Gli alberi salvati dalle fiamme in estate abbattuti dai forestali

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Araba Fenice desk

Gli alberi che con tanta fatica sono stati salvati dalle fiamme di questa estate, distrutti dalle motoseghe dei lavoratori forestali. Questo inspiegabile paradosso stava per accadere nei monti tra Piana degli Albanesi e Altofonte al fine di creare una lingua di terreno nudo peraltro solitamente non interessata dagli incendi.

“Da giorni sono in corso lavori assurdi nel demanio forestale che costeggia la strada provinciale che da Altofonte conduce a Piana degli Albanesi – denuncia Angelo Dimarca, responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – Centinaia di alberi sono abbattuti dagli operai forestali per creare un’ampia fascia nuda, in un’area non interessata dagli incendi. Ma vi è di più: gli alberi, che svolgono un’importante funzione di difesa idrogeologica, sono abbattuti proprio dove negli anni sono state realizzate enormi barriere paramassi. E i boschi costituiscono anche naturali barriere a difesa del rotolamento dei massi. Secondo comuni criteri di buon senso si tratta di lavori inutili e dannosi e comunque non prioritari. E l’interrogativo legittimo e inquietante allo stesso tempo è: dove finiscono queste migliaia di metri cubi di legname? Basta con questa forestale, davvero basta”.

Sulla questione sono intervenuti gli assessori regionali all’Agricoltura Caleca e all’Ambiente Crocei quali hanno disposto l’immediata sospensione del taglio degli alberi al fine di eseguire un controllo e una pianificazione degli interventi adeguata a tutela del territorio.

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