufficio postale ad Aquino.

In ultimo, la barzelletta tragica sul piano di riequilibrio: ritirato perché ritenuto manchevole e non all’altezza di essere approvato dal Ministero; poi, incredibilmente, senza spiegazioni e in scrupolosa sordina, ripresentato al Ministero!

Basta con tutto questo!

Basta pensare agli incarichi per perseguire il consenso elettorale, per rivendicare lo stesso come proprietà, per poi chiedere incarichi negli uffici di gabinetto della regione.

E’ ora di cambiare verso anche a Monreale, partendo dall’idea che il consenso è una forza di responsabilità, da non usare “pro domo sua…”. 

Basta finanche annunciare un cambio di logica per poi arrivare al 29 dicembre per portare in consiglio il bilancio di previsione del 2014, ovvero a circa 52 ore dall’inizio del 2015.

Sono certo che qualcuno si risentirà: la verità fa male!

Ma so bene che per tanti cittadini ed elettori del PD, anche potenziali, questa è la conferma inequivocabile che non tutti condividiamo quel metodo gattopardesco.

Come noto ho detto no, da subito, alla proposta di far parte di una “logica” strumentale, il cui obiettivo era quello di far perdere credibilità alla mia figura!

E in questa logica ho rifiutato la recente offerta di un incarico per una consulenza professionale!

Sono trascorsi sei mesi e il tempo è a favore di un possibile cambio di verso anche a Monreale!

A buon intenditore…”

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