Maggio 1988, quando Monreale ospitò Pino Daniele

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Monreale, 6 gennaio – Molti monrealesi rammentano quella calda giornata di maggio. Era il 1988. Quella sera diverse migliaia di fan si erano riversate a Monreale da tutta la Sicilia per cantare “Terra mia” o “Je so’ pazzo” assieme al loro idolo.

Tanti ancora oggi ricordano il concerto di Pino Daniele come quello che ebbe il maggiore riscontro di pubblico tra i tanti che Monreale soleva ospitare annualmente durante la festa del SS. Crocifisso. In quell’anno l’amministrazione comunale era guidata dal dott. Enzo Giangreco. Tra gli organizzatori della manifestazione musicale c’era il prof. Salvino Caputo, amico del cantante partenopeo, con il quale intrecciò un dialogo durante il backstage del concerto (Nella foto Salvino Caputo stringe la mano a Pino Daniele, presenti il sindaco Enzo Giangreco, Aurelio Di Nicola, Totò Ganci).

Salvino Caputo: Carissimo Pino rivelami il tuo codice a barre nella storia della musica italiana.

Pino Daniele: Esiste un codice infinito che è dentro di noi, “La Melodia”.

Salvino Caputo: A cosa era legata, la tua voglia d’imparare?

Pino Daniele: La mia voglia d’imparare è stata sempre legata alla conoscenza di un linguaggio.

Salvino Caputo: Da dove parte la tua rivoluzione musicale?

Pino Daniele: La mia rivoluzione musicale parte da Nero a metà.

Salvino Caputo: Cosa hai più assimilato nella musica di tutti i tempi?

Pino Daniele: Ho assimilato il linguaggio del jazz, mantenendo la nostra melodia.

Salvino Caputo: Cosa ha contato di più nella tua vita?

Pino Daniele: E’ stato il bagaglio dell’esperienza che ho fatto per strada, in mezzo alla gente.

Salvino Caputo: Quanto ha contato il dialetto napoletano nelle tue canzoni?

Pino Daniele: Io non sono un poeta che scrive, quello che ho scritto lo debbo al mio dialetto napoletano.

Salvino Caputo: Entri in empatia interiore, quando scrivi una cosa bella?

Pino Daniele: Quando scrivi una cosa bella, non te ne accorgi mai.

Salvino Caputo: Qual è la tua vera identità?

Pino Daniele: La forza delle mie canzoni è l’identità dei napoletani che s’identificano nelle mie canzoni.

Salvino Caputo: Spiegami le tue formazioni a cinque voci.

Pino Daniele: Le mie formazioni a cinque voci sono state l’espressione superlativa dell’armonia e di tutto quello che mi circondava.

Salvino Caputo: All’inizio della tua carriera artistica, a parte Franco Franchi che ti presentò ai grandi manager della musica italiana, James Senese (ospite mio per due giorni in vicolo Veneziano a Monreale) attraverso “Napoli Centrale” finanziò e ti pagò il primo concerto.

Pino Daniele: E’ tutto vero!

(L’intervista integrale su: http://salvinocaputo.wordpress.com)

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