Domani, 17 novembre, Giornata Internazionale degli Studenti

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Araba Fenice desk

Monreale, 16 novembre – Se un giorno qualcuno mi chiederà cosa ho fatto per cambiare le cose io potrò dire di aver lottato per ciò in cui credevo e di averlo fatto da persona libera.

Come dice il cantautore Giorgio Gaber, “la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

Questa citazione chiude una lettera scritta alla nostra redazione da Daniele Drago, studente del liceo scientifico E. Basile di Monreale, e sintetizza bene il significato della manifestazione che si terrà domani in tutti i paesi europei, specialmente laddove il diritto allo studio è mortificato dalle scelte politiche dei governanti.

Il 17 novembre si celebra infatti la Giornata Internazionale degli Studenti, una ricorrenza studentesca per rivendicare il diritto allo studio e il diritto degli studenti a esprimersi.

E’ nata in memoria dell’uccisione di uno studente, Jan Opletal, da parte dei nazisti per le proteste portate avanti dagli studenti Cechi contro l’occupazione tedesca.

La processione per il funerale, tenuta il 15 novembre, portò migliaia di studenti a manifestare e usare l’occasione per un’altra manifestazione anti nazista.

Nella brutale rappresaglia che seguì vennero chiuse tutte le università; le truppe naziste presero d’assalto l’Università di Praga, più di 1200 studenti vennero imprigionati o spediti nei campi di concentramento. Nove tra studenti e professori furono giustiziati senza alcun processo due giorni dopo, il 17 novembre 1939.

Da allora in poi la data è sempre stata rispettata per portare avanti moti di protesta e talvolta con gravi repressioni. Un altro esempio è dato dagli studenti di Atene, nel 1973, e, nel 1989 dagli studenti della Repubblica Ceca e della Slovacchia.

L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi promuovono la Giornata Internazionale dello Studente organizzando iniziative nelle varie città italiane e collaborando con le altre unioni degli studenti a livello europeo.

In tutto il mondo in questi giorni si moltiplicano cortei, manifestazioni, scioperi, ma anche momenti di aggregazione e solidarietà con concerti, dibattiti, reading e tavoli tematici.

Oggi gli studenti protestano contro i tagli, e richiedono con forza un sistema di qualità.

Riportiamo una lettera inviata in redazione da Daniele Drago, studente del liceo scientifico di Monreale, E. Basile.

L’Italia, come ormai è noto a tutti, sta da qualche tempo attraversando un periodo di crisi.

Leggiamo sui giornali, sentiamo dai notiziari o nelle trasmissioni televisive, che si occupano di politica, che tutti i maggiori politici dei vari partiti discutono sulla realizzazione di leggi che possano migliorare questa situazione. Ma in maniera ancora più palese è presente un altro messaggio, che arriva alle nostre orecchie  attraverso i mezzi di informazione.

Questo messaggio è quello della corruzione dilagante all’interno di quelle istituzioni che dovrebbero in teoria occuparsi di migliorare le cose ma che, in pratica, nella maggior parte dei casi, sono rappresentate da uomini, che pensano solo al proprio benessere e che mirano ad apportare cambiamenti con il fine di realizzare interessi, appunto personali e non della collettività.

Questo messaggio provoca nei ragazzi un forte risentimento ed una radicale esigenza di giustizia, poiché avvertiamo l’esigenza di un futuro, il nostro, possibile ed accessibile. Vorremmo delle certezze e non il persistente senso di precarietà che ci paralizza e ci impedisce di sognare.

Non sentendosi rappresentati da alcuna istituzione, i giovani vogliono far sentire la propria voce e manifestano, per dissentire, per ritrovarsi e non sentirsi soli, dentro una società sorda ed opaca, per approfondire le problematiche del nostro tempo, per cercare soluzioni ed intravedere alternative.

Maria Montessori disse: “Quando una società scialacquatrice ha necessità estrema di denaro, lo sottrae anche alle scuole. Questo è uno dei più iniqui delitti dell’umanità e il più assurdo dei suoi errori”. Questo è quello che succede adesso!!!!

Per stabilizzare la situazione economica del paese non si fa altro che tagliare fondi alla scuola pubblica, favorendo quella privata. Un sistema di governo miope, sta rendendo l’istruzione un privilegio per pochi. Contro tutto questo i giovani vogliono far sentire le proprie idee.

Ovviamente questa “lotta”, intrapresa dalle nuove generazioni, è spesso intralciata dalle vecchie, poiché pensano che sia tutto inutile, che il cambiamento delle cose non dipende dai ragazzi e che sia solo tutto una perdita di tempo, sottratto al dovere principale che è quello di studiare, impegnarsi e formarsi.

Personalmente credo che apportare dei cambiamenti in una società come quella attuale sia molto difficile e arduo, ma credo anche che non far nulla significhi acconsentire, subire e rassegnarsi.

Se un giorno qualcuno mi chiederà cosa ho fatto per cambiare le cose io potrò dire di aver lottato per ciò in cui credevo e di averlo fatto da persona libera.

Come dice il cantautore Giorgio Gaber, “la libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

Partecipazione, dunque, per attuare dei cambiamenti, provando a realizzare un futuro migliore”.

Daniele Drago

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